Messina-Portici: un episodio che allunga la serie positiva

Il terzo successo consecutivo permette ai ragazzi di Modica di accorciare a -8 dai playoff. Il grande protagonista di giornata è Federico Meo che para tutto (rigore compreso) e merita un bel 7,5
08.01.2018 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:   articolo letto 809 volte
Messina-Portici: un episodio che allunga la serie positiva

La vittoria raggiunta dopo aver rischiato la sconfitta e sfruttando una delle poche occasioni create dà spessore al risultato ottenuto dal Messina al cospetto di un Portici apparso più rapido e brillante rispetto agli uomini di Modica, con le gambe appesantite dal duro programma di allenamento eseguito durante la lunga sosta natalizia. Il mister mazarese (voto 6,5) merita più della sufficienza perché riesce a rimediare in corsa ad alcune scelte iniziali non proprio azzeccate, al netto di quelle imposte dagli infortuni e dalle regole sugli under.

L’assenza di Migliorini, relegato in panchina perché non al passo dei compagni a causa della fascite plantare che lo affligge ormai da mesi, e la condizione precaria di Bettini costringono Modica a rivoluzionare lo schieramento. Ritorna titolare Meo (voto 7,5) e il portiere messinese ripaga ampiamente la fiducia ritrovata parando un rigore nel primo tempo e sfoderando un altro intervento salva risultato durante la ripresa, oltre a mostrare sicurezza in tutte le occasioni in cui gli avanti campani lo chiamano in causa. Da sottolineare positivamente anche un'uscita alta ben eseguita, merce rara per i portieri cosiddetti moderni, anche in categorie superiori. Lo schieramento difensivo prevede Bruno a destra, Manetta e Cassaro centrali e Cozzolino a sinistra, e, nell’arco della gara, tutto il reparto si attesta sulla sufficienza, dimostrando attenzione nei movimenti, pur con qualche sbavatura che, fortunatamente, non produce conseguenze negative. Funziona meglio la versione quasi standard dell’ultimo terzo di gara, con Lia sulla linea dei terzini e Bruno spostato al centro accanto a Cassaro. La nuova disposizione del centrocampo, tutto sommato, regge il confronto con il reparto avversario, pur essendo in inferiorità numerica durante alcune fasi della gara.

Lia (6,5) si disimpegna bene sia come interno che come laterale partendo dalla difesa, dopo l’ingresso di Bettini per Manetta al 61’, che innesca una rotazione del terzetto di mezzo. Bettini (6,5), si piazza a sinistra ed ha il grande merito di metterci corsa ma anche lucidità e piedi buoni, come in occasione dell’assist che lancia Ragosta verso il gol decisivo. Il suo esterno destro in profondità è da manuale del perfetto centrocampista di pura scuola zemaniana. Bene Bossa (6,5) come vice-Migliorini, perché riesce a tenere il ritmo pur senza incantare, ed è già un incoraggiante passo avanti rispetto alle tante prestazioni balbettanti offerte in questa prima metà di campionato. Discontinuo, invece, Lavrendi (6), che strappa la sufficienza per la consueta sapienza tattica e un certo spirito combattivo, ma rimane troppo timido nelle occasioni in cui può e deve concludere verso la porta avversaria. Attacco a corrente alternata per quasi tutti i 97 minuti di gioco, sia per la poca brillantezza fisica di tutta la squadra, che per la buona prova del Portici, sempre attento a sterilizzare le fasce laterali per poi ripartire. Rosafio (6) disputa una prova senza picchi, ad eccezione di qualche geniale intuizione per liberare il compagno di fascia, Yeboah (5,5) non trova spazio e tempi per liberare la sua forza atletica, Cocuzza (5,5) delude sul piano fisico e della combattività. La giornata di poca vena dei titolari apre la strada agli attaccanti di riserva, almeno nell’occasione, e sia Mascari (6,5), ma soprattutto Ragosta (7), sono decisivi per spezzare l’equilibrio. Mascari dimostra spigliatezza e molta buona volontà, Ragosta segna al primo pallone giocabile messo a sua disposizione e, poi, impegna sempre gli avversari spezzando le loro velleità di rimonta. Qualche minuto anche per Balsamà (sv), subentrato nel finale ad un esausto Bossa, anche se il classe 2000 praticamente non tocca quasi mai la sfera.

Una vittoria che si potrebbe definire sofferta contro un avversario bene organizzato anche se poco cattivo in fase conclusiva che recrimina per il rigore sprecato e un paio di situazioni pericolose non sfruttate. Ma proprio questi risultati non roboanti sono i mattoncini con i quali provare a costruire l’impresa di entrare nei playoff, e, quindi, se la matematica non è un opinione, viaggiare a ritmo da vertice per tutto il girone di ritorno. Un primo, severo banco di prova delle velleità biancoscudate sarà la prossima trasferta sul campo della Nocerina, battuta a Vibo e ritornata a 10 lunghezze dalla sempre più capolista Troina. Completare la rosa in settimana con qualche nuovo acquisto e tornare dalla Campania con un risultato positivo darebbe peso e credibilità ad un progetto che stenta ancora a scaldare i cuori dei tifosi rimasti lontani, eccezion fatta per quei mille irriducibili sempre presenti sugli spalti di un "San Filippo" rinnovato nel manto erboso, ma che ha bisogno di cure e attenzioni per non essere abbandonato al proprio destino.