Messina-Roccella, piglia, incarta e porta a casa 3 punti

Una squadra che stenta a trovare la propria fisionomia, ma resta aggrappata a poche certezze e prova a costruirsi un futuro
21.10.2019 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Messina-Roccella, piglia, incarta e porta a casa 3 punti

Vincere dopo una partita sofferta, sporca, in cui crei occasioni ma rischi anche di subire, ha un valore doppio, soprattutto per una squadra come il Messina, ancora abbozzata, con giocatori lontani da una condizione apprezzabile e che, malgrado tutto ciò, si trova in una posizione di classifica in cui, tolto il “totem” Palermo, l’equilibrio regna sovrano e la zona playoff sembra essere un obiettivo da non trascurare, come, invece, è stato fatto colpevolmente nelle due precedenti stagioni dell’era Sciotto. Il calendario, adesso, assegna gare complicate prima del 2 dicembre, data in cui si potrebbe avviare una fase di rinforzamento della rosa, se si riescono a mantenere le distanze dalle zone alte della graduatoria.

Il Roccella si è dimostrato avversario tosto dal punto di vista del dinamismo, della convinzione ed ha sprecato tantissimo, venendo punito dalle leggi antiche del calcio, ma gli uomini di Rando (voto 6 per la tenacia al tecnico messinese) non sono riusciti a mettere la gara sul binario sperato, subendo l’ennesima decisione arbitrale cervellotica sul netto intervento falloso in area calabrese ai danni di Marfella dopo appena 7’, interpretando il primo tempo quasi col freno a mano tirato, sempre con l’ansia di essere sul punto di crollare per un errore marchiano o per una disattenzione fatale.

Le polemiche sulla qualità degli elementi pescati nel mercato estivo, inutilmente lungo per la dirigenza dell’Acr, hanno spesso riguardato la cosiddetta “batteria degli under”, ma oggi i biancoscudati utilizzano 7 ragazzini, chiudendo al triplice fischio con Avella (2000), Saverino (2001), Barbera (2001), Capilli (2002) e Orlando (2001) in campo, mentre Marfella (1999) gioca 26 minuti di buon livello e De Meio (2000) cede il posto a Giordano in avvio di ripresa. Tra questi under 20, Avella (7) guadagna la palma di migliore in campo, ma non è una novità per l’ex estremo difensore del Matelica, in prestito dalla Casertana e destinato a un futuro importante. Saverino, Barbera e De Meio disputano una prova senza infamia e senza lode, mentre Capilli strappa un 6,5 che premia il carattere e la personalità di un elemento senza paura nel prendersi la responsabilità di fare la giocata o interpretare il ruolo di regista alla sua seconda apparizione in maglia bianco scudata. Discorso a parte per Orlando (6,5), bravo ad entrare in campo nel momento più difficile per i suoi, tenace nel recuperare dopo un paio di errori, freddo e preciso in occasione del gol che decide il match.

Detto delle note moderatamente positive, passiamo a quelle grigie, riguardanti i cosiddetti “senatori” che avrebbero dovuto costituire l’ossatura di una squadra forte fisicamente, esperta e cattiva, almeno secondo i desiderata del ds Obbedio. E invece, questo Messina, senza Cristiani, soffre maledettamente in un centrocampo nel quale diventa impossibile assicurare la convivenza tra Ott Vale e Sampietro, vista la condizione di due elementi abituati a stare sui campi della Serie C, che, invece, non riescono a dare né fosforo, né cambio di passo e nemmeno capacità di interdizione, tutte doti indispensabili per essere protagonisti contro avversari sempre più rapidi nel conquistare e gestire il pallone. In tutti i match fin qui disputati, il Messina ha vissuto fasi in cui i competitor di giornata sono stati capaci di avere il pallino del gioco in mano indipendentemente dal loro valore. E’ successo anche contro gli amaranto guidati in panca da mister Galati, soprattutto nel secondo tempo, e solo l’incapacità di concludere del Roccella ha impedito di andare in svantaggio.

Bene, invece, Bruno, soprattutto nel ruolo di laterale destro, anche se la troppa foga non ha aiutato in occasione delle sgroppate offensive del difensore ex Cavese, ed anche Ungaro ha giocato di mestiere, così come una impressione positiva ha dato il “redivivo” Giordano, apparso più in palla rispetto alle apparizioni di inizio stagione. Il trio di attacco inizialmente utilizzato da Rando sembrava garantire gol e giocate pericolose, se andiamo a guardare i curricula di Crucitti, Esposito e Siclari, ma le punte biancoscudate non riescono quasi mai a combinare in velocità, affidandosi alle giocate singole e sbagliando la conclusione per troppa foga, al netto delle parate di Scuffia, in giornata di grazia.

Alla fine, di buono ci sono i tre punti e un minimo di autostima in più, da coltivare evitando di lasciarsi andare ad aspettative troppo alte, che possono aprire la strada ad opzioni distruttive in una fase cruciale della stagione.