Messina-San Tommaso, il silenzio, le urla e la speranza

I biancoscudati bloccano la serie negativa di tre sconfitte consecutive, battono gli irpini e provano ad invertire le sorti dell'ennesimo torneo anonimo
20.01.2020 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Messina-San Tommaso, il silenzio, le urla e la speranza

Le vittorie più sofferte sono quelle sulle quali si può costruire un futuro migliore, ma solo le prossime settimane potranno dire se l’ 1-0 colto dal Messina contro un San Tommaso davvero modesto, grazie alla splendida volee di Crucitti a 5’ dal 90’, potrà dare concretezza all’ennesima rincorsa della famiglia Sciotto e dei biancoscudati verso i playoff, unica porta che potrebbe condurre al professionismo tramite il ripescaggio. Le dichiarazioni rilasciate nel dopo partita da Paolo Sciotto lasciano intravvedere scenari non propriamente nuovi, con la proprietà che risponde all'ennesima contestazione dei gruppi organizzati ribadendo il proprio impegno alla guida del Messina. La filosofia del “soli contro tutti” può anche produrre l’effetto di compattare squadra e dirigenza costituendo quel gruppo coeso finora latitante, non solo in campo, ma anche fuori, fruttando quella striscia positiva che può riavvicinare alle prime 5 posizioni in classifica, ma sarebbe una smentita clamorosa rispetto all’andamento della storia di queste ultime due stagioni e mezzo. In un silenzioso “S.Filippo”, il Messina si complica la vita da solo durante un primo tempo davvero sconfortante per pochezza di idee e assenza di cattiveria. Zeman (voto 5,5) ripete le scelte di due settimane or sono a centrocampo e solo il permanere dell’infortunio di Danza gli impedisce di riproporre un centrocampo completato da Buono e Sampietro, teoricamente dotato dal punto di vista tecnico, ma totalmente deficitario sul piano dinamico ed agonistico. Saverino sulla linea dei terzini è una opzione già vista, mentre l’inserimento di Cafarella tra i titolari è la vera sorpresa del tecnico palermitano.

In porta, Avella (6) si fa trovare pronto nell’unica occasione pericolosa creata dagli irpini quasi al 45’, mentre assiste inoperoso al resto del match, aiutato sia dall’atteggiamento rinunciatario degli uomini di Liquidato che dalla ricomposizione della coppia centrale Ungaro-Bruno, dal rendimento comunque sufficiente. Ai loro lati operano Saverino e Fragapane, che raggiungono il 6 per la buona volontà con cui provano a dare un contributo alla causa, con risultati discontinui. De Meio (6) entra in gioco al 20’st e da una sua accelerazione nasce il gol decisivo. La lentezza della manovra nella prima frazione di gioco rispecchia la pessima giornata di Sampietro e Buono, con il primo che non supera il 4 e il classe 99 mezzo punto sopra al ligure. Non a caso, Sampietro resta negli spogliatoi per il ritorno in campo di Arcidiacono in maglia biancoscudata, e la manovra migliora quando Lavrendi (6) si posiziona al centro, Saverino si sposta da mezzala a destra e, dalla parte opposta si piazza Crucitti. Sulla corsia mancina, l’ex Cittanovese confeziona alcuni scambi di buona fattura con Arcidiacono, riscatta un primo tempo opaco con l’impegno della ripresa e la perla del suo nono sigillo stagionale, un  tiro al volo da fare rivedere nelle scuole calcio per la precisione della esecuzione, meritando un 6,5. La riapparizione di Biccio sul terreno del “S.Filippo”, invece, è caratterizzata dalle sue consuete improvvise accelerazioni purtroppo ancora slegate rispetto ai movimenti dei compagni, come, d’altronde, è ovvio, essendo a Messina solo da venerdì scorso. L’attaccante catanese, quindi, merita un 6 pieno, con l’augurio che possa davvero costituire quell’arma agonistica indispensabile a questa squadra. Rossetti (5,5), invece, combatte con ardore ma con poco costrutto, non riuscendo ad arrivare mai alla conclusione, mentre nel complesso positiva è la prova del baby Cafarella (6), dotato di tecnica discreta e incoraggiante spirito di iniziativa. Manfrè, nei quasi 30 minuti in cui resta in campo, mette al suo attivo un paio di spunti interessanti, mentre Cristiani ha il tempo solo di entrare a referto, in una gara che di positivo ha i tre punti e, in tempi di carestia e semi abbandono, si tratta di un particolare per nulla trascurabile.