Messina tra campo, suggestioni e parole: Venghino signori Venghino...

Sospesi tra la realtà di una salvezza non ancora conquistata e le suggestioni di un futuro luminoso, i tifosi del Messina hanno solo la certezza dell'ineluttabilità di una svolta societaria
25.04.2019 21:24 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Messina tra campo, suggestioni e parole: Venghino signori Venghino...

Non finisce mai di produrre novità la vicenda del calcio a Messina, malgrado si venga da quasi undici lunghissimi anni conditi da tante delusioni e pochissime illusorie soddisfazioni. La settimana che porta all’ultimo turno casalingo di campionato per il Messina targato Sciotto è stata caratterizzata da argomenti lontani rispetto all’obiettivo primario sul campo, quella salvezza che sarebbe stata matematica in caso di vittoria domenica scorsa a Roccella e ancora possibile con un pareggio contro la Sancataldese il prossimo 28 aprile al “S.Filippo”. Invece, l’attenzione di tutti gli appassionati di calcio nella nostra città è stata catturata dalla pubblicazione della delibera di Giunta n. 293 approvata il 19 aprile alle ore 23.30 all’unanimità dal sindaco e da tutti gli assessori e dalla visita di Rocco Arena sulla sponda siciliana dello Stretto per incontrare De Luca e alcuni consiglieri comunali.

Se aggiungiamo che, qualche giorno fa, anche Nanni Moretti è stato dalle nostre parti per presentare il suo film documentario “Santiago Italia” sull’accoglienza riservata ai profughi cileni nel nostro Paese durante la dittatura di Pinochet, ecco che sorge spontanea l’invocazione fatta da uno dei registi più importanti del nostro cinema durante una delle sue pellicole (Palombella Rossa), rivolgendosi ad una giovane giornalista poco attenta: “Le parole sono importanti!”.

Ecco, parafrasando Moretti, perché chiamare bando e trattativa due eventi come quelli accennati che riguardano il calcio messinese?

Non si può definire bando un atto come la deliberazione 293 di Giunta Comunale che, invece, è solo un passo, seppur importante, nella procedura per l’affidamento in concessione dello stadio Comunale “Scoglio” e riguarda, per essere più precisi, lo schema della convenzione e non già il bando e il disciplinare, documenti che, invece, stabiliscono esattamente tutti i criteri per individuare il gestore privato dello stadio e le modalità in cui si svolgerà la concessione. Su questo tema occorre anche precisare che la Giunta e il Consiglio hanno scelto la strada della concessione, con una durata massima di 30 anni, seppure non definitiva, che è una strada completamente diversa rispetto a quella intrapresa, negli ultimi anni, a Udine o Cremona, dove si è ricorso alla cessione del diritto di superficie fino a 99 anni dell’area in cui insistevano gli impianti, con possibilità di rientro dell’investimento molto più certe e durature per i gestori privati. Lo schema approvato dalla Giunta De Luca, che dovrà essere passare dal Consiglio Comunale, si avvicina ad altre situazioni come, ad esempio, la concessione ventennale del “Nobile” di Lentini, fermo restando che i due impianti sono profondamente diversi come dimensioni e, quindi, esigenze di manutenzione o entità delle spese per l’adeguamento alle norme vigenti in materia di agibilità.

Nessun bando, quindi, è ancora stato approvato dalla Giunta, anche se le linee guida sono state indicate nella premessa della delibera del 19 aprile, pubblicata sull’albo pretorio martedì scorso.  

Continuando sulla falsariga “morettiana”, non si può definire trattativa per l’acquisto di una società sportiva lo scambio di dichiarazioni a mezzo stampa o social cui abbiamo assistito nelle ultime settimane tra Paolo Sciotto e Rocco Arena, in merito all’Acr Messina. Registriamo le reazioni stizzite da parte di Sciotto alle affermazioni di interesse manifestate da Arena in merito alla possibilità di investire a Messina, anche nel calcio, il tutto amplificato dal primo cittadino con la sua consueta comunicazione molto poco istituzionale, nel senso formale del termine. Qualche tratto di un progetto per la gestione imprenditoriale di tre impianti cittadini (Scoglio, Celeste e PalaRescifina) accennato da Arena durante l’incontro di stamattina nella sede elettorale di Cateno De Luca, per dare sostegno al calcio cittadino e investire sul nostro territorio, serve solo a dare una suggestione all’ambiente, in attesa del prossimo appuntamento con l’imprenditore milanese presidente del CFI Alicante nella quinta serie spagnola, già fissato per il 7 maggio, due giorni dopo l’ultima giornata del campionato di serie D.  Non c’è ancora stato un incontro tra l’attuale proprietà dell’Acr e Arena e siamo curiosi di vedere quale ruolo avrà il sindaco in questa vicenda, considerando anche l’annuncio di altri imprenditori interessati al calcio messinese che il primo cittadino dovrebbe approcciare nei prossimi giorni.

In attesa della trattativa concreta per il passaggio di proprietà dell’Acr, i tifosi, sparpagliati nei mille rivoli del web e sempre più lontani dallo stadio, assistono schierandosi in fazioni, sfogano la propria frustrazione in invettive contro l’attuale assetto societario, senza, però, abbracciare in modo fideistico nessuna opzione alternativa. La stragrande maggioranza della cittadinanza, invece, è totalmente indifferente a queste dinamiche, in un circolo vizioso infinito che finisce per avvolgere tutto come una maledizione. Sembra pura utopia pretendere, o semplicemente auspicare, che chiunque sia interessato a investire nell’impiantistica e nel calcio a Messina metta sul tavolo le proprie credenziali, ma soprattutto denari e idee concrete, annunciando urbi et orbi soltanto quando tutto sia stato formalizzato. Quindi, continuiamo così, facciamoci del male...Venghino, signori, venghino….