Messina tra errori e presunzioni. Sciotto non cambia registro

L'ipotesi ripescaggio è giudicata "fantasiosa" dal presidente della LegaPro Gravina, ma il massimo dirigente biancoscudato indugia, il mercato non decolla e lo staff sbuffa
05.08.2018 09:59 di Antonio Billè Twitter:   articolo letto 3492 volte
Pietro Sciotto
Pietro Sciotto

La storia sembra non essere cambiata, nonostante si dica che dagli errori si impara sempre qualcosa. In realtà Pietro Sciotto sta ripetendo pedissequamente le sviste dello scorso anno: scarsa fiducia nel mondo che lo circonda, difficoltà estrema nel delegare e voglia di avere sempre l’ultima parola. L’ipotesi ripescaggio tra i professionisti del Messina è stata giudicata “fantasiosa” dal presidente della LegaPro Gabriele Gravina, per cui adesso occorre mettersi l’anima in pace e costruire una corazzata che vinca e convinca nell’imminente torneo di Serie D. Il primo impegno, per comprendere, sarà in programma tra appena due settimane con la Coppa Italia di categoria che scatterà il prossimo 19 agosto. Una sfida che un anno fa il Messina disertò, non presentandosi in quel di Acireale.

Attorno a Sciotto si muovono dei personaggi che al momento hanno un alone ectoplasmatico: Alessandro Parisi, Salvatore Grasso e Lello Manfredi non hanno incarichi ufficiali e lavorano come se fossero “esperti a titolo gratuito”. L’unica nota positiva è rappresentata da Peppe Raffaele, allenatore non solo in pectore che sta guidando un gruppo di pochissimi over e tantissimi sbarbatelli, alcuni dei quali per fortuna conoscono il senso della vera messinesità. Sono appena cinque gli innesti fin qui effettuati, l’ufficialità di Cocimano è arrivata dopo lunghi indugi, mentre il responsabile dell’area tecnica (una nomina mai realmente ratificata) deve imporsi per garantirsi le trattative di un mercato che, per usare un largo eufemismo, fa fatica a decollare come dovrebbe e potrebbe.

Quello di Porcaro è nome stranoto alle latitudini messinesi: l’anno scorso fu anche presente nei ritiri con le porte girevoli organizzati tra Rocca di Capri Leone e il Villaggio Palumbo, oggi è uno dei quattro nomi che lo staff tecnico avrebbe segnato nel taccuino consegnato al presidente Sciotto per l’avallo finale. Calciatori cui sarebbe legato l’intero progetto tecnico che, seppur chiarissimo, rischia di venire frenato o addirittura saltare senza la necessaria fiducia che passa anche da una definizione ben chiara dei ruoli.