Messina, tra inutili processi indiziari e una realtà tutta da comprendere

Il ko con il Marina di Ragusa ha scatenato iene social e difensori d'ufficio: inutile far drammi, ma è ancor peggio prendere tutto sottogamba. Una vittoria, comunque, non avrebbe mutato gli scenari
19.08.2019 15:53 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
Messina, tra inutili processi indiziari e una realtà tutta da comprendere

La premessa appare d’obbligo: le sconfitte salutari non esistono, perché perdere aiuta solamente a perdere e ad abbassare il morale di una truppa ancora in costruzione. Al tempo stesso, se il Messina avesse battuto il Marina di Ragusa nel turno preliminare di Coppa Italia, poco sarebbe cambiato nella crescita della squadra o nell’idea di Antonio Obbedio e della società di rinforzare il gruppo a disposizione di mister Cazzarò.

Non c’era bisogno del ko di rigore dello Scrofani-Salustro per evidenziare come al Messina manchino almeno 4/5 rinforzi tra over e ricambi under (specie tra i ’99), ma la natura della sconfitta va ricercata anche nella preparazione di una partita che i biancoscudati non avevano preventivato di disputare, con il ritiro e anche gli ultimi colpi mercato mirati all’esordio in campionato del 1° settembre. La doppia seduta di sabato, dura, sotto il sole cocente del Despar Stadium e con il lavoro del sergente di ferro Saffioti, infine, completano il quadro.

Certo, sarebbe stato lecito attendersi di più, ma l’assenza di un riferimento offensivo, guaio alimentato dall’infortunio che ha messo fuori gioco Suma, ha pesato non poco, tanto che le cose migliori si sono viste nel primo tempo e soprattutto su calcio piazzato. La gara, poi, è svoltata in una ripresa in cui è stato più il Messina ad alzare il piede dall’acceleratore che il Marina di Ragusa a premere forte sul proprio. Già come nel vincente torneo di Eccellenza dello scorso anno, gli iblei hanno messo in campo tanto carattere, dando dimostrazione di come anche le piccole squadre, una volta presa confidenza con l’avversario e, addirittura, trovato il vantaggio, diventino rognose e complicate da scardinare.

Seppur l'impegno fosse ufficiale, in ogni caso, resta comunque calcio d’agosto: inutile far drammi o processi o ricordare il passato complicato, ma è sempre peggio prendere un evento del genere sottogamba. Basta restare compatti, con buona pace delle iene social, e il sereno verrà a splendere. Purché ci si tolga quella maglia nera e si torni a far brillare il biancoscudato. In campo e nella mentalità.