Messina-Troina, quando la sfortuna ci vede benissimo

L'occasione per entrare stabilmente in zona playoff diventa l'ennesima occasione sprecata di una squadra poco concreta
06.01.2020 12:41 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Messina-Troina, quando la sfortuna ci vede benissimo

“La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo”. La citazione del compianto Freak Antoni, leader degli Skiantos non sarà di altissimo spessore, ma serve a rendere l’idea di come sia andata la gara del Messina contro il Troina, tra l’altro in perfetta sintonia con il kharma che accompagna, ormai da due stagioni e mezzo, la creatura della famiglia Sciotto. Cambiano i calciatori (sicuramente più di un centinaio), gli allenatori, i direttori sportivi ed i consulenti di mercato, ma ogni volta, per un motivo o per un altro, l’Acr non riesce mai ad avere un cammino regolare e si trova sempre ad inseguire altre squadre, altri calciatori, altri dirigenti, nella costante ricerca di vittorie. Nella scorsa settimana era arrivato un risultato fondamentale per il futuro, quella delibera di Giunta Comunale che prorogava la concessione annuale del “S.Filippo” dando l’opportunità di preparare seriamente il ripescaggio e anche sfruttare economicamente l’utilizzo dell’impianto. Un tassello importante, ma inutile senza l’apporto del campo, in cui, invece, ormai da più di un mese, si continua a lavorare in emergenza, malgrado le dichiarazioni distese del tecnico, visto che, nell’undici iniziale per uno scontro diretto nella zona playoff mister Zeman si presenta con uomini fuori ruolo e lacune in zone determinanti del campo. Zeman (voto 5) disegna un centrocampo con tre uomini da grandi doti tecniche non supportate da adeguata forza fisica e perde subito il da lui stimatissimo Danza, fuori causa dopo appena 10 minuti per noie muscolari, vittima di uno scatto violento sulla fascia sinistra in prossimità dell’area. Gli subentra Lavrendi, partito dalla panchina così come venne sostituito contro il Giugliano nella fase calda di quel match, e Cristiani resta esterno di attacco. Ancora una volta, le sliding doors vengono sbattute in faccia ai biancoscudati, a partire dall’offside di Crucitti dopo 3’, fino al gol annullato a Rossetti e ad alcune situazioni favorevoli mancate per poco cinismo, ma la leggerezza con cui Sampietro affronta il controllo del pallone sul gol che sblocca la gara e l’affanno di Fragapane costretto a tagliare tutto il campo per provare a chiudere su Masawoud, visto il palese affanno di Ungaro, lasciando sgombra l’area, sono errori clamorosi di attenzione da parte di tutti, non solo dei singoli. Sintomo dell’attuale incapacità di questa squadra nello spostare a proprio favore le gare in equilibrio contro avversarie di spessore simile, difetto evidenziato soprattutto a Mugnano nell’ultima gara del 2019, più che a Palermo o Torre Annunziata, dove la partita di sacrificio aveva mascherato il gap nei confronti delle due dominatrici di questo torneo. Il momento, quindi, è decisivo e deve essere affrontato operando in modo immediato sul mercato per colmare le lacune dell’organico, togliendo alibi a tutti e concentrandosi solo sul campo.

Le valutazioni sui singoli per la partita di ieri non possono prescindere dal quadro generale, ma, limitandosi a quanto visto sul campo, non si può disconoscere che Avella è molto sfortunato nel rimpallo sul primo gol ed incolpevole sul secondo, la linea difensiva viene colta impreparata nelle pochissime chance costruite da un Troina parecchio rinunciatario e non raggiunge la sufficienza in nessun elemento, visto che Saverino in fase di copertura sembra a disagio, De Meio non ha i tempi per fare il centrale, Ungaro gioca il secondo tempo con il freno a mano tirato e il solo Fragapane merita qualcosa in più per l’apporto offensivo del primo tempo e la generosità dell’estremo tentativo di salvataggio sulla rete decisiva.

Il centrocampo soffre la fisicità degli avversari, favoriti anche da un certo permissivismo iniziale dell’arbitro, proprio nel momento di maggiore spinta biancscudata, durante il primo tempo, Buono (5) non incide, Sampietro (5) macchia la prestazione con l’errore sullo 0-1, Lavrendi (5,5) almeno prova a dare ordine ma non ha la stazza per vincere i duelli muscolari.

Il trio avanzato cerca di barcamenarsi alla meno peggio, costruisce qualcosa di buono, il gol viene da una combinazione degli esterni, anche se piuttosto fortuita, ma Cristiani (5,5) non è un attaccante, Rossetti (6) è attivo sotto porta, ma è il più penalizzato dalle scelte arbitrali, visto il gol annullato per offside millimetrico e il rigore non visto nel finale, Crucitti (6,5) è micidiale quando entra nei sedici metri, sembra l’unico in grado di accendere la scintilla, ma si intestardisce ad alzare il pallone per le verticalizzazioni quando il vento fa andare la palla in direzioni imprevedibili. Non giudicabili e Manfrè e Famà, entrati nella contesa quando la confusione e lo scoramento si erano impadroniti della testa dei calciatori del Messina.

Non sarà facile resettare tutto e prepararsi alla “guerra” che attenderà gli uomini di Zeman domenica prossima ad Acireale, una tappa essenziale per non allungare la distanza dalle prime 5 posizioni ed evitare di buttare al vento l’ennesima stagione, dando ragione a chi ha puntato tutto sul fallimento definitivo del “progetto Acr”.