Messina-Turris, l'elogio della follia

Una gara folle premia il Messina dopo una settimana iniziata con le dimissioni di Sciotto e chiusa dall'abbraccio del presidente ad Arcidiacono dopo il gol del 5-2 contro la seconda.
11.02.2019 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:   articolo letto 819 volte
Messina-Turris, l'elogio della follia

All’inferno e ritorno in meno di mezzora, il tempo trascorso tra l’avvio del secondo tempo e la rete di Marzullo, che porta sul 4-2 il Messina propiziando un successo, suggellato dalla manita di Arcidiacono e dalla corsa del Presidente Sciotto per abbracciare, al centro del campo, il proprio attaccante. Gara schizofrenica, come la gestione attuata dal patron gualtierese di una creatura considerata, a dispetto di comunicati, annunci, sfoghi privati e pubblici, una creatura propria della quale difficilmente Sciotto si libererà, se prima l'orgoglio ferito, e non solo quello, sarà stato recuperato. L’arrivo imminente di un elemento come Pirrone potrebbe colmare la falla apertasi dopo l’addio di Genevier e dare ordine al centrocampo, oltre all’assetto tattico di una squadra ricostruita a più riprese e che, per salvarsi, deve fare leva sullo spirito di corpo e la cattiveria agonistica dimostrata nel secondo tempo contro una Turris letteralmente scomparsa dal match dopo i primi 45' tutto cinismo. Mister Biagioni (voto 6) sbaglia completamente lo schieramento iniziale, affidandosi ad un 4-3-3 che funziona solo a sprazzi, poi cambia con l’inserimento di una punta vera e passa al 4-3-1-2, ribaltando gli esiti del match e rimettendosi in corsa per la salvezza diretta, dopo che, alla fine del primo tempo, anche i playout iniziavano a sembrare un miraggio.

Le note meno positive vengono da alcuni elementi come Jairo (5,5), apparso in ritardo sul primo gol e poi impegnato pochissimo, Janse (4,5) totalmente fuori contesto e deleterio in occasione del fallo inutile che provoca il rigore ed Amadio (5), a disagio nel ruolo di regista.

La linea difensiva viaggia a corrente alternata, sbandando nel primo tempo e ritrovando compattezza nella ripresa. Ba (6) conquista la sufficienza riscattando, con alcuni interventi decisi e senza fronzoli, l’errore in disimpegno che porta alla rete sblocca-match, Ferrante (6,5) corona con il gol e altre incursioni offensive pericolose una prestazione grintosa e volitiva, Barbera (6) si batte come un leone contro avversari pericolosi e scivola solo dal punto di vista caratteriale con qualche protesta eccessiva, Biondi (6,5) adattato come un soldatino ai compiti di terzino, esce dalla trincea e si propone in percussioni folli, come durante il forcing della rimonta, quando si avventura in un coast to coast bloccato poco prima dell’area corallina.

Centrocampo in grosse difficoltà nel primo tempo, sistemato dalla rivoluzione tattica nata nell’intervallo, ma dalla confusione emerge una delle sorprese più liete della giornata, quel Loris Traditi tante volte bistrattato da tifosi e critica, che, dopo un primo tempo abbastanza anonimo, si conquista un bel 7 pieno sia per il gol che per la serie di duelli vinti. Salvo Cocimano (6,5) è altrettanto prezioso perché non si deprime nella posizione iniziale di “falso nueve” diventando essenziale per cambiare l’inerzia della gara quando si piazza dietro la linea di attacco e crea situazioni pericolose con continuità.

L’ingresso in campo di Marzullo (6,5) crea le premesse per la rimonta, in quanto l’italo tedesco, finalmente, dimostra le sue doti da centravanti, senza timori nel confronto fisico e sfruttando l’unica occasione da gol con un tiro di rara precisione. Arcidiacono (7) parte a razzo sfiorando il gol, recupera tanti palloni e contribuisce a suonare la carica dopo il riposo, mettendo il sigillo alla sfida in pieno recupero, lasciando, però, la palma di migliore in campo a Catalano (8), che riapre la gara con una punizione dal limite, serve tre assist e chiude con la standing ovation tributatagli dallo sparuto pubblico del “S.Filippo”: la sua prestazione avrebbe meritato una platea  ben più cospicua e prestigiosa. Dalla panchina, stavolta, giunge un contributo significativo da Tedesco (6), inserito dopo il 2-2  per dare maggiore presenza fisica a ridosso delle punte e poi trasferitosi nella posizione di centravanti dopo l’infortunio di Marzullo per far spazio a Selvaggio (6) protagonista della percussione che porta al gol di Arcidiacono, mentre Zappalà (6) va a fare legna in difesa negli ultimi 20’ e Carini ha pochissimo tempo a disposizione per poter essere valutato.

Alla fine, applausi per i calciatori e contestazione indirizzata a Sciotto, le cui decisioni, attese nelle prossime ore, restano imprevedibili, ma comunque, saranno determinanti per capire se questa clamorosa, inaspettata vittoria , possa  riportare la stagione ad un livello minimamente dignitoso, o se, invece, si tratta del classico fuoco di paglia foriero di ulteriori passaggi a vuoto stavolta decisivi per buttare alle ortiche anche la serie D. Nella speranza che il futuro riservi programmi, progetti e organigrammi societari decisamente più strutturati ed ambiziosi.