Nocerina-Messina: una vittoria non fa primavera?

Primo successo esterno per l'Acr in questo campionato, proprio nel momento peggiore dalla nascita della società di Sciotto. Merito a chi ha seguito la squadra "solo per la maglia"
10.12.2018 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Nocerina-Messina: una vittoria non fa primavera?

Il calcio è un gioco strano, in cui la singola partita può dare un risultato inaspettato, fuori dalla logica o dalle aspettative. La vittoria del Messina al “S.Francesco” di Nocera rientra in questa casistica, considerando le premesse al match, durante una settimana in cui tanti calciatori sono stati messi da parte, altri hanno lasciato la biancoscudata per raggiungere altri lidi, mentre alla voce “arrivi” sono stati registrati solo i nomi di Jens Janse, olandese dal passato abbastanza illustre, parcheggiato nell’Eccellenza Umbra, e del centravanti Giuseppe Tedesco, proveniente dal Locri, 7 presenze con quasi 70 minuti giocati in amaranto, non proprio il mitico “gollifero” atteso ormai da tempo immemorabile.

I cosiddetti “malanni di stagione” hanno poi ulteriormente decimato la rosa, fino ad arrivare a venerdì scorso, quando, al “Despar Stadium”, ormai teatro fisso degli allenamenti per la truppa di Biagioni, erano presenti 13 calciatori per la seduta di rifinitura, con Biagioni impegnato a far numero in campo sgambettando insieme ai calciatori e la presenza dei due giovani argentini dell’Academia del Velez Sarsfield, tali Zarate e Inchausti, poche ore dopo tagliati dallo staff tecnico peloritano, in quanto ritenuti non adatti alle difficoltà del torneo di serie D.

In queste condizioni piuttosto precarie, e con alcune prestazioni fin qui deficitarie dal punto di vista dello spirito di squadra prima che sotto l’aspetto tecnico, pronosticare qualcosa di diverso dalla disfatta, sembrava appartenere  al novero delle illusioni, mentre quasi tutti i tifosi ricorrevano all’ironia o alle battute pesanti da caserma per definire, non solo sui social, i protagonisti di questa sciagurata annata sportiva.

A Nocera avevano il ricordo della prestazione fornita dalla truppa allora guidata in panchina da Giacomino Modica sul campo dei molossi, con un primo tempo in cui la superiorità sembrò così schiacciante da far sembrare troppo risicato il 2-0 in favore dei biancoscudati all’intervallo, poi recuperato con due giocate singole dalla compagine di Morgia, ancora in corsa per il vertice, malgrado una situazione societaria piuttosto traballante e tante mensilità non saldate ai calciatori. Probabilmente nella piazza campana si pensava ad un successo facile, invece mister Biagioni (voto 6,5) mette in campo undici uomini che, per un miracolo, giocano uniti, partendo dai propri limiti per sfruttare le pochissime occasioni e portare a casa tre punti di vitale importanza, considerando la posizione pessima in classifica. In porta esordisce Jairo Lourençon (6,5)  un brasiliano con passaporto italiano dal viso pulito ed inizi importanti nelle giovanili del San Paolo, apparso sicuro negli interventi sul pantano del “S.Francesco”, e determinante, proprio al 90’, sul tiro a botta sicura di Orlando. Sorprendente la tenuta del reparto arretrato, completamente inedito, con Biondi a destra, Barbera  a sinistra e la coppia centrale composta da Zappalà e Ba, con quest’ultimo ripescato da poche ore, dopo la rescissione dell’accordo ottenuta una settimana fa. Gli attaccanti rossoneri non sono cinici al punto giusto, ma comunque il quartetto difensivo riesce a strappare un 6,5 collettivo, con nota di merito per Biondi, protagonista di una “trivela” per fornire l’assist decisivo in occasione del gol.

A centrocampo, invece, fa la sua prima apparizione in biancoscudato Janse (6) buona presenza fisica, indispensabile per dare consistenza in un reparto troppo leggero, che sfiora anche il gol con una botta dai 30 metri, pur senza entrare troppe volte nel vivo del gioco. Genevier (6), soffre la pesantezza del terreno di gioco, ma riesce comunque a portare a casa una prestazione di buon livello, mentre Traditi (6) stenta anche in fase di copertura, ma lo valutiamo con la sufficienza riconoscendogli una immarcescibile capacità di conquistare, con qualunque allenatore e in qualsiasi condizione, una maglia da titolare.

L’attacco è il settore più sacrificato in una gara di contenimento come quella che il Messina è costretto a fare a Nocera, ma stavolta l’utilizzo della clava al posto del fioretto giova a tutti i protagonisti, da Cocimano (6), protagonista della traversa sul cross sbagliato che costituisce l’unico tiro verso la porta del primo tempo per i biancoscudati, all’esordiente Tedesco (6) impegnato più a correre per dare fastidio ai difensori avversari quando sono loro ad avere il possesso palla, fino all’uomo che decide il match, e cioè Arcidiacono (6,5) capace di mettere in apprensione i molossi e finalizzare con una bellissima volee l’unica azione costruita con i movimenti tipici del 4-3-3, avviata da Genevier, dopo la deliziosa rifinitura di Biondi.

I ritmi frenetici di questo dicembre non danno respiro al Messina che sarà subito impegnato nel turno infrasettimanale con il Roccella, primo banco di prova per capire se, in attesa dei rinforzi così difficili da acquisire per una società poco considerata dagli addetti ai lavori, questa vittoria può essere la prima pietra per costruire un gruppo capace di recuperare almeno la dignità, prima di una posizione più tranquilla di classifica.