PACHINO EXPRESS #1 - Racconti semiseri del weekend calcistico

Acr-CdM: derby in stile Premier tra chi vince e chi gioca. Il 3-4-3 di Infantino e la cazzimma di Furnari. E ancora Camaro smarrito, Jonica da favola, Milazzo al palo, super Trovato ed eterno Cannuni
11.09.2018 09:39 di Antonio Billè Twitter:   articolo letto 1824 volte
PACHINO EXPRESS #1 - Racconti semiseri del weekend calcistico

Il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti del mondo”.

Arrigo Sacchi, un vate per la generazione ’80, aveva dipinto perfettamente questo gioco. A distanza di 200 e passa chilometri da Messina (Pachino è la nuova casa familiare-lavorativa), proviamo a raccontare con un pizzico di ironia gli eventi più importanti del nostro fine settimana calcistico. Irriverenza, commenti sparsi e la certezza che qualcuno si risentirà, ma non abbiatela a male. D’altronde sono solo un gioco il calcio e la vita.

1. Nel giorno del primo derby della stagione, il Città di Messina è assolutamente promosso. La cazzimma di Peppe Furnari è la stessa dell’anno scorso, il problema riguarda sempre il gol, anche se il difensore, sugli sviluppi di una palla inattiva, aveva gonfiato la rete del San Filippo, ma Trevizan è stato beccato in fuorigioco, seppur per questione di millimetri. Galesio fin qui è più fumo che arrosto: l’espulsione, va detto, è ingenerosa perché il contatto tra il piede dell’argentino e quello di Porcaro sembra esserci. Non è mai rigore, ma probabilmente neanche simulazione. Al di là dell’episodio che ha deciso il match, il cognato di Icardi ha passato più tempo a saggiare l’erba (laddove c’era) del San Filippo invece di dare un contributo utile alla causa. Più agonismo e meno selfie sia il suo mantra.

2. Onore e gloria ad Adolfo Baratta di Rossano, arbitro del San Filippo, ma anche agli assistenti Sciammarella e Alabiso. Il primo ha fischiato senza una logica, i secondi avranno segnalato una cinquantina di fuorigioco, spesso alzando le bandierine a casaccio. La cittadinanza onoraria di Siena li attende, a Messina speriamo di incontrarli col contagocce.

3. Mister Infantino, l’ultimo a utilizzare il 3-4-3 fu Alberto Zaccheroni. Vent’anni fa, con Udinese e Milan. Un sistema di gioco anacronistico e fuori dal tempo, che rende solo se gli interpreti sono dei fenomeni. Zac in Friuli contava su Marcio Amoroso, Paolino Poggi e Bierhoff, poi con il passaggio in rossonero si portò via l’ariete tedesco ed Helveg che arava la fascia destra. Con quel modulo, che faceva storcere il naso a Berlusconi, Zac vinse lo Scudetto, ma erano gli uomini a fare la differenza: Albertini e Ambrosini erano la perfezione in mezzo al campo, Guly una piacevole scoperta a sinistra e Boban, Leonardo e Weah dipingevano calcio da grandi artisti. A Messina, Infantino, col materiale umano che ha attualmente a disposizione, non può riproporre quello schieramento: Biondi ha grande voglia e con il Città di Messina è l’unico della linea mediana che può superare la sufficienza; Bossa va a corrente alternata, mentre Cocimano non sembra ancora al top della condizione. Convinzione nelle proprie idee tattiche ok, ma l’oltranzismo va bene fino a un certo punto.

4. Certo, poi Galesio si fa espellere, sbuca dal nulla Petrilli (che ancora doveva svuotare le valigie) e segna l'1-0 decisivo. Il Messina vince ed è torcida senza fine per i presenti in Curva Sud. E allora sia lode eterna al 3-4-3.

5. Su Loris Traditi meglio non esprimersi, la sostituzione al 40’ la dice lunga sulla prova dell’ex Monterosi. Centrocampista non indimenticabile, la sensazione è che sia la replica non originale di Cucciari (uno passato per caso da Messina nel 2004/05) e che tra qualche mese sarà per tutti “quello che giocava all’inizio della stagione accanto a Bossa”. Eppure con quel nome lì speravamo tanto di aver trovato il degno erede di Del Nevo.

6. Oh, ottimo anche l’arbitraggio di Giovanni Martorana di Enna in Biancavilla-Camaro. I neroverdi hanno perso 3-1, forse anche meritatamente, ma l’approccio alla partita era stato buono (splendido il portiere di casa Vitale, ma non è una novità) e solo l’errore di Sanneh ha aperto la strada all’1-0 di Viglianisi. Clamoroso, poi, l’abbaglio dell’arbitro sul 2-0 del baby Di Marco: l’etneo fa un fallo di mano talmente evidente che è stato notato anche da due vecchietti seduti in piazza a Paternò, ma non dall’arbitro. Poi trova un tiro della Madonna e segna un gol meraviglioso. E anche il 3-0 nasce da un possibile fallo non ravvisato su Campo. In generale, l’alibi dell’arbitraggio sfortunato non può reggere: il Camaro è chiamato subito al pronto riscatto e al ritrovamento totale della propria grande qualità.

7. Jonica da fantascienza. SSD Milazzo ancora rimandato. Il gruppo santateresino è da studiare: Loria, Herasymenko, Cambria e compagni danno l’anima da anni, hanno raggiunto con grande merito l’Eccellenza e all’esordio hanno conquistato un successo da sogno. Chissà che non siano la sorpresa della quinta serie di questa stagione. Gol decisivo del 2-1 segnato da Saglimbene, proprio un ex Pistunina. Il classico uomo che non ti aspetti che regala un finale strepitoso. Da fantascienza, appunto.

8. Il Gescal è Pappo Trovato. Ma quel mancino su punizione rappresenta anche il fallimento del calcio dilettantistico. Calciatore totalmente fuori categoria per la Promozione, decide l’esordio dei biancoverdi con un magistrale tiro da fermo. A certi livelli il calcio non ti permette più di sognare e, spesso, la decisione è quella di scegliere un lavoro stabile e lasciare al calcio il ruolo del puro divertimento. Come ha fatto Salvo, uno che ti regala pomeriggi di divertimento. Anche in Promozione. A lui va la copertina della settimana.

9. Il tempo passa, ma evidentemente Paolino Cannuni non lo sa. Nel 2019 spegnerà 40 candeline e al ritorno in Promozione apre il poker con cui la Torrenovese passa a Casteldaccia. Caterve di gol ovunque abbia giocato per Cannuni, ma Torrenova per lui rappresenta una tappa speciale e sembra proprio il posto giusto per continuare a prendere a calci la carta d’identità. Lunga vita e prosperità.

10. ACR-CDM come QPR-WBA, ma purtroppo non è la Premier League. Il panorama calcistico messinese, quest’anno più che mai, è desolante con appena quattro squadre cittadine tra Serie D, Eccellenza e Promozione. Due società in D, poi, è una roba insensata: uno stillicidio che speriamo finisca in fretta. Nella domenica del derby, però, la guerra tra poveri la stravincono quelli che al San Filippo, sui social e nel chiuso delle loro camerette, gioivano per la sconfitta del Camaro a Biancavilla. Ma esattamente, che problemi avete?