PACHINO EXPRESS #11 - Racconti semiseri del weekend calcistico

Pochi uomini e tanti nervi. L'inquietante Messina e la grande bellezza di Camaro-Milazzo, passando per CdM e Igea. Poi Antonio Lentini: un mostro! E le prime volte di Gioiosa, Scimone e Montagnareale
21.11.2018 10:04 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
Il gol dello 0-1 di Lentini
Il gol dello 0-1 di Lentini

Uomini sull’orlo di una crisi di nervi” è una commedia teatrale scritta all’inizio degli anni '90 e, ancora oggi, viene replicata con grande successo nei palcoscenici italiani. Racconta di quattro amici che vivono situazioni matrimoniali differenti tra loro e si incontrano ogni lunedì per la consueta partita di poker. A Messina, gli “Uomini sull’orlo di una crisi di nervi” sono i tifosi della biancoscudata, umiliata, tradita a vilipesa da quelli che, in realtà, sono solo “Sull’orlo di una crisi di nervi” e scendono in campo ogni domenica indossando una maglia che, un tempo, era davvero importante per l’intero calcio meridionale. Bastano un manipolo di onesti mestieranti, come quelli che militano nell’Igea Virtus o nel Portici, per metterli in ginocchio senza che arrivi una minima reazione da “uomini”. Al di là dell’approssimazione a tutti i livelli che c’è intorno a loro. Un episodio, l’undicesimo di Pachino Express, che parte con l’amaro in bocca per lo squallore promulgato dai giocatori del Messina, passa per la nuova sconfitta esterna del Città di Messina e per le prospettive assenti in casa Igea Virtus. Spazio, poi, al meraviglioso 3-3 tra Camaro e Milazzo e a un Antonio Lentini in versione Edinson Cavani. Si chiude con una polemichetta che, per non fare la figura degli analfabeti funzionali, vi invitiamo caldamente a leggere una cinquantina di volta prima di capirne il senso provocatorio che si porta dietro.

1. Mai visto un gruppo meno gruppo di quello che sta vestendo la maglia dell’Acr Messina in questo inizio di stagione. Nessuna reazione, zero orgoglio e cazzotti presi in faccia da chiunque. Non bastano l’isteria, per fare due esempi, di Genny Russo in campo contro gli avversari o di Alberto Cossentino in tribuna stampa con qualche giornalista, per dimostrare di essere uomini. Il calciatore vero lo dimostra in campo, con prestazioni degne della città che sta difendendo. E forse è proprio questo il nocciolo della questione. Perdere, poi, ci può stare, ma sempre salvaguardando faccia e dignità. Comunque vada, maglia sudata.

2. In principio fu Arcidiacono, fuori. Poi Gambino, mosciarella parata. In seguito Genevier, due gol. Quindi senza il francese c’è Rabbeni, gol. Prosegue Rabbeni, direte. Eh no, è pronto Petrilli. Parato, ovviamente. Nei momenti di crisi, quelli in cui si è sull’orlo di una crisi di nervi, ci si affida alla continuità e alle certezze. Nel calcio come nella vita. E invece no, ai giocatori del Messina piace farlo strano. E sbagliare, a prescindere.

3. Il silenzio stampa, nell’era di internet e dei social network, è un po’ come provare a fermare il vento con le mani. Morale sempre valida.

4. Spiace essere tranchant, ma il Città di Messina è tornato sulla terra. La vittoria e i tre gol con il derelitto Acr Messina hanno sgonfiato il gruppo che non è riuscito a dare continuità perdendo 2-0 a Marsala. Il refrain è il solito: qualche buona azione d’attacco, la scarsa vena realizzativa e, puntuale, arriva il gol subito. La stagione sarà questa, lacrime e sangue per strappare la salvezza.

5. Oh, bene l’Igea Virtus. Dopo l’epurazione dei consulenti, la cacciata di Mancuso e l’arrivo del talismano Tedesco non è cambiato nulla. I pareggi con Marsala e Troina fanno poco testo se poi la programmazione e le prospettive sono sempre le solite. Cioè il nulla. Qualche “consulente” ora è tornato al suo posto, ma purché non sia la replica di quella storia di Santa Chiara e dei cancelli di ferro

6. Antonio Lentini da Palermo è, citando, “un mostro, è un mostrooooo!” Partita impressionante quella dell’attaccante del Milazzo contro il Camaro. Classe 1996, una stagione divisa tra l’Alpignano, in Piemonte, e il Mussomeli, prima di incontrare Mortelliti, Velardo e mister Ferrara, uno che con le prime punte di questo livello ha un certo feeling. Un attaccante così, se mantiene questi standard, passa una volta ogni tanto dalla provincia messinese. La copertina della settimana è tutta per lui.

7. Assistere a Camaro-Milazzo ha ripagato delle due penose esibizioni settimanali dell’Acr Messina. Una partita di una bellezza abbacinante, impreziosita dal grande fascino che regala il Marullo sotto la luce dei riflettori. La meraviglia di quei novanta minuti è sintetizzata dai rimpianti del Milazzo per le maggiori occasioni avute nel corso della gara e da quelli del Camaro che nell’ultimo quarto d’ora aveva più birra in corpo rispetto ai mamertini. Bravi tutti, bravi, bravi.

8. Pilloline dalla Promozione: Dopo la prima vittoria, due settimane fa contro l’Altofonte, arriva anche la prima gara senza subire gol per il Gioiosa, uscito indenne dalla sfida con la Santangiolese. 12 punti nelle ultime 6 giornate (3 dei quali a tavolino) per il Villafranca Messana che batte lo Sporting Viagrande con il gol del 2001 Scimone. Daje!

9. Chicche di categoria: Continuo a non sapere dove sia Montagnareale, in compenso questa settimana festeggiamo il primo punto in campionato grazie allo 0-0 con la Nasitana. Si è fermato, invece, il Real Sud: dopo quattro vittorie di fila è arrivato il primo ko in casa del Fondachelli. Il Girone C di Seconda categoria, che adesso vede le prime cinque squadre in appena tre punti, promette di regalarci grande equilibrio fino alla fine.

10. Un giorno qualcuno ci spiegherà come si possa giocare una partita di beneficienza al San Filippo, appena 18 ore prima che scenda in campo il Messina per la sua gara di campionato. Basta questo per far capire l’interesse che al momento muove il calcio nella nostra città. Ciò detto, grazie all’Associazione Donare è vita - Corrado Lazzara Onlus, corriamo tutti a contribuire al sostenimento delle spese per Sofia, bambina messinese di quattro anni che combatte contro un tumore all’occhio e che si trova a Roma per sottoporsi a particolari cure. A lei era dedicata la mission della serata e a lei mandiamo un forte, fortissimo abbraccio.