PACHINO EXPRESS #14 - Racconti semiseri del weekend calcistico

Al Messina serve una trama da seguire, mentre il CdM ha imparato a memoria il soggetto. E ancora la regola del calcio di rigore, le gare sospese, l'Igea Virtus e un Valdinisi che gioca sempre in 12
13.12.2018 13:17 di Antonio Billè Twitter:   articolo letto 334 volte
Il rigore di Codagnone
Il rigore di Codagnone

Barlumi di luce e speranza per il Messina che, pare, abbia capito come lottare in questo campionato di Serie D. Il giuoco del calcio, poi, resta ancora una cosa sconosciuta, ma in questo momento ci si deve accontentare, nella speranza che il futuro rinsavisca le menti. Di contro, c’è un Città di Messina che vola al di là di ogni più rosea previsione, mettendo in mostra tutte le armi di cui dispone, tipo Alessandro Codagnone, che entra in campo, spara una mina su calcio di rigore per il primo gol della sua vita in Serie D. Spazio, poi, ai “meravigliati della grotta” barcellonesi, alle peripezie di Altetico Catania e Atletico Fiumefreddo, con una parentesi dedicata al noioso “Regolamento del gioco del calcio” e, in particolare, alla regola numero 14. Infine, partite sospese, derby infuocati e ventosi e lo straordinario cammino da tritatutto del Valdinisi nel nome del compianto presidente Mario Manoti.

1. Intanto a Messina c’è un portiere che para e un difensore che difende. Adesso serve un centrocampista che non tradisca e un allenatore che alleni, perché col tempo dovrà nascere anche una squadra che gioca a calcio e non recita solo sullo spartito “ci pensano Arcidiacono e Genevier” perché Biccio sarà pur sempre un fenomeno, ma non potrà decidere 36 partite, mentre il francese, se marcato a uso francobollo, dovrà pur trovare sfogo in qualche compagno. Già domenica, per esempio, Arcidiacono non ci sarà a San Cataldo per squalifica e questo rappresenta il primo vero banco di prova per Biagioni.

2. Il Città di Messina è in quel momento magico nel quale se una cosa può andare per il verso giusto, cascasse pure il mondo, ci va. Quarto risultato utile consecutivo, triplo salto mortale per tirarsi fuori dalla zona playout per la prima volta in stagione e -3 dai playoff. Un sogno meraviglioso, in cui è impresso a fuoco e in grassetto maiuscolo il nome di Giuseppe Furnari, un allenatore semplicemente straordinario. Incredibile il solo pensiero che qualcuno lo avesse messo in discussione poco più di mese fa.

3. Il Locri ha pareggiato e Furnari si gioca la carta Codagnone, passando anche al 4-4-2. D’improvviso c’è un calcio di rigore, è l’84’ e Locri non è certo l’ambiente più sereno del mondo. Il pallone lo prende proprio Alessandro Codagnone, d’altronde per uno che ha sul groppone centinaia di partite in Serie D segnare quel rigore è la cosa più facile del mondo. E siccome quel momento magico alla fine tocca e benedice tutti, botta potente e centrale e palla in buca per l’1-2. La copertina della settimana è tutta per Codagnone, uno che in questi anni avrebbe meritato qualcosa in più del semplice ruolo di “bomber di scorta” che, peraltro, gli è pure riuscito alla grande.

4. Chi oggi definisce “stomachevole” la situazione che grava attorno all’Igea Virtus in tutta onestà dovrebbe andare a scopare il mare. Non è stomachevole, è solo logica e scontata: ad agosto bastava leggere il curriculum del presidente e tutto sarebbe tornato chiaro. Invece il 3-0 sul Messina della seconda giornata ha obnubilato le menti barcellonesi e Grillo era magicamente diventato il nuovo salvatore della patria.

5. Milazzo-Città di Scordia, minuto 20: Russo batte il rigore, Pandolfo respinge proprio sui piedi di Russo che ribatte in rete. Gol, esultanza, 1-0, felicità. Anzi, no. Arbitro e assistente non afferrano la situazione al volo e non convalidano il gol. Poi ci ripensano ed è tutto valido. Giustamente. Il calcio di rigore è disciplinato dalla Regola 14 del “Regolamento del Gioco del Calcio” è, tra i vari punti, viene specificato che “Il calciatore che ha eseguito il tiro non può toccare di nuovo il pallone prima che lo stesso sia stato toccato da un altro calciatore”, tipo il portiere come nel caso specifico. Certo, se poi a spiegarlo sono i professoroni con la terza elementare serale o quelli che fanno i cabarettisti con gli avversari, il problema si pone pure. Ché è importante mantenere rapporti buoni con tutti, specie in vista delle ultime partite di campionato.

6. Restando in Eccellenza, una settimana fa abbiamo scritto del tragicomico Atletico Catania. Dopo il ritiro dalla sfida con il Camaro, gli etnei hanno perso di misura con il Giarre e, nelle ultime ore, hanno piazzato i seguenti colpi mercato: il fantasista Sami Elamraoui, il portiere Stefano Caruso, l’attaccante Alessandro Randis, il difensore Peppe D’Arrigo e il centrocampista Simone Caruso. Tutti elementi di grande qualità per l’Eccellenza, ma non è finita qui, perché la società atletista tiene a farci sapere che “Il direttore Maimone non si ferma ed entro venerdì ci saranno altri movimenti”. Che piacevolezza…

7. In Promozione, invece, l’Atletico Fiumefreddo gliel’ha già data su. Visto che quello che conta è sempre e solo il bonifico, la mancata corresponsione dell’incasso coattivo fa saltare il banco e gli etnei salutano anzitempo il campionato. Di fatto, tutte le gare fin qui disputate dall’Atletico Fiumefreddo sono nulle e a godere sono Sporting Taormina e Gescal, le uniche a pareggiarci durante queste prime 14 giornate.

8. Era tutto pronto per il derby Acquedolcese-Acquedolci. Partita che andava al di là del semplice campanilismo, perché Iuculano e compagni stanno anche guidando il campionato a braccetto con la Cephaledium. Però, come spesso accade derby, era l’underdog Acquedolcese a condurre per 1-0 con la rete di Marandano. Succede che al 79’ si alza il vento e l’arbitro manda tutti definitivamente sotto la doccia per le avverse condizioni atmosferiche. La gara sarà recuperata in data da destinarsi, ma intanto fioccano le ammende (250€ a squadra) e le inibizioni ai dirigenti: due dell’Acquedolci, uno dell’Acquedolcese. Le rivalità, quelle sane. E le decisioni arbitrali, quelle insane.

9. Dopo appena 10 partite, il Valdinisi ha già ampiamente raggiunto la quota salvezza: 30 punti, percorso più che netto, poi il Città di Calatabiano crolla con lo Zafferana e scivola a -5. Munafò e compagni passano 1-0 a Saponara e dedicano il successo alla vicepresidente Sara Manoti, nella settimana del compleanno del compianto presidente Mario Manoti. Ogni domenica, al di là di ogni retorica, giocano in 12 e nel prossimo turno il calendario prevede proprio Valdinisi-Città di Calatabiano. L’occasione giusta per dare la spallata quasi definitiva al campionato è lì, a portata di mano. Intanto, continua silente la marcia dell’Atletico Messina, giunto all’ottavo risultato utile consecutivo.

10. A proposito di gare sospese: in Terza categoria si dovrà ripetere Sportiamo Villafranca-Pompei, interrotta lo scorso 25 novembre all’87’ (!) “per sopravvenuta oscurità sul risultato di 1-0”. Reclamo dei messinesi che vogliono la vittoria a tavolino, controreclamo dei tirrenici che chiedono l’omologazione del punteggio o, quantomeno, la ripetizione della gara. Il Giudice Sportivo, alla fine, decide di far rigiocare una partita che era di fatto chiusa, mancavano i negramariani “Solo3min” al 90’.