PACHINO EXPRESS #15 - Racconti semiseri del weekend calcistico

Manina protagonista anche a Messina. CdM tra sogni e paure, Igea in una botte di ferro. E ancora: Camaro, Valdinisi, Sfarandina, Castelluccese, Città di Mistretta, il nostro torneo e il Totocalcio
20.12.2018 13:07 di Antonio Billè Twitter:   articolo letto 571 volte
PACHINO EXPRESS #15 - Racconti semiseri del weekend calcistico

È un falso storico questo quindicesimo episodio di Pachino Express, l’ultimo del 2018. C’è una certa differenza tra l’affacciarsi al balcone e vedere lo Stretto e tra il non riconoscere ciò che ti circonda. Per la prima volta in stagione viene scritto da Messina, da casa, in una sorta di crossover che, se fossimo in una serie televisiva americana, sfocerebbe in una nuova rubrica. E finalmente, il ritorno ha coinciso con un successo del Messina che, al di là di tutte le note negative del caso, ha mostrato almeno un pizzico di orgoglio ed è riuscito a battere il Castrovillari, dopo l’inopinato ko di San Cataldo.

Spazio, poi, alle manine, al grande momento del Città di Messina che sogna addirittura i playoff e a un’Igea Virtus che domenica scorsa si è presentata al San Filippo in modello “scampagnata”. E ancora un Camaro settebellezze e tre belle storie dalla Prima Categoria, tra il superbo Valdinisi, la 49enne Sfarandina e il derby Castelluccese-Città di Mistretta che si merita la copertina della settimana. In chiusura, non può mancare un invito per il nostro ormai consueto torneo di fine anno che sabato pomeriggio andrà in scena dalla Cittadella sportiva dell’Annunziata e il ricordo di un Totocalcio che non c’è più.

1. Quantomeno hanno lottato. Nel fango. Il Messina batte il Castrovillari e i due rinvii precedenti hanno finalmente avuto un senso. Un 1-0 risicato, di rigore, che ti fa dire “oggi va bene così”, cui deve seguire necessariamente un altro successo nella partita di domenica con il Rotonda. Anche un altro 1-0, anche con un altro rigore, purché si vinca e si esca da quella maledetta bassa classifica. Biagioni cambia modulo (bravo), ma non ha risolto tutti i suoi problemi, nonostante Sambinha ha tutte le sembianze per essere un difensore vero, roccioso e sicuro in ogni suo movimento e Amadio metta in mostra caratteristiche da centrocampista che avevamo scordato (ciao Loris, ciao). Tra 72 ore ci si aspetta la conferma, il Messina avrebbe bisogno di tempo, è vero, ma purtroppo tempo non ce n’è.

2. Quella “gelida manina” che ha imperversato nella scena politica degli ultimi mesi, dopo le dichiarazioni del ds Torma e del responsabile dell’area tecnica Castorina, si è palesata anche nella sala stampa del San Filippo. A Messina, scopriamo, i giocatori non vogliono venire perché “certa gente parla e sparla troppo quando non sa niente” citando una hit anni ’90 di Irene Grandi. Quindi, più che una “manina”, qui siamo in presenza di una “vocina”. E a questo punto, dopo i decreti legge che hanno spazzato via povertà e corruzione, dopo che la mafia sarà debellata entro un paio di anni, c’è attesa per il prossimo provvedimento legislativo che cancellerà procuratori e “cumacche” nel mondo del calcio. Sempre se è stato inserito nel contratto di governo, sia chiaro.

3. Vola sempre più in alto il Città di Messina, anche se con l’Igea Virtus si è preso uno spavento niente male. Barcellonesi avanti, poi Galesio trova il solito gol di rapina e, in un verso o nell’altro, anche Codagnone insacca in mischia il secondo gol consecutivo del suo campionato. La legge del calcio è sempre quella, vincere aiuta a vincere e quando i pianeti si allineano non c’è santo che tenga. Intanto, nella cortissima classifica di questa Serie D, il Città di Messina è a un passo dalla zona playoff, ma resta sempre a un tiro di schioppo da quella playout e sollevare le mani dal manubrio comporta sempre rischi enormi. In questo senso, il pompiere Peppe Furnari è l’uomo giusto al posto giusto ed è in grado più di chiunque altro di spegnere qualunque focolaio acceso dall’eccessivo entusiasmo.

4. Bella l’Igea Virtus che si è presentata al San Filippo. In 15 come per fare una scampagnata in stile 1° maggio, solo che si sono trovati in difficoltà perché il manto erboso è stato sostituito dal fango e a quel punto, non sapendo dove appoggiare i teli, si è deciso di giocare a calcio. Ecco, “giocare a calcio”: Giacomo Tedesco era sicuramente più bravo quando aveva il pallone tra i piedi, rispetto a quando deve spiegare ai giocatori che allena cosa fare di quel pallone che hanno tra i piedi. L’abile mossa di schierare Miuccio a ridosso dei terzini e di inserire cinque/sei difensori ha pagato i dividendi subito. Sì, per il Città di Messina. Nel presepe napoletano, una delle figure simbolo è rappresentata dal “Meravigliato della grotta” che a Barcellona fa pari con la dichiarazione “Il presidente Grillo ora ci deve dare una mano”. Botte di ferro.

5. Un fine settimana da settebellezze per il Camaro che, con la prima squadra, chiude il girone d’andata in testa (insieme a Biancavilla e Marina di Ragusa) e si gode le prime gioie di Paolo Genovese e Lillo Cardia. Il dato statistico interessante, però, è un altro e dà l’esatta dimensione di quando bene stia operando la creatura del presidente D’Arrigo: sette squadre in campo tra Eccellenza, giovanili e futsal e sette vittorie per la seconda volta in stagione. Le squadre del Camaro comandano in 5 campionati, solo i Giovanissimi Regionali sono al quarto posto, mentre il Calcio a 5 è secondo a un punto dal Meligunis Lipari. Se non è progettualità questa…

6. Questa settimana solo un altro meraviglioso momento di sport può togliere la copertina al Valdinisi. L’undicesima vittoria in altrettante uscite stagionali è il pazzesco 5-0 con cui è stato abbattuto il Città di Calatabiano secondo in classifica. Numeri pazzeschi quelli di Munafò e compagni: +8 sul secondo posto, +12 sul terzo occupato dall’Atletico Messina, 33 gol fatti (3 netti di media a partita), appena 5 subiti e il capocannoniere del campionato Davide Principato, autore di 10 gol. Di fatto, un piede è già in Promozione e la dedica è sempre rivolta al cielo: giocare in 12 ti regala un cuore e una voglia grandi così.

7. La prima volta assoluta del derby tra Castelluccese e Città di Mistretta resterà indimenticabile. Un pazzo 3-3 tra due protagoniste del campionato, rivali in campo, ma amici fraterni fuori: segnano Filetto, Grillo, Biundo, Paone, ancora Biundo e chiude il pomeriggio Scimone all’89’ con un gol folle sotto l’incrocio, come folle e bella è stata la partita. Alla fine, tutti insieme a festeggiare e salutare il pubblico che ha affollato la tribuna dell’Enzo Bearzot di Castel di Lucio. La copertina, al di là di qualunque retorica, non può che andare a questo momento.

8. Sfaranda, apprendo da Wikipedia, è la frazione più grande del comune di Castell'Umberto. Proprio lì, il 14 dicembre 1969 nasceva la Sfarandina che domenica ha festeggiato 49 anni di storia ininterrotta. La giornata biancorossa è stata celebrata con il 3-1 nel derby con l'Umbertina che tiene vivo il sogno playoff. Buon compleanno e, come si dice in questi casi, cento di questi giorni. E anche di più.

9. Jonica, Atletico Messina e Cus Unime sabato dalle 14,00 alla Cittadella sportiva universitaria dell’Annunziata, daranno vita alla sesta edizione di “In campo per la solidarietà”, il consolidato evento che Messina nel pallone organizza ogni anno nel periodo natalizio per donare fondi a progetti umanitari e solidali. Quest’anno il ricavato andrà alla Mensa di Sant’Antonio che quotidianamente offre pranzi e cene a senzatetto, disagiati e persone in difficoltà della città. A margine della manifestazione, saranno consegnati anche gli informali “Mnp awards” ad atleti e società che si sono particolarmente contraddistinti nel 2018 per capacità e risultati sportivi. Siateci, sarà un bel momento da vivere tutti insieme. Vi aspettiamo.

10. Una volta ho fatto 12 al Totocalcio e solo il magico portiere dell’Ancona, che regalò al 97’ il pareggio al Castel di Sangro (credo), mi fece saltare il 13. Vinsi 100mila lire, fece 12 chiunque quella settimana. Se ne va un pezzo di vita che, a dire il vero, era già appassito da un paio d’anni, considerato che l’ultima volta che ho giocato la schedina nel Messina scendevano in campo Accursi e Milana.