PACHINO EXPRESS #16 - Racconti semiseri del weekend calcistico

Il Messina dà cenni di vita; momento no per CdM e Camaro. E poi Despar stadium centro del mondo, la squalifica di Spinella, gli arbitri, il Valdinisi , Pagliaro capocannoniere e Cossentino top player
16.01.2019 14:41 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
PACHINO EXPRESS #16 - Racconti semiseri del weekend calcistico

Tra le parole più usate del 2018 trova posto la “Resilienza”, ovvero quella capacità che ognuno di noi ha nel superare eventi e momenti di difficoltà. Abusata, specie nei tattoo di chi affronta ogni minimo ostacolo come se fosse la guerra in Vietnam, la resilienza può ben associarsi ad alcune istantanee del nostro calcio.

Il resiliente, su tutti, è il tifoso del Messina, invischiato da oltre dieci anni nell’inferno del pallone e, nonostante la grande capacità di non mollare, incapace di resistere all’ennesima mazzata e a una programmazione, quella attuale, che non lo convince. Resiliente sia, d’ora in poi, il Città di Messina, sovradimensionato da un girone d’andata al di là di ogni più rosea aspettativa e, dopo tre ko consecutivi, ritornato in zona playout dove imperano fantasmi e complotti. Resiliente sia il Camaro che ha aperto l’anno con due sconfitte che rischiano di intaccarne serenità e motivazioni di alta classifica.

Ma questo episodio di Pachino Express, peraltro il primo del 2019, vuole celebrare la resilienza assoluta del Valdinisi, una società capace di trasformare il dramma della scomparsa del proprio presidente, nella trionfale cavalcata verso la Promozione. E ancora, il passaggio di consegne tra Cossentino e Zappalà, la questione stadi, le polemiche arbitrali, l’insana squalifica di Massimiliano Spinella, un giro in moto tra Prima e Seconda Categoria e una considerazione sulla mancata presentazione della juniores del Messina per la sfida con il Camaro.

1. Dopo tanto penare, finalmente, il Messina ha trovato un’anima. La classifica piange e lo farà ancora per molto tempo, ma nelle ultime settimane la squadra ha dato segnali di vitalità e l’accoppiata Picerno-Igea Virtus ha anche portato in dote 7 reti, un toccasana per una squadra che non segnava mai e che, a tratti, non mostrava un briciolo di idea dalla cintola in su. Il prossimo trittico di partite, prima della sfida del 10 febbraio con la Turris, dirà che ruolo potrà recitare questa squadra nel girone di ritorno. Al di là di una contestazione della tifoseria che è e resta legittima e nonostante sui social si continui a eccedere senza un senso logico.

2. Zappalà vs Cossentino sull’asse Messina-San Cataldo. 8 presenze, 700 minuti netti e una cattiveria impareggiabile per il centrale catanese arrivato in giallorosso nel mercato dicembrino proprio dalla provincia nissena. Qualche settimana dopo, Alberto Cossentino (5 dimenticabili presenze e appena 290 minuti) ha fatto il percorso inverso e, pochi giorni fa, solleticato dai colleghi di Tutto Bari, si è lasciato andare a dichiarazioni poco lusinghiere sulla sua esperienza in riva allo Stretto. Una parabola in costante discesa per l’ex enfant prodige palermitano che a Messina ha toccato il punto più basso, tanto che l’unica volta in cui ha dimostrato di essere un top player (di maleducazione) è stato in tribuna stampa in occasione della gara persa con il Città di Messina. Irrispettoso nei confronti dei giornalisti che stavano svolgendo il proprio lavoro, non legittimato a denigrare la contestazione della Curva. La vita è una ruota che gira. E girerà sempre, vietato dimenticarlo.

3. Impossibile non parlare di stadi e di tutto quello che sta succedendo attorno all’attesa omologazione del Marullo - Despar Stadium per la Serie D. Plauso, intanto, al Camaro, vero artefice del gioiellino di Via Polveriera che il Città di Messina aveva indicato a inizio anno come impianto di casa, salvo poi virare sul Franco Scoglio per mere questioni burocratiche che appare anche inutile ribadire. L’impianto del rione San Filippo, tra sovrautilizzo e guasti all’impianto idraulico, è diventato una specie di pista di motocross tanto che la prossima gara interna potrebbe essere aperta da un’esibizione di Tony Cairoli. Impossibile giocarci, a meno che il tuo nome non sia Gael Genevier (ma come fa?), e allora anche il Messina di Sciotto pensa di trasferirsi al Marullo per le prossime due/tre partite. Una scelta che appare forzata, ma necessaria e che dà lo spunto per un nuovo capitolo su quella resilienza di cui si parlava in apertura.

4. Il Città di Messina non cada nel tranello del “Ce l’hanno tutti con noi e ci danno addosso perché siamo belli, puliti, ma anche un po’ poveri”. Che nelle ultime due gare contro Palmese e Gela ci siano stati degli errori arbitrali appare evidente, ma attenzione a vedere i fantasmi ovunque, ché i poteri forti non buttano giù nessuno, a meno che non si parli di Serie A o di manovre finanziarie. Piuttosto, c’è ancora tempo per correre ai ripari: la sterilità dell’attacco è un fatto annoso, Paterniti è senza un dodicesimo all’altezza e a Furnari e ai ragazzi non si possono chiedere i miracoli ogni settimana. Mano sulla coscienza.

5. Il 2018 si è tenuto il Camaro, evidentemente troppo bello per regalarlo al fratello 2019. Due sconfitte consecutive, preventivabile la prima con il Biancavilla, meno la seconda con il Città di Rosolini, che spengono l’ardore da vertice dei neroverdi e aprono un nuovo campionato alla ricerca di una nuova svolta già nel prossimo impegno casalingo con il Marina di Ragusa, capolista a sorpresa del campionato. Tra i leader Cappello e Mondello che hanno vissuto due partite “normali” e un Paolo Genovese ancora in fase di ambientamento, pesano (e non è una sorpresa) le partenze di Roberto Assenzio e Ivan Mannino. Specie quella del portiere passato al Paternò, con tutte le responsabilità del caso a gravare sull’under Sanneh, rischia di influire su un girone di ritorno che ci si aspettava ben più sereno.

6. È facile essere retorici con il Valdinisi, ma i biancorossi stanno tenendo un ritmo insostenibile per qualunque avversario e, di fatto, hanno già più di un piede in Promozione. Tredicesimo successo in altrettante gare giocate nel girone d’andata, +13 sul Città di Calatabiano secondo, miglior attacco (38 gol fatti), miglior difesa (appena 5 subiti) e, soprattutto, una grande qualità di gioco corale unita alla consapevolezza di dover dare sempre qualcosa in più. La copertina, stavolta, non può che essere per il gruppo di mister Parisi, autentico dominatore di questa prima parte di stagione.

7. Giro in moto di categorie. Mirko Pagliaro capocannoniere con 11 gol e Atletico Messina a -1 dal Città di Calatabiano secondo. Supergiovane Castelbuono e Nuova Rinascita campioni d’inverno (inseguono Castelluccese, Nuova Azzurra e Pro Falcone), mentre Nasitana-Pro Tonnarella è stata sospesa al 77’ sull’1-0 per la tentata invasione di campo dei tifosi. In Seconda Categoria è interessantissimo il Girone C. 7 squadre in 7 punti e il Tortorici che scavalca il Real Sud Nino Di Blasi vincendo lo scontro diretto dell’ultima giornata d’andata. Nervi tesi e rossi facili, poi, nei derby Cus Unime-Pgs Luce e Real Zancle-Real San Filippo: i giallorossi, poi, caricati a pallettoni dal ds Metallo, promettono battaglia sin dalla prossima sfida con gli universitari di Smedile.

8. Il comunicato ufficiale numero 259 del Tribunale Federale Territoriale del 15 gennaio 2019 passerà agli annali come quello della folle squalifica comminata con un anno di ritardo a Massimiliano Spinella, adesso alla Nuova Rinascita, ma ai tempi calciatore dell’Umbertina. La Procura, esaminata la condotta tenuta dal calciatore in occasione del derby con la Sfarandina del 13 gennaio 2018, ha deciso di fermarlo fino al prossimo 28 febbraio perché con due video, inviati via Whatsapp, avrebbe incitato i propri compagni di squadra alla violenza. Questo il terrificante testo “Pronti semu, davanti vidu magliette biancorosse che mi camminano davanti. I cristiani pari chi su vistuti biancorossi, aiu l'allucinazioni. Maiu pigghiatu sette cafè e prima chi arrivu o campu mi ni pigghiu nautri 4-5. Chistu è u tempu da battaglia, chistu è u tempu di guerrieri e i guerrieri ora si mettono l'elmetto davanti e si mangiunu tutti cosi. Ni viremu a Gliaca e ni manciamu tutti cosi”. Un messaggio da far tremare i polsi ai fondamentalisti islamici, che Allah akbar scansati, “in conseguenza - scrive il TFT - dell’assunzione di circa sette caffè, sostanza certamente legale, ma altrettanto pacificamente psicoattiva, con il proposito di assumerne almeno altri quattro o cinque prima della gara”. Un precedente pericolosissimo, perché se solo venissero esaminati i gruppi Whatsapp di cui tutti noi facciamo parte, scatterebbero 41 bis a tempesta. Passaporto già pronto, invece, per Alex Britti che addirittura si vantava di averne presi ben 7000 di caffè.

9. Siamo arrivati in quel periodo dei campionati in cui tutti si lamentano degli arbitri, sia che abbiano ragione, sia che abbiano torto. E allora giù con i “Diamo fastidio” o “La Federazione non ci tutela” del caso: è vero, dalla Serie D alla Terza Categoria le giacchette nere sbagliano anche pesantemente, ma è e deve restare un errore circoscritto a quell’azione, al massimo a quella partita. Altrimenti, chi pensa che ogni anno ci siano dei complotti per far vincere questa o quella squadra, può anche smettere di partecipare a un giochino che costa migliaia di euro l’anno.

10. Lunedì 14 gennaio, ore 18.30. Al Despar Stadium una squadra c’è, l’altra no. Capita quando si gioca in queste categorie, la juniores nella fattispecie. Capita, ma non dovrebbe capitare, perché non è per niente corretto nei confronti delle società e soprattutto dei ragazzi, non presentarsi a una gara. Capita ed è capitato che a non presentarsi sia la juniores del Messina e allora lì si fa più difficile da digerire, sia per i ragazzi del Camaro, che hanno atteso invano l’arrivo degli avversari, sia per gli stessi giovani calciatori biancoscudati, perché tra amici si parla e la delusione è anche (e forse maggiore) per chi riceve direttive precise per non recarsi all’appuntamento con la partita. Un fatto da non ingigantire più da tanto, ma che nel momento dell’orda social più totale, alimenta ancora di più la disaffezione dilagante nel progetto di Pietro Sciotto.