PACHINO EXPRESS #17 - Racconti semiseri del weekend calcistico

L'augurio a un amico e le solite storie pallonare: dal Messina al Città di Messina, passando per Camaro, Atletico Aldisio, la "pace" Metallo-Centorrino e i 50 anni di quel mito di Nino Naccari
23.01.2019 12:45 di Antonio Billè Twitter:   articolo letto 648 volte
Reno De Benedetto
Reno De Benedetto

Irriverenza, commenti sparsi e la certezza che qualcuno si risentirà, ma non prendetevela se siete finiti qua dentro, Pachino Express è solo un gioco, come lo è la vita”. Quando si assume un farmaco, la prima cosa da fare è leggere il bugiardino, capire le eventuali controindicazioni e dopo, solo dopo, agire di conseguenza. Questa rubrica nasce chiaramente con la voglia di vedere il calcio sotto un altro punto di vista, di riflettere sorridendo, di dare giudizi senza peli sulla lingua e di affidarsi a quell’ironia che un giorno salverà il mondo. È chiaro che qualcuno prima o poi se ne sarebbe risentito, ma da lì a sguinzagliare cani, suoceri, fidanzate e commercialisti maledicenti, speravamo ce ne passasse.

Premessa lunga per la puntata numero 17 (non a caso) di Pachino Express, dedicata soprattutto a un amico che domenica, in radio, ha fatto commuovere tanti mettendo in voce l’amore per la vita e per la propria passione più grande. E poi il solito giro sul Messina e la contestazione al presidente Sciotto, il nuovo gioco di società legato al Città di Messina, le riflessioni sugli stadi, sul Camaro e due belle storie di sportività dalle categorie. Infine, gli auguri a una leggenda dell’infanzia calcistica di tanti messinesi.

1. Il problema è che la partita domenicale è diventata un puro e semplice corollario nella vita del tifoso del Messina. Tra la contestazione perenne al presidente Sciotto, le voci incontrollate delle fonti certe e le vicende extra campo, il fischio d’inizio anziché accendere gli animi, celebra l’apoteosi dello sfogo via social. E allora si contesta anche se vinci, si fanno battutine anche se segni. Uno stillicidio senza fine dal quale sembra impossibile tirarsi fuori. Anche perché chi avrebbe tutto l’interesse a farlo finire e a invertire la rotta, continua a ricascare negli stessi continui errori.

2.Com'è difficile andar via quando vuoi scendere da un treno mentre va. E giri intorno alle parole, per dire «ci sto male», ma non ti voglio più. Odio le piccole bugie che poi nascondono le grandi verità: è meglio un pugno in pieno viso che ci rimani steso, ma domani passerà. E un altro amore se ne va con la sua piccola ferita che un giorno si confonderà tra le linee della vita”. Con una citazione di grande culto, salutiamo anche Gael Genevier, fin qui professionista esemplare con tutti i pro e contro che questa espressione porta con sé. Una partenza che fa apparire quantomeno utopico il sogno playoff del Messina. Più o meno come immaginare di avere Lino Banfi nella commissione italiana dell’Unesco

3. L’esordio al Despar Stadium del Città di Messina è stato un vero e proprio incubo. Un Feola da 9 in pagella, una Nocerina cinica e fortunata nel capitalizzare l’unica vera palla gol della propria partita e, nei giorni della contestazione nei confronti degli arbitri, anche un calcio di rigore che Bombara non riesce a trasformare. Il calcio dà e il calcio toglie e se prima ogni cosa girava per il verso giusto, adesso tutto sembra andare storto, ma è sempre quella storia della ruota che presto potrebbe invertire il proprio cammino. Purché non ci si fossilizzi troppo sulla negatività.

4. Dopo il Monopoly Game of Thrones o l’edizione legata al Signore degli Anelli, presto sarà in commercio il Monopoly Città di Messina, ovviamente dotato di segnalini personalizzati per l’occasione. L’obiettivo del gioco è semplice: possedere tutti gli stadi presenti nel tabellone. Attenzione massima, poi, agli imprevisti che salteranno fuori dal mazzo: “Stadio troppo stretto, niente deroga” oppure “Esonera il direttore sportivo” o ancora “Arbitraggio sfavorevole”. Ma il vero successo, almeno nell’immediato, sarà conquistare quel Parco della Vittoria che manca da tanto tempo. Si scherza, la premessa del giorno era chiara e l’ironia potrebbe portare pure bene.

5. Magari a fine stagione ripenseremo alla zampata vincente di Gianni Arena come lo Sliding doors del campionato del Camaro. Perdere anche contro il Marina di Ragusa avrebbe gettato tante ombre sul cammino dei neroverdi che, dopo un girone d’andata sfavillante, si sono un po’ incartati su se stessi tra infortuni, mercato in uscita e variabili tattiche. Ritrovarsi e imparare dai propri errori, ché poi il futuro ti sorriderà.

6. ENNE I ENNE O NINO NACCARI! È il primo coro che ho imparato sui gradoni del Celeste, quando quel centravanti col caschetto biondo alla Nino D’Angelo mi sembrava più forte di Jean Pierre Papin. È passata un’eternità, il Messina si è trasformato in US, FC, ACR (svariate volte), ma Naccari ha mantenuto comunque quell’alone di mito di infanzia e tanti, anche per lui, saranno stati pensieri e ricordi nello spegnere le 50 candeline presenti sulla torta di compleanno. E, peraltro, non può essere un caso che dal suo arrivo in panchina, l’Atletico Messina abbia iniziato a marciare a ritmi vertiginosi e, soprattutto, Mirko Pagliaro sia diventato un bomber implacabile. Proprio come ENNE I ENNE O NINO NACCARI!

7. Real Zancle-Cus Unime prometteva scintille che si sono limitate alla semplice contesa sportiva. Grande correttezza prima, durante e dopo la partita per un distensivo messaggio che le due squadre volevano lanciare dopo l’infuocato weekend vissuto nelle partite con Real San Filippo e Pgs Luce. Il tutto celebrato dalla foto pacificatoria tra il dg giallorosso Metallo e il bomber universitario Centorrino. Roba da fare invidia alla storica stretta di mano tra Donald Trump e Kim Jong-Un.

8. L’Atletico Aldisio batte l’Sc Sicilia con una grande reazione nella ripresa e, con una partita da recuperare, resta in scia a un Atletico Pagliara che prova la prima vera fuga del campionato. Una bella stagione quella fin qui vissuta dal gruppo messinese di Terza categoria che dedica l’ultimo successo “al nostro Antonino Sturniolo che sta lottando contro un problema di salute abbastanza serio. Siamo tutti con te Cita” tengono a far sapere mister Giliberto e l’intera società. Forza!

9. Si attende il bando per la concessione degli stadi come se fosse la panacea di tutti i mali che affliggono il calcio messinese. Non vorremmo spegnere speranze e ardori, ma la risposta ci sembra sia un lapalissiano “NO”. Non sarà il puro e semplice utilizzo di San Filippo e Celeste (che dovranno entrare congiuntamente all’interno di questo bando) a regalarci un futuro roseo, perché di business men e arrivisti ne abbiamo visti parecchi in questi anni. Di personaggi realmente interessati allo sviluppo del brand sportivo del Messina calcio, davvero pochi. E questa sarebbe l’unica cosa che conta.

10. Sono tornato a parlare dell’amore della mia vita e questo mi riempie di gioia”. Domenica su Radio Amore, al termine della partita con il Marsala, Reno De Benedetto si è commosso e ha commosso tutti quelli che lo stavano ascoltando, raccontando a cuore aperto il delicato momento di salute che sta vivendo. Reno è un amico, al di là di ogni aspetto legato alla comune professione. Sempre pronto ad ascoltare e consigliare i più giovani, uno che ti sta accanto, ti fa ridere a crepapelle e ti cazzia quando giusto che sia. Un uomo innamorato di Messina e del Messina calcio che racconta da decenni con una passione unica. A lui dedichiamo la copertina di questa settimana, perché reagisca ancora una volta da leone e torni presto a farci sentire il suo “GOL GOL GOL GOL” dalle frequenze di Radio Amore.