PACHINO EXPRESS #18 - Racconti semiseri del weekend calcistico

Episodio fagocitato dal mattatore Sciotto e dall'opera buffa legata al Messina, con qualche accenno al sindaco De Luca, CdM e Camaro. Copertina, poi, alla memoria di Fiorello con colpevole ritardo
07.02.2019 16:48 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
PACHINO EXPRESS #18 - Racconti semiseri del weekend calcistico

Edizione straordinaria di un Pachino Express che va in onda di giovedì pomeriggio, come mai prima d’ora. Gli ultimi giorni vissuti da Pietro Sciotto sono un assist troppo ghiotto per non ricamarci su: una sorta di messinscena in cui il cosiddetto “colpo di teatro” è talmente scontato da non destare un minimo di stupore. Sciotto, nelle vesti di mattatore, sta sempre in scena e attorno a lui si alternano decine e decine di personaggi in cerca di autore che non riescono mai a trovare il proprio spazio. Poi, però, qualcuno con un autore arriva pure, ma il mattatore lo fagocita in un amen e il personaggio, che era persino rimasto nell’ombra per non togliere spazio al protagonista unico, scompare definitivamente dalla scena. In attesa che il sipario cali definitivamente su questa opera buffa.

1. Pietro Sciotto fa e disfa e, con l’ultima settimana, ha definitivamente riempito il vaso. Misura colma, nient’altro da aggiungere, un continuo tentativo di bluff ormai sgamabile anche da chi non si è mai seduto a un tavolo da poker. Anche perché qui l’anello al naso ce lo siamo tolti da anni. Sa, nefandezze e scelleratezze aiutano. E intanto Penelope tesse la sua tela…

2. Stiamo andando a caccia di una nuova prospettiva, di un nuovo punto di vista. Ma è difficile vederci positivo. Il presidente sembra il protagonista di uno di quei film contorti in stile Memento, in cui vanno rimontati i pezzi per capirci qualcosa. Il problema, in questi casi, è che o fai un capolavoro alla Memento, per l’appunto, oppure finisci col girare una di quelle pellicole pakistane che il giovedì notte vengono analizzate su Raidue a Stracult live show. Solo che lì almeno c’è Andrea Delogu, qui non ci fila neanche Gegia.

3. Viviamo in uno scaricabarile che non conosce precedenti. E poi è tutto così cervellotico: Sciotto di giorno progetta il futuro con nuovi dirigenti e ingaggia giocatori, mentre la notte disegna scenari di rottura, scrive lettere in politichese che fa pubblicare un minuto prima dell’inizio della partita e taglia i ponti col mondo. Poi, al sorgere del nuovo sole, incontra altre società, fa la pace e organizza amichevoli, per lui, di lusso. Il circo è evidente, solo che non si vede pane. Una roba che persino Giovenale impallidirebbe.

4. Oberdan Biagioni è tra gli allenatori meno capaci (ché “peggiori” potrebbe risultare offensivo) della storia del Messina calcio. Paragonabile solo a quello del “Date e colpe a Minetti”. Media punti imbarazzante, gioco assente e dichiarazioni da far impallidire del tipo “In certi campi ci esaltiamo” o “C’ho 40 anni de calcio su ‘e spalle. E critiche da n’orecchio m’entrano e dall’artro me escono”. Anvedi, aò! Mo’ però vedi d’annattene pure te che stai a fa’ più danni da’a grandine.

5. Idee per il Commissario: Bärlach, Ingravallo, Maigret, Montalbano, Rex, Derrick, Basettoni, Ricciardi, Arrigoni, Ambrosio, Cordier, Manara, De Vincenzi, Nardone. Ma è uno e uno soltanto, in realtà, l’uomo che può salvarci. È Bordelli, uscito fuori dalla penna di Marco Vichi, Commissario il cui nome appare perfetto per la gestione ordinaria del Messina da qui a fine stagione.

6. Che poi #finoallafine non è che porti poi così bene.

7. A proposito dell’incontro di sabato con Sciotto, il sindaco De Luca chiede dal suo profilo facebook “Cosa mi consigliate di fare?” Perfetto, tutto nella norma.

8. Il Città di Messina ha pareggiato con il Roccella interrompendo la striscia di sconfitte consecutive. Ha due punti in più dell’Acr Messina ed è quartultimo. Ah, la supremazia cittadina.

9. Il Camaro non vince più. A inizio 2019 si è smarrito, poi si è ripreso e non è stato neanche tanto fortunato. Con il Terme Vigliatore si è ritrovato Paolo Genovese, ma la difesa balla troppo (Cammaroto torna presto!), in mezzo si costruisce con meno sapienza e davanti si spreca troppo. Animo, che la storia è ancora lunga da scrivere!

10. Con ritardo, un pensiero a un gigante come Fiorello. Non aver presenziato al suo funerale è stata, per l’attuale rosa dell’Igea Virtus, una mancanza difficilmente colmabile. Nessuno come lui e, ricordandolo, gli dedichiamo la copertina della settimana.