PACHINO EXPRESS #19 - Racconti semiseri del weekend calcistico

Il gigante Mino. Il derby, vero, tra Itala e Real Sud, mentre Acr e CdM litigano e speculano. Poi Stracult-Igea, Camaro, Terme, Milazzo, le speranze di Acquedolci e Aldisio e la crisi del Torregrotta
21.03.2019 10:34 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
Mino Licordari
Mino Licordari

Fortunatamente sulla partita andata in scena domenica al Franco Scoglio è stata già scritta la qualunque, tanto che è anche finito l’inchiostro per farlo pure in questa rubrica. Moltissimi, però, potranno gioire lo stesso, perché finalmente è giunto il momento tanto atteso e scriveremo della “caduta libera” del Camaro. Sono sempre i risultati a parlare per tutti, non le amicizie o le speranze che questa squadra vinca o quell’altra perda. Questo fa chi osserva il calcio con attenzione e senza bamboline voodoo tra le mani. Questo, a tanti, ha insegnato Mino Licordari, perché chiunque faccia qualcosa di buono per Messina (gestire una società di calcio o spendersi per il prossimo) deve essere degno di nota. Il resto sono solo chiacchiere e tabacchiere di legno.

Dopo le puntate dedicate a Sanremo e agli Oscar, Pachino Express torna con un breve prologo dedicato a Messina-Città di Messina e si apre con l’Eccellenza e gli animi contrapposti di Camaro, Terme Vigliatore e Milazzo. Prosegue, poi, con la crisi triennale del Torregrotta e le speranze di rimonta di Acquedolci e Atletico Aldisio. Fino al vero derby del fine settimana, quello tra Itala e Real Sud. Con l’epilogo dedicato a quel gigante di Mino Licordari che ci lasciava tutti un po’ più poveri proprio tre anni fa.

1. Provocazioni, gomitate, spintoni, insulti, accuse, accenni di rissa, scuse non accettate, pianti, fughe, squalifiche e ricorsi. Buoni contro cattivi. Cattivi contro buoni. Per fortuna sulla retorica di Messina-Città di Messina hanno parlato in tanti in questi giorni, per cui posso evitare di dire la mia. Di una cosa, però, sono certo: il fondo è ancora più profondo e a Messina ovviamente non ci stancheremo mai di scavare per cercare di toccarlo.

2. Eupremio Carruezzo, giocatore culto degli anni ’90, prende in mano la patata bollente dal nome “Igea Virtus”. Roba che nel prossimo Mission Impossible dovrebbe esserci lui nella parte del protagonista al posto di Ethan Hunt. Una roba che neanche G-Max a Stracult.

3. Al termine del girone d’andata, il Camaro aveva 28 punti e divideva la vetta con Biancavilla e Marina di Ragusa. Nelle dodici settimane seguenti, i neroverdi hanno fatto appena 10 passi in più, perdendo anche il treno playoff. Una “caduta libera” che si spiega solo in parte con le partenze di Assenzio e Mannino e riconducibile soprattutto alla minore tranquillità che è sembrata regnare nell’intero ambiente. E poi, da quando Genovese si è tolto la maglia multicolor del Terme Vigliatore pare abbia perso i superpoteri.

4. Il problema, poi, è che da quando la maglia multicolor del Terme Vigliatore non è più indossata da Genovese, la situazione è precipitata per la squadra che fu di mister Cambria. Appena 5 punti conquistati nel girone di ritorno, una classifica che fa paura con lo spettro playout sempre più vivo. Ciccio Nardi, dopo la gara con il già retrocesso Real Aci, è chiamato al miracolo nelle ultime due settimane.

5. Sornione, il Milazzo ha reso la vita difficile a ogni avversario, viaggiando con grande continuità fino ad acciuffare un quinto posto che, a meno di cataclismi, dovrebbe garantire il piazzamento playoff. Bravi in società a non perdere la calma e a ricostruire con sapienza la squadra nel mercato invernale, bravo Ferrara a tenere la squadra sempre sul pezzo. Nonostante l’abbia guidata sempre dalla tribuna per squalifica. Che sia questa la mossa vincente?

6. Il Torregrotta è uno di quei casi che andrebbe studiato con grande attenzione. Dopo la cavalcata trionfale fino all’Eccellenza sotto la grande guida di Giannicola Giunta, i tirrenici hanno conquistato appena 44 punti in tre campionati (9 in Eccellenza, 25 nella scorsa Promozione e 10 nella stagione attuale): un ruolino di marcia, a stento, da playoff. Però, non tutto è ancora perduto.

7. Resta strozzato in gola l’urlo di festa della Cephaledium che mette in scena la peggior prestazione stagionale sul campo del Gangi e regala ancora speranze al mai domo Acquedolci, che al 93’ conquista lo scalpo del Lascari. A 270’ minuti dal termine del campionato i cefaludesi hanno 7 punti di vantaggio su Iuculano e soci e domenica ci sarà proprio lo scontro diretto al Santa Barbara. O sarà festa promozione oppure le ultime due giornate del campionato rischiano di essere infuocatissime.

8. Itala-Real Sud Nino Di Blasi diventa il vero derby del fine settimana. In palio c’è il primato del Girone C di Seconda Categoria, il primo tempo si chiude sullo 0-0, ma la ripresa è un turbinio di emozioni: l’Itala vola con la doppietta di Konate (che gol il primo!), il Real Sud reagisce, sbaglia un rigore e poi ribalta tutto con Curcio, Brancati e Bonamonte (punizione a due da 6 metri con 11 uomini sulla linea!). All’ultimo assalto, quando la fuga in testa dei biancoverdi sembra ormai cosa fatta, Lo Paro la incrocia di testa e pareggia. 3-3, classifica che si accorcia e almeno 4 squadre ancora in lotta per la promozione. Il derby, quello in cui sono due tifoserie e si gioca a calcio. Che si vinca o che si perda.

9. C’è una macchia, doppia, nel cammino semplicemente perfetto dell’Atletico Pagliara in testa alla classifica della Terza Categoria. E in entrambi i casi il colpevole è l’Atletico Aldisio. 15 vittorie e 2 sconfitte per La Rocca e compagni, entrambe causate dal gruppo di Giliberto che insegue a sei punti di distanza. Nonostante il 6-0 negli scontri diretti, l’Aldisio rischia comunque di giocarsi la promozione ai playoff, anche perché il calendario del Pagliara appare più agevole in questo finale. Che rimpianti!

10. Ciao Mino. Tre anni senza l’avvocato e senza un impianto, una via o una targa che ne ricordi l’importanza che ha avuto per la nostra città. Va bene che non muore mai chi resta nel cuore della gente, ma l’avvocato meritava trattamento diverso. Però si sa, a Messina ci piace sempre farlo strano. Noi, intanto, gli dedichiamo la copertina di questa settimana, che serva da ricordo e sia un monito per chi di dovere.