PACHINO EXPRESS #3 - Racconti semiseri del weekend calcistico

Tra granite e arancini (Catania e Palermo imparino) riflettiamo ancora sul ko del Messina con l'Igea. E poi, CdM e il sogno chiamato Ivana, le meraviglie barcellonesi e i fenomeni Genovese e Iuculano
26.09.2018 12:25 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
Iuculano sormonta il gruppo
Iuculano sormonta il gruppo

Il pesante ko subito dal Messina in casa dell’Igea Virtus ruba la scena al weekend calcistico peloritano. L’eco della sfida del D’Alcontres è risuonato fortissimo anche a Pachino (belle cose) tra fossilizzazioni tattiche e poca voglia di lottare per la maglia che si indossa. Di contro, c’è un gruppo barcellonese pronto a stupire tutti e capovolgere ogni pronostico, mentre in casa Città di Messina si scopre la teoria della coperta corta. Tra Eccellenza e Promozione, due matricole terribili rubano la scena e strappano applausi sulle ali di due autentici totem del calcio dilettantistico messinese. Si chiude con la solita sfida calcistico-culinaria nel triangolo Messina-Catania-Palermo.

1. Possiamo dare tutte le connotazioni tattiche che vogliamo ed elencare tutti i moduli del mondo. Infantino sarà fossilizzato sul 3-4-3, ma sono i calciatori che devono tirare fuori orgoglio, attributi e voglia di lottare per la maglia che indossano, anche se giocano 10 metri fuori ruolo. Perché Miuccio non sarà diventato d’improvviso il clone di Dybala, né Porcaro il peggior difensore di Terza Categoria. Al prossimo crollo non basterà un argano per risollevare la baracca.

2. “Non meritiamo la maglia che indossiamo”, tanto di cappello per Pietro Infantino. Avrà sbagliato tanto (se non tutto) sul piano tattico, ma dopo una sconfitta del genere non si fanno prigionieri e in conferenza stampa mette tutti davanti alle proprie responsabilità. Con se stesso in cima. Giocandosi tutto su una carta, le conseguenze saranno due: o si è scavato da solo una fossa ancora più profonda o otterrà subito un’immediata reazione psicologica dai suoi. L’uomo che premette, il grilletto.

3. Sciotto in estate ha fatto e disfatto la tela Messina passando in rassegna quattro allenatori diversissimi tra loro. Alla fine ha assunto Infantino, si è affidato a un ds, a un dg e ha lasciato giustamente il proscenio agli altri. Ora l’allenatore è sulla graticola, il ds se n’è andato per non meglio precisati problemi personali e neanche lui si sente tanto bene: il malore accusato negli spogliatoi del D’Alcontres dopo il ko con l’Igea, la dice lunga su quanto soffra nel vedere gli schiaffoni presi a destra e a manca dalla sua creatura. Vietato sparare sulla Croce Rossa.

4. Oh, Miuccio non sarà diventato il nuovo Dybala, ma ci sono tutte le premesse perché questo sia un giocatore vero. Ezio Raciti e Raimondi Mortelliti ci avevano visto lunghissimo la stagione scorsa, peccato però che, con il Pistunina, Miuccio abbia visto il campo col contagocce. E ancora presto per dire se sia o meno nata una stella, di certo è già il momento per dire che in riva al Longano è nato un eccellente e solidissimo gruppo. Sotto la saggia guida di Carmelo Mancuso, l'Igea Virtus viaggia ben al di là dei propri limiti e, senza perdere questa sana incoscienza, è pronta a sovvertire ogni pronostico "rischiando" di togliersi tantissime soddisfazioni. Inaspettatamente.

5. Il Città di Messina scopre la storia della coperta corta. Furnari non subiva 4 gol in casa in una sola partita da quando allenava la squadra del suo condominio: equilibrio resta sempre la parola d’ordine in questo gioco, anche per chi scrive.

6. Galesio. Da centrocampo. E Ivana in tribuna. Non svegliateci da questo meraviglioso sogno.

7. I rimpianti del Camaro. Alla fine aver ripreso dai capelli la sfida con il Marina di Ragusa è pure un mezzo miracolo, ma dal Campo bisognava tornare con l’intera posta in palio. L’uno-due incassato a cavallo dei due tempi fa malissimo, anche perché i due gol subiti sono di una casualità imbarazzante. E poi quei rimpianti aumentano per la traversa di Assenzio al 91’. Imparare dai propri errori si può.

8. Alla Rigoletto: Vendetta, tremenda vendetta! Il Terme Vigliatore fa urlare mamma mia: 6 gol al Santa Croce, testa solitaria della classifica e Genovese capocannoniere dopo la tripletta. Vendetta, appunto, sportiva doveva essere e vendetta sportiva è stata: cancellata la sconfitta nello spareggio dello scorso maggio e candidatura prepotente al ruolo di outsider in Eccellenza. Sognare si può.

9. A proposito di matricole. Quant’è bello l’Acquedolci?! Tre partite, punteggio pieno e un fenomeno come Iuculano: capocannoniere con 4 gol, se inizia anche a segnare a ripetizione, è game over per tutti. Anni fa, quando incantò al Garden Sport durante una sfida contro l’ei fu Pistunina con la maglia del Città di Sant’Agata, rispose al mio “Che ci fai in Promozione?” con un laconico “La mia testa ci colpa”. Mannaggia a te, Rosà! La copertina della settimana è tutta per lui e per il gruppo biancoverde.

10. Acicatena, Aci Sant’Antonio, Misterbianco, Mascalucia, Pedara e Bronte. Il dialetto catanese impera nel Girone C di Promozione dominando le prime 6 posizioni della classifica. Ma la granita vera è quella messinese. E pure l’arancino, al maschile (A-RAN-CI-NO), non al femminile come nel palermitano. La risposta arriva, immediata, dal Girone B con 5 vittorie su 5 di Due Torri, Acquedolci, Asd Milazzo, Torrenovese e Santangiolese contro le rivali del capoluogo. Ciao.