PACHINO EXPRESS #6 - Racconti semiseri del weekend calcistico

Lo stile De Luca e il momento dell'Acr Messina rubano la scena. Camaro silenziosamente primo; Gescal, Atletico Messina e Gioiosa arrancano. Assurdità a Castell'Umberto e belle storie a San Fratello
17.10.2018 09:19 di Antonio Billè Twitter:   articolo letto 399 volte
PACHINO EXPRESS #6 - Racconti semiseri del weekend calcistico

Sono tornato a Messina nel tardo pomeriggio di venerdì, sfidando muri d’acqua in autostrada, per due motivi principali: andare allo Street Food Fest (lampredotto shock!) e seguire Messina-Acireale, non solo e non soltanto per pure questioni lavorative. Il primo messaggio sulle porte chiuse del San Filippo lo ricevo poco dopo le 14,30, ma già da qualche giorno avevamo snasato qualcosa di negativo. Poi lo scoop del sindaco che pubblica foto e testi a caso su temi a caso (tipo una canzone di Marco Carta), per una città che non si stanca mai toccare fondi sempre più profondi. Abbiamo scritto poco sul tema e non per assumere una posizione pilatesca. La politica social dell’uomo di Fiumedinisi ci interessa poco, ma soprattutto abbiamo di fronte una situazione talmente chiara che si fa fatica a renderla invisibile. È evidente che il momento sportivo dell’Acr Messina e la diatriba con Cateno De Luca rubino la scena a tutto. Perché, al di là del pesantissimo ko con l’Acireale, un calcio senza la gente non è calcio. Anche quando perdi. Soprattutto quando perdi. Questo è l’assunto incontrovertibile, che nessuna minaccia potrà mai scalfire.

1. Coglioncello. Minacce. Pisciatoio. Insulti. Pagliacci. Magnaccio. Sberleffi. La comunicazione del primo cittadino sul Messina è decisamente sui generis. Mai visto un sindaco che, anziché aiutare la squadra di calcio della propria città, tenti in tutti i modi di affondarla. Ancor di più di quanto non lo sia già. D’altronde, si sa, il calcio a Messina è solo uno spreco di denaro pubblico. Ma ci faccia il piacere.

2. Il campo non mente mai, la barca Messina è talmente in mare aperto che ogni ondata diventa quella fatale. Con l’Acireale ha beccato tre gol in nove minuti ed è stata tradita da suoi due uomini più rappresentativi: Arcidiacono sbaglia il rigore, Genevier si fa espellere e la squadra a quel punto esce dal campo mentalmente e fisicamente. Infantino è andato via, gli alibi stanno a zero e i giocatori si passino una mano sulla coscienza, dimostrando di avere davvero voglia di giocare a Messina per quei 700 eroi che ancora ci credono. La situazione è quella che è, l’occhio per individuare mezzucci vari è reattivo e non abbiamo bisogno di sfilate e primedonne. A buon intenditor…

3. Il terreno di gioco del San Filippo è penoso. Tanto che in alcuni punti è stato persino pitturato di verde. Pisello.

4. Scalini antisdrucciolo, rilevatori di fumo, scie chimiche, servizio pullman privato o pubblico. Da un paio di anni a questa parte, il San Filippo è diventato lo stadio più sicuro e controllato del mondo. Non c’è dubbio. Le porte chiuse, ovviamente, si prendono di diritto la copertina della settimana.

5. Pietro Sciotto ha sbagliato tanto tra allenatori, direttori sportivi, dirigenti vari e giocatori, ma finora ha preso solo pugni fortissimi in piena faccia e in tanti si sono convinti che su quella fronte ci sia scritto Giocondo a caratteri cubitali. Pres, ma chi glielo fa fare?

6. Secondo una leggenda metropolitana se pronunci tre volte davanti a uno specchio il nome di Oberdan Biagioni si apre un varco spazio temporale che ti porta direttamente allo Zaccheria di Foggia in piena Zemanlandia. A tipo Narnia.

7. Il Camaro è primo in classifica, ma diciamolo a bassa voce. Due punti nelle prime tre partite, poi tre successi di fila e quota 11 raggiunta insieme a Biancavilla e Paternò. Miglior attacco con i 4 gol rifilati al Catania San Pio X e una situazione di controllo dei propri mezzi e delle proprie geometrie che rappresenta un piacere puro per gli occhi. Oh, Mondello l’ha sbloccata ancora una volta di giustezza.

8. Note dolenti: Gescal e Atletico Messina, 0-9 totale contro Sporting Taormina e Valdinisi. C’è tanto da lavorare. Non va meglio al Gioiosa (Promozione, Girone B): 6 sconfitte su 6, 0 punti, 3 gol fatti e 13 subiti. Dura invertire la rotta.

9. Prima Categoria, Girone B: San Fratello-Mistretta 1-1. Apre Andrea Filetto, allenatore-giocatore, pareggia su rigore l’intramontabile Delfio Calabrese, presidente-giocatore. Caso più unico che raro! Il pareggio permette alle due squadre di isolarsi al secondo posto, a -2 dalla Castelluccese, unica squadra ad aver vinto le prime due gare di campionato.

10. A Castell’Umberto l’arbitro D’Alia mette in scena una delle decisioni più controverse della storia recente del calcio dilettantistico messinese. Sfarandina-Pro Tonnarella viene sospesa al 72’ sul punteggio di 3-1 per impraticabilità del campo! I fatti: si giocano 45’ su un terreno di gioco ai limiti della praticabilità, durante i quali Naro, Nibali e Salpietro firmano il 3-0 locale. La ripresa inizia con mezz’ora di ritardo, spiove, il terreno di gioco migliora, accorcia Mandanici, poi l’arbitro concede un rigore alla Sfarandina, ma si accorge che il dischetto è stato cancellato dalla pioggia e sospende la gara. Mancavano diciotto minuti. Tutto molto bello.