PACHINO EXPRESS #9 - Racconti semiseri del weekend calcistico

Messina e la Legge di Murphy. Rigori scacciaguai per CdM e Igea. L'irrefrenabile Falcone, la solidità del Milazzo, le prime volte di Minissale, Ghartey e Broccio. Biondo superstar e Gaetano Sanfica...
07.11.2018 11:26 di Antonio Billè Twitter:   articolo letto 673 volte
Santino Biondo
Santino Biondo

Maledetti rigori” è il titolo della storia che Federico Buffa ha dedicato ai Mondiali di Usa ’94. Stavolta, per la nona puntata di Pachino Express, lo prendiamo in prestito ripensando alla ciabattata di Gambino con il Locri e ricordando l’imprecisione di Arcidiacono con l’Acireale. Un Messina, insomma, travestito per Halloween da Legge di Murphy e ancora invischiato nelle secche infernali della bassa classifica. Ma se i rigori sono maledetti per l’Acr, la stessa cosa non può dirsi per Città di Messina e Igea Virtus che, proprio dal dischetto, strappano via punti preziosi nei minuti di recupero. A completare l’episodio la continua crescita di Santino Biondo, che si merita la copertina della settimana, la bellezza corale del Camaro, la corsa di Falcone, la voglia di non mollare mai del Milazzo e, ancora, Pasquale Minissale, Prezioso Ghartey, Daniele Broccio e, lui, Gaetano Sanfica. Un uomo, un cognome, un mito.

1. È uno dei capisaldi della Legge di Murphy: “Quando non può andar peggio di così, lo farà” e a Messina lo abbiamo capito benissimo. Anche troppo. Il disastro calcistico che ci ha investito negli ultimi dieci anni non ha paragoni con altre piazze d’Italia. Pure quando ci sono piccoli segnali di ripresa, un piccolo meccanismo finirà con l’incepparsi e farà saltare tutto all’aria. Lo 0-0 con il Locri è stracolmo di rimpianti, soprattutto per quel rigore ciabattato, impaurito e per nulla convinto che Gambino si fa parare nella prima parte della ripresa. Il gioco migliora, si guarda al futuro con un pizzico di ottimismo, ma, ricordando Murphy: “Se le cose sembrano andar meglio, c’è qualcosa di cui non stiamo tenendo conto”. Ecco, appunto.

2. Al Muscolo di Roccella c’è l’antisdrucciolo. Stadio perfettamente a norma. Poi che l’illuminazione sia affidata a dei lampioni in puro stile Piazza Casa Pia, non è un problema. Tutto apposto.

3. A proposito del rigore di Gambino: Ciccio Cardia offre ripetizioni di sangue freddo, concentrazione e precisione dal dischetto. Pallone pesantissimo quello calciato in rete dal leader carismatico del Città di Messina, “vittima” di un inizio di stagione non brillantissimo, come tutta la squadra, e all’interno di una prestazione ancora piena di luci e ombre. Il CdM, però, risponde presente, batte il Rotonda nello scontro tra cenerentole, scaccia via qualche fantasma di troppo e si prepara alla gara jolly di Bari. Senza nulla da perdere.

4. Oh, se il presidente del Rotonda aveva congelato gli stipendi dei propri giocatori con un post su facebook (poi cancellato) non osiamo immaginare quale punizione gli abbia inferto dopo quel contropiede 5 contro 1 gettato alle ortiche sull’1-1.

5. L’immarcescibile “cura Tedesco” colpisce ancora. Al D’Alcontres l’Igea Virtus impatta sull’1-1 con il Marsala. Apre le marcature Dario Barraco, pareggia su rigore Aaron Akrapovic. Per oggi è tutto.

6. Quando vedo giocare Santino Biondo, mi ritornano in mente quei tornei di 10/15 anni fa tra le mattonelle di San Matteo e della Juvara. Oltre Santino, brillavano quell’altro fenomeno di Andrea Parachì, un ragazzino con un mancino delizioso che mi ritrovavo spesso per casa e un altro, solidissimo, portato via dal destino in una nefasta notte di maggio di qualche anno fa. Quanti talenti in quella zona di Messina, quanto spreco per tutte “le prime squadre della città” che si sono affacciate in questi anni, accomunate dalla cecità nella ricerca dei calciatori a km 0. Biondo in Eccellenza è ormai una garanzia e nel Città di Sant’Agata ha trovato un ambiente e dei compagni capaci di esaltarne le caratteristiche. Quanto servirebbe in questo Messina uno con quel cuore lì. La copertina della settimana è tutta per lui.

7. Bellissimo il Marullo-Despar Stadium che ha per tetto un cielo di stelle. Il Camaro è una macchina perfetta, il Paternò di Pensabene (quello della Ferrari travestita da 500, proprio lui) è spazzato via, Assenzio è dominante, Cappello si traveste da Maicon, Cammaroto è un muro, eccetera, eccetera. Ma quando Lucà sguinzaglia quel pitbull che risponde al nome di Falcone, non ce n’è per nessuno. Pare che da sabato sera stia correndo ancora adesso. Corri Angelo corri!

8. I piccoli grandi passi verso la gloria del Milazzo. Partito con le marce basse e a fari spenti, il gruppo mamertino non sarà ancora scintillante come vorrebbe mister Ferrara, ma è pragmatico e solido quanto basta per restare a pochi passi dalla vetta dell’equilibratissimo Girone B di Eccellenza. In casa del Terme Vigliatore, la rivelazione che aveva fatto scricchiolare il progetto rossoblù nel primo turno di Coppa, basta un lampo di Rossano per far capire che, fino alla fine, tutti dovranno fare i conti con questo Milazzo che non molla mai.

9. Il debutto tra i marcatori in stagione di Rossano, coincide con le prime volte di Prezioso Ghartey (Città di Scordia) e Pasquale Minissale (Gescal). Il tutto nel giorno dell’esordio di Daniele Broccio, 40 anni e non sentirli, con la maglia del Gioiosa che, coincidenza delle coincidenze, vince la prima partita della sua stagione. Il 4-1 sull’Altofonte, poi, è buono anche per annunciare che Mirko Silvestri è il nuovo allenatore. Già da due settimane.

10. Ancora Marullo-Despar Stadium: dopo la gloria del sabato sera e il successo della prima squadra sul Paternò, domenica pomeriggio è andato in scena il derby Camaro-Città di Messina under 17. Un evento che ha clamorosamente riempito la tribuna dell’impianto di Via Polveriera, segnale importante di un calcio cittadino che cresce, incuriosisce e soddisfa i palati di addetti ai lavori, critici, parenti e semplici curiosi. Bene così.

Fuori classifica. Gaetano Sanfica, roccioso difensore del Caronia. Oseremmo dire “impenetrabile”. Al pari di Minnone del Sant’Anna sei ufficialmente un altro dei nostri idoli. Incontrastato.