PACHINO EXPRESS OSCAR EDITION - I soliti racconti semiseri

Con buona pace dell'Istituto Luce, qui non si fanno sconti. Note di merito per Biagioni, Traditi e fair play finanziario. E poi #SocialCdM, Fofana, Genovese, Ferrara, Iervolino, AtMe e polemiche etnee
07.03.2019 20:27 di Antonio Billè Twitter:   articolo letto 446 volte
PACHINO EXPRESS OSCAR EDITION - I soliti racconti semiseri

La storia del bugiardino e dei farmaci l’abbiamo già spiegata qualche puntata fa. Stavolta, con un Pachino Express che torna dopo un paio di settimane di pausa forzata, facciamo un accenno storico per continuare a far capire cos’è questa rubrica.

Durante il ventennio, l’informazione era a cura dell’Istituto Luce e tutto veniva descritto come una sorta di Pleasantville in cui i treni partivano in orario, le paludi venivano bonificate e si stava meglio. Una pagina di storia, in cui un’istituzione destinata alla didattica e alla divulgazione, diventava puro mezzo di propaganda. Un po’ come quella che un amico rinominò Radio Pravda qualche anno fa a Messina. Pachino Express non è niente di tutto ciò e nasce per il puro gusto di vedere il calcio sotto un altro punto di vista. Senza mezze misure né compromessi e, soprattutto, prendendo posizione. Una cosa che gli addetti ai lavori non riusciranno mai a digerire. E se si incazzano tutti, in un mondo che si prende fin troppo sul serio, allora la mission della rubrica è andata a compimento.

E, partendo dall’Istituto Luce e con una decina di giorni di ritardo, quale miglior occasione per realizzare una “Oscar edition” della nostra Pachino Express? Anche se, più che un Oscar, in tanti meriterebbero un Razzie Awards.

1. Miglior attore: Oberdan Biagioni. Per mesi è stato preso di mira anche pesantemente, soprattutto all’interno di questa rubrica, e ha risposto con grande dignità e sempre all’interno di quelle famose righe. Dal secondo tempo con la Turris ha rifondato il Messina soprattutto sul piano mentale. Dal gruppo meno gruppo di inizio stagione, all’unità di intenti su cui si fonda la rosa costruita in inverno da Gianluca Torma e soci e che merita la copertina di questa settimana. Salvezza diretta e Coppa Italia, gli obiettivi per dare un senso all’ennesima stagione da dimenticare.

2. Miglior attore non protagonista: Loris Traditi. Altro personaggio bersagliato all’interno di questa rubrica. Da fenomeno parastatale a elemento imprescindibile del centrocampo del Messina. La metamorfosi dell’ex Monterosi coincide, di fatto, con la partenza di Genevier ed è come se il peso della responsabilità lo abbia galvanizzato. Biagioni, poi, lo ha anche reso arma letale sotto porta sfruttandone le abilità di inserimento su palla inattiva. Il brutto anatroccolo è sbocciato.

3. Miglior colonna sonora: Che bello è il fair play finanziario. La storia del fair play finanziario, in tutta onestà, fa ancora sbellicare dalle risate a settimane di distanza. La tifoseria ha preso una posizione e va rispettata, perché questa stagione è stata dolorosissima per chi ha a cuore i colori giallorossi. Un campionato di una mediocrità incredibile, che solo la scelleratezza societaria ha potuto far vivere senza una gioia che fosse una. Fortuna che i calciatori sono riusciti a capovolgere la storia.

4. Miglior film: #SocialCdM. Non è affatto semplice, oggi, portare in giro il tema dell’integrazione sociale. Un po’ perché si rischia di scontrarsi con l’analfabetismo funzionale più estremo, un po’ perché si rischia sempre di scivolare nella retorica più assoluta. Il Città di Messina, con Losseni Fofana, sta mostrando come questo fantomatico male dei nostri giorni, non sia poi così male. La difficoltà, in questi casi, è arcinota: la dose giusta da utilizzare è un filo sottile tra giustizia, retorica e abuso. E in questo senso ci vuole una grandissima opera di comunicazione.

5. Migliori effetti speciali: Un calabrese a Messina. Il cambio in panchina in casa Città di Messina non è passato così sotto traccia, sia all’esterno che all’interno della stessa squadra, legata com’era a un allenatore con cui ha trascorso un anno e mezzo intensissimo. L’arrivo di Franco Viola ha stravolto il mondo giallorosso tra nuovi orari di allenamenti, modifiche varie e, soprattutto, un cambio di modulo che ha dell’epocale. Per passare dal collaudato 3-5-2 all’inedito 4-3-3, marchio di fabbrica del tecnico calabrese, serviranno effetti speciali degni del miglior Carlo Rambaldi.

6. Miglior film d’animazione: Shingo Genovese. Paolo Genovese è stato il colpo mercato dicembrino per far dimenticare le partenze di Mannino e Assenzio. Impatto eccellente, con due gol al Real Aci, poi un lento eclissarsi come se I Monstars di Space Jam gli avessero rubato il talento. Ne risente anche il Camaro che abbandona i sogni di promozione diretti e, forse, anche quelli playoff. Poi, con il Città di Scordia, una parabola clamorosa direttamente da calcio d’angolo (seppur aiutata dal vento) da far impallidire il rivale di sempre Yan Misugi.

7. Miglior regista: Pasquale Ferrara. In silenzio, senza clamori il Milazzo di Pasquale Ferrara sta disputando un campionato di alto livello, nonostante il mercato invernale abbia rivoluzionato la rosa rossoblù. Però Ferrara sa lavorare con qualunque materiale umano a disposizione e, con il turno di sosta già affrontato e una gara da recuperare, i mamertini possono ancora ambire a un piazzamento playoff. E l'istrionico tecnico sa come rendere la vita complicata alle rivali dirette. Poi domenica al Salmeri arriva il Camaro. What else.

8. Miglior film straniero: Il curioso caso dell’Atletico Catania. Prima le polemiche per il rinvio “assurdo e inspiegabile” perché al Rosolini mancavano tre titolari, con il sospetto del capitano consigliere comunale, ignorando una situazione logistica fuori dal comune per tutta la Sicilia sud orientale. Poi le altre legate alla “leggera grandinata” che ha portato allo stop di quella con il Palazzolo. Il tutto, per un Atletico Catania che l’anno scorso ha giocato metà stagione con i tifosi e che in questo campionato si è presentata al Despar Stadium, per affrontare il Camaro, con soli nove uomini. Coerenza, questa sconosciuta.

9. Migliore fotografia: La valanga AtMe. Unica squadra a fermare il cammino fin qui perfetto del Valdinisi, l’Atletico Messina è un’autentica macchina da gol, viaggia su perenni ritmi da over e ha tutte le carte in regole per distanziare anche il Città di Calatabiano di almeno 10 punti. Con un sogno nel cuore.

10. Migliore sceneggiatura originale: Emilio Iervolino. A distanza di dieci giorni, tornare in campo a 36 anni dopo un brutto infortunio al piede e realizzare un gol pazzesco, fa ancora venire i brividi. Il protagonista è Emilio Iervolino della Robur, autore di un meraviglioso 1-1 nella gara di Coppa (poi vinta 3-1) a Santa Venerina. Quella storia del non mollare mai è sempre più valida e racchiude l’essenza del vero calcio.