Questione di dipendenza

L'Acr Messina non può fare a meno di Saverino, ma un gruppo non può essere trascinato da un 18enne. Coria, invece, ha regalato concretezza al gioco talvolta improduttivo del Football Club
16.10.2019 09:12 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
Fonte: Tcf tv
Questione di dipendenza

Nel calcio si chiama “dipendenza” quando in una squadra un talento brilla maggiormente rispetto agli altri. Mai stato chiaro se questo sia un pregio o un difetto per la qualità e l’armonia generale di un gruppo, ma è palese come spesso gli allenatori si schermiscano affermando quanto sia importante “Dipendere da uno forte”. In questo senso Acr Messina e Football Club stanno via via scoprendo di non poter fare a meno di alcuni elementi.

Costantino ha immediatamente gettato nella mischia Facundo Coria e l’argentino lo ha subito ripagato con la doppietta che ha permesso ai giallorossi di superare 2-0 il Giugliano. Sulle qualità tecniche dell’ex Velez c’era poco da discutere, talento fulgido che ha esaltato il gioco corale del Football Club, mettendo in campo quella concretezza troppo spesso latitante in Carbonaro e soci. Un bolide dalla distanza e una correzione facile sotto porta per mettere il proprio timbro su questo campionato e dare concretezza, appunto, a una manovra ariosa, ma spesso improduttiva.

Dipendere da uno forte”, una sicurezza in termini pratici. Perché in casa Acr, Francesco Saverino forte lo diventerà, ma adesso è impossibile chiedere i miracoli ad un ragazzo appena diciottenne. Classe 2001, reduce da un buon campionato con il Città di Sant’Agata, ha impressionato sin dai primi giorni di ritiro per abnegazione e voglia di fare, ricoprendo il ruolo di esterno a tutta fascia con Cazzarò e riscoprendosi jolly totale con Pasquale Rando. Da terzino destro, infatti, ha deciso la sfida con il Castrovillari giocando l’ultima mezz’ora e decidendo il confronto con l’assist a Coralli e il gol del 2-1. Poi, dopo l’infortunio di Ragusa, altra ottima prova a Cittanova, prima da laterale sinistro di centrocampo e poi da mezzala destra. Chiedere la luna a un diciottenne, però, è esercizio difficile, tanto che in Calabria è arrivata una sconfitta.

A trascinare i compagni fuori dalle sabbie mobili devono essere gli uomini di esperienza. È una legge immortale del gioco del calcio.