Trattativa Messina: è solo un sabato qualunque, un sabato sciottiano

Il riassunto di quanto avvenuto nella giornata di ieri, decisiva per le sorti future dell'Acr. Tra comunicati, controproposte, frecciatine adolescenziali. marchi storici e stipendi da pagare
12.05.2019 11:07 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
Arena, De Luca e Sciotto
Arena, De Luca e Sciotto

Comunicati, controcomunicati, proposte, controproposte, frecciatine adolescenziali. C’è tutto e il contrario di tutto nel sabato sciottiano in salsa areniana con in ballo il futuro dell’Acr Messina. Parte tutto alle prime luci del giorno, con una lunga nota dell’attuale proprietà pubblicata sul sito ufficiale della società, in cui si conferma di aver respinto la prima proposta formulata dall’imprenditore milanese, avanzandone un’altra “appena superiore alla spesa corrisposta al momento dell’acquisto del titolo sportivo”. Ed è già tutto molto bello.

È Sciotto, quindi, ad attendere la contromossa di Arena, fissando una scadenza irrevocabile entro e non oltre la stessa giornata di sabato. L’attuale presidente dell’Alicante, dal canto suo, non molla e, testimoniando il reale interesse che lo spinge nell’investire nel Messina calcio, nel pomeriggio formula l’ultima controproposta che metterà, in un verso o nell’altro, la parola fine a questa vicenda. Una cifra maggiorata in maniera cospicua rispetto a quella presentata nel primo incontro e poi attraverso una Pec e che farà capire davvero il reale interesse degli Sciotto nel privarsi della loro creatura che, in due anni, ha raccolto solo delusioni, debiti, errori e incongruenze.

Al tempo stesso Arena non accetta toni e modi usati dalla proprietà biancoscudata nel comunicato diramato di prima mattina e, affida la propria controreplica dall’avvocato Carmelo Santoro, accusando Sciotto di mistificare la realtà, “ingenerando una rappresentazione delle posizioni delle parti molto lontana dal vero”.

Sullo sfondo, poi, si manifestano delle guest star di altissimo livello, come se fossimo davvero in una serie televisiva, con tema, però, uno scenario post-apocalittico. Va registrata, infatti, l’indiscrezione raccolta da Radio Amore e dal collega della Gazzetta dello Sport Piero Rizzo, che racconta l’intenzione di Pietro Franza di cedere a titolo gratuito lo storico marchio dell’FC Messina a Rocco Arena, con cui è legato da un rapporto di amicizia. Qualora l’imprenditore milanese non riuscisse ad acquisire l’Acr, potrebbe ripartire dall’Eccellenza con la denominazione della società protagonista oltre un decennio fa in Serie A e con una programmazione seria e vincente.

Al calar della sera, infine, Sciotto deve anche affrontare l’ormai annosa questione stipendi. L’attuale rosa pretende, giustamente, il rispetto degli accordi economici in essere non percepiti dallo scorso febbraio. Arcidiacono e compagni venerdì hanno di fatto annullato l’allenamento, limitandosi a una piccola sgambatura durata poco più di mezz’ora sul sintetico del Despar Stadium, mentre ieri hanno solamente lavorato in palestra. Nel pomeriggio i cinque senatori hanno incontrato Sciotto alla presenza del direttore sportivo Ferrigno, ricevendo le ormai consuete risposte di circostanza dal presidente. Una nuova, l’ennesima gatta da pelare, quindi, per una società che continua ad accumulare debiti ed errori, ma che rimane restia a passare la mano.