Troina-Messina, gioco il jolly

Dopo sette risultati utili consecutivo e l’approdo in finale di Coppa, l’Acr subisce una sconfitta pesante che fa riscoprire i fantasmi dei playout. Mai in partita al Proto e nervosismo dilagante
08.04.2019 15:26 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
Il gol vittoria del Troina
Il gol vittoria del Troina

Il Messina aveva un jolly a disposizione dopo la striscia di sette risultati utili consecutivi che l’avevano proiettato ben al di fuori della zona playout e l’ha giocato (male) a Troina.

Un ko amaramente preventivabile alla vigilia, dopo la notte di sbornia vissuta in Coppa Italia contro il Real Giulianova, con tanti giocatori in precarie condizioni fisiche e al cospetto di una squadra in salute, sconfitta appena due volte nelle ultime 21 uscite.

Al di là delle nefandezze perpetrate del recupero con il Rotonda, il gruppo troinese sta viaggiando su buoni ritmi e ha scalato la classifica fino ad agguantare i playoff, ma al Proto il Messina è andato in difficoltà sin dalle prime battute, incamerando una sconfitta che riapre pericolosamente il discorso playout, con la Sancataldese che si è avvicinata a soli due punti di distanza.

L’1-0 è addirittura stretto e non rende merito alla prestazione dei ragazzi di Boncore, capaci di mettere alle corde il Messina in ogni zona del campo, dominando la scena sul piano caratteriale, al di là delle numerose palle gol avute. Biagioni (5), privo di Zappalà, Bossa, Janse e Tedesco, ripropone il 4-3-3 con Cocimano punto di riferimento offensivo, una mossa che poche volte ha pagato i dividendi attesi in campionato. Il gol di Sidibe dopo appena 6’ è figlio di una buona trama di gioco del Troina, ma inchioda il Messina davanti alle proprie responsabilità: Meo (5) è poco reattivo, Sambinha (5,5) e Ferrante (6) lasciano troppo spazio al baby Buffa che ha il tempo di stoppare e appoggiare all'indietro al compagno libero di calciare senza il contrasto dei centrocampisti. Il gol spiana la strada al Troina e ne sancisce un crescendo rossiniano, con i biancoscudati che non pungono quasi mai.

Biondi (5,5) spinge poco, mentre Aldrovandi (6,5) è una delle poche note positive di giornata quantomeno in copertura, perché non brilla affatto in fase di costruzione. La linea mediana è deludente, sovrastata dal dinamismo del Troina e il solo Traditi (6) si guadagna la sufficienza nel confronto con gli intermittenti Amadio e Selvaggio (5). Il romano, mattatore di Coppa, perde mezzo punto per l’evitabile il doppio giallo subito al 90’, figlio di un acceso confronto con Adeyemo nel primo tempo e di una vivace protesta nel finale, dopo, a detta di Biagioni, aver subito un colpo al volto da un avversario.

Un Messina troppo nervoso che subisce anche il rosso al panchinaro Lourencon e protesta per il fuorigioco sbandierato a Catalano (il migliore con 6,5) che aveva trovato l’1-1 innescato dalla verticalizzazione di Cocimano (6). Arcidiacono (5,5), infine, gira spesso a vuoto e nel primo tempo non ha la reattività necessaria per sfruttare un buco di Ruano che, anzi, lo coglie di sorpresa. Dalla panchina, infine, Biagioni ha poco da pescare: ci prova in avvio di ripresa con Marzullo (5,5), ma l’italo-tedesco gioca pochissimi palloni, mentre Mbaye Ba e Pirrone (sv per entrambi) entrano in campo solo nei disperati dieci minuti finali.

Ora che il jolly è saltato fuori dal mazzo, il Messina ha 360’ per non sciupare quanto di buono fatto in quest’ultima parte di stagione e cementare una salvezza diretta che sia, poi, il viatico migliore con il quale presentarsi alla finale di Coppa Italia del prossimo 18 maggio. Prima di chiudere un'annata che bastava poco per rendere quantomeno normale. Ma, si sa, alle nostre latitudini la parola "normalità" non è più utilizzabile.