1^-Sporting Taormina tra finale amara e Promozione a rischio

Il presidente Castorina ha commentato la finale di Coppa Sicilia riconoscendo i meriti dell'Albatros Lercara e ha anche parlato del futuro della squadra: "E' un punto interrogativo"
15.05.2018 11:32 di MNP Redazione Twitter:   articolo letto 1255 volte
Sporting Taormina
Sporting Taormina

“Volevamo vincere questa Coppa ma, onestamente, loro hanno meritato qualcosa in più, noi abbiamo sbagliato tanto sotto porta ed effettivamente è giusto fare i complimenti a loro perché ci hanno creduto di più”. Così il presidente dello Sporting Taormina, Mario Castorina, ha commentato la finale di Coppa Sicilia, persa 2-0 contro l’Albatros Lercara in un match condizionato dal gol a freddo, dopo due minuti, di Muratore e dalle tante occasioni fallite dai biancoazzurri di mister La Mela, poi puniti nel finale (94’) dal gol di Buselga.

Allo Sporting Taormina, invece, probabilmente, è mancata la necessaria cattiveria per mostrare sul campo la superiorità territoriale e qualitativa: “Non voglio cercare scuse ma ci mancavano Daidone, Emanuele e Famà ha giocato stirato un tempo. Non sono giustificazioni perché sul campo si va in 11 contro 11. Ci ha anche penalizzato il campo perché non si poteva giocare e una squadra tecnica come la nostra sul sintetico avrebbe vinto, ma la partita l’abbiamo persa perché loro avevano più fame di noi e bisogna fare i complimenti al Lercara”.

Analisi lucida e sportiva quella del presidente Castorina che, pur non riuscendo a centrare il successo in finale, ha riportato lo Sporting Taormina in Promozione vincendo il girone E. Ma “il futuro è un punto interrogativo – ha continuato il massimo dirigente - perchè parlare è facile ma con i fatti poi non si avvicina nessuno. Se qualcuno viene a darci una mano bene, lo scorso anno eravamo in Eccellenza ma, da solo, non si può portare avanti una società neanche in Prima categoria, perché i costi ci sono e sono alti e non è facile”.

Lo Sporting Taormina vive il solito problema di un mancato sostegno da parte del paese e delle forze economiche del centro jonico e la Promozione appena conquistata sarebbe già a rischio: “Devo dire con onestà di sì, perché così è fare calcio nel deserto, dove non interessa a nessuno. In un paese come Taormina, con 800 attività produttive, non si riescono a raccogliere neanche 20-30 mila euro di sponsor e allora – si chiede Castorina - perché devo essere io il cretino del paese a rimetterci soldi e faccia per fare calcio a Taormina dove ci sono solo 20-30 persone in tribuna, soprattutto genitori o amici dei ragazzi in campo”.