Stefanese promossa con lo specialista Marguglio: "Una pagina di storia"

Il tecnico degli arancionero si conferma una garanzia di successi: 7 promozioni in carriera. Una gioia unica e una dedica speciale a Salvo La Rosa
 di MNP Redazione Twitter:   articolo letto 976 volte
Fonte: Gino Pappalardo
Stefanese promossa con lo specialista Marguglio: "Una pagina di storia"

Una cavalcata incredibile, un sogno che si è concretizzato con l’approdo in Promozione, attraverso un estenuante spareggio contro l’Altofonte, vinto 4-3 ai rigori, sul neutro di Casteldaccia. Dopo tre stagioni, la Stefanese è tornata nel terzo livello di calcio dilettantistico grazie al lavoro di una società forte, guidata dall’esperto Antonio Marguglio. Il tecnico di Torremuzza, considerato un autentico "specialista" in promozioni (ben sette, finora, in carriera…), è subentrato, a metà campionato, per sbrogliare una deficitaria situazione di classifica e centrare il salto di categoria.

Cinque mesi di corsa: la tappa più faticosa e il ricordo più bello?
"Io e i miei ragazzi abbiamo trascorso settimane di duro lavoro, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Bagheria e Cefalù (compagine ritiratasi dal Girone B di Prima Categoria a torneo in corso, n.d.c.) erano due corazzate di livello decisamente superiore. Noi, però, ci siamo rivelati all’altezza della situazione, cercando sempre di dare del filo da torcere a tutte le avversarie. Il momento più significativo, oltre il trionfo finale, è coinciso con il mio ritorno a Santo Stefano di Camastra, avvenuto per uno strano scherzo del destino e dopo una trattativa saltata con un altro club: non dimenticherò mai il lungo applauso dei supporters arancionero alla mia prima uscita tra le mura amiche".

Quando ha capito che ce l’aveste fatta?
"Conoscevamo bene il nostro valore e avevamo la grande possibilità di scrivere una nuova e importante pagina di storia per questo club. Gente del calibro di Craccò, Veneroso, Musumeci e Cammarata, tanto per citarne alcuni, ci hanno permesso di alzare l’asticella. Ad una settimana dalla finalissima play-off, il cuore di questi ragazzi batteva a mille all’ora, e ciò mi ha trasmesso uno stato di gioia indescrivibile".

Dediche particolari?
"Un pensiero particolare lo abbiamo rivolto al compianto Salvo La Rosa, ex dirigente del club e simbolo del calcio stefanese, scomparso la scorsa estate dopo una lunga malattia. Sono certo che, da lassù, avrà gioito e festeggiato insieme a noi".

Curiosità: negli ultimi tre anni e mezzo ha "ereditato" due volte la panchina del club della Città delle Ceramiche da Antonio Reale: il bilancio di quest’ultimo è di un sesto, un quinto posto e un esonero in Prima Categoria. Tu, invece, hai sempre vinto al primo tentativo. Bravura o casualità?
"Il mio predecessore ha, senza dubbio, svolto il suo lavoro con il massimo impegno. Io, però, conosco meglio l’ambiente: le mie quattro promozioni in questa piazza hanno fatto in modo che si instaurasse un rapporto di stima e di rispetto con dirigenza e giocatori. La Stefanese, a prescindere dal sottoscritto, deve ripartire da questa intelaiatura. Se poi le cose non dovessero andare bene… pazienza: vorrà dire che torneremo da dove siamo partiti. A mio avviso, però, questo gruppo ha ancora tanto da dare e da dimostrare: ogni paese si deve dare un’identità, senza mai compiere il passo più lungo della gamba. Il mio auspicio è che si possa prendere spunto dalle esperienze passate per continuare a crescere".

Il tuo futuro sarà ancora sulla panchina della Stefanese?
"Da uomo di sport ho imparato ad accettare tutto con serenità. Ovviamente mi piacerebbe guidare la Stefanese in Promozione: è la squadra nella quale ho quasi sempre giocato e per la quale farò sempre il tifo, quando smetterò di allenare… ma la passione e la sete di vittorie mi spingono a rivivere certe emozioni. Ovunque vado, cerco sempre nuovi stimoli. Quando lo riterremo opportuno, io e la dirigenza della Stefanese ci incontreremo per stabilire gli obiettivi per il prossimo anno. In linea teorica non dovrebbe essere difficile trovare un’intesa tra le parti, ma è ancora presto per parlarne: godiamoci il momento. In città si respira ancora aria di festa: sono orgoglioso di questi ragazzi, che ringrazio assieme al presidente Arcangelo Cascio, al patron Fausto Pellegrino e al preparatore atletico Peppuccio Arancitello".