Stessa maglia, giochiamo in casa per sconfiggere il coronavirus

Il calcio messinese fermo,gli spogliatoi vuoti. Passione, pazienza, rispetto del compagno passione gioco di squadra: ecco lo schema vincente per la libertà
12.03.2020 16:41 di Il principe  Twitter:    Vedi letture
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
Stessa maglia, giochiamo in casa per sconfiggere il coronavirus

Maglie diverse ma stavolta tutti dalla stessa parte del campo. Di solito avversari ma stavolta alleati per affrontare un nemico comune. Siamo preoccupati per la sfida ma abbiamo coraggio da vendere, siamo allenati, determinati a vincere e vinceremo con le nostre principali armi: applicazione, passione, voglia di conquistare ciò che ci siamo meritati con tanti sacrifici. L'esercito del calcio, anche quello dilettantistico, anche quello “nostro”, il messinese, è obbligatoriamente fermo ma sta lottando assieme a tutti gli altri cittadini per debellare la pandemia del coronavirus.

Anche il nostro universo, isolato e distante da quegli spogliatoi che ci rendono vivi. Ma sicuri che uno sforzo oggi ci permetterà di tornaci più sicuri domani. Non stiamo mollando: giochiamo in casa. Dirigenti e presidenti immaginando le strategie per rilanciare le ambizioni e programmare il proseguo del campionato, se questo avverrà, o le prossime stagioni. I calciatori mantenendo per quanto possibile allenati i muscoli. Gli allenatori studiando e studiando. Chi in questo momento non lavora, chi in questo momento non studia, ancora di più. Siamo sportivi, ma siamo prima di tutto cittadini, rispettosi delle regole. Sappiamo capire cosa è giusto e cosa sbagliato. Sappiamo fare un passo indietro e per natura, sappiamo lottare. Perché fa parte del nostro dna. Abbiamo fantasia ma anche senso del bene comune. 

Evitare i contagi in questo momento è la priorità, sappiamo usare la testa e abbiamo capito qual è lo schema più efficace per battere l'avversario. Ascoltiamo chi sta sopra di noi, con diligenza, pronti a dare il nostro contributo con un gioco di squadra. Lo facciamo perché abbiamo voglia di tornare in campo, consegnare le distinte, sistemare i cinesini, aspettare l'arbitro per il riconoscimento, abbracciare il nostro compagno dopo un gol, salutare a fine partita chi ci viene a guardare e sostenere, arrabbiarci e poi tornare a sorridere. Sudare e bere. Per noi invece raccontarvelo. Vivere le emozioni che solo il calcio può darci. Ma farlo senza paura, senza ostacoli.

Il coronavirus perderà, perché tutti abbiamo capito che dobbiamo avere rispetto dell'avversario, usare perseveranza, coscienza, abnegazione e tanta, tanta pazienza. Dobbiamo tenere duro, usando il nostro spirito, trasferendolo alle nostre famiglie, ai nostri amici. Supportando a distanza chi in questo momento ha bisogno del nostro tifo: medici, infermieri, forze dell'ordine, amministratori e tutti coloro che sono in prima linea, in trincea. Per una volta siamo siamo noi sulle tribune di casa e gli altri a giocarsi la partita. Ma fondamentalmente siamo tutti uniti, in attesa del gol più importante. Quello che ci regalerà di nuovo la piena libertà.