Atletico Messina, Barbera: "Fase di valutazione, vogliamo ancora crescere"

Il presidente sul futuro: "Abbiamo sul tavolo un progetto su base triennale del nostro ds, serve rafforzare la società". Naccari? "E' uno di noi"
11.06.2019 14:09 di MNP Redazione Twitter:    Vedi letture
Paolo Barbera
Paolo Barbera

E' trascorsa poco più di una settimana dalla finale di Coppa Sicilia persa a Lercara Friddi contro il Comiso, ma l'Atletico Messina è già a lavoro per programmare la prossima stagione in Promozione. Categoria conquistata al termine di una lunga cavalcata senza sconfitte con il duo Caminiti-Naccari in panchina. La dirigenza si sta muovendo sottotraccia, senza mosse eclatanti, senza eccessi per capire quale possa essere la strada migliore da intraprendere per dare forza al progetto. “Dopo tanti sacrifici e un percorso lungo anni siamo riusciti a raggiungere la terza serie dilettantistica regionale, un traguardo per certi versi impensabile se guardiamo alla fondazione di questo club giovane - ha commentato il presidente Paolo Barbera -. Con gli sforzi di coloro che si sono impegnati, anche prima di me, questa squadra si è guadagnata una credibilità che vogliamo mantenere. Abbiamo sempre scelto una linea e speriamo di potere proseguire sulla stessa strada ma sappiamo al contempo che affrontare un campionato impegnativo e nuovo per molti di noi, praticamente per tutti, necessita di ulteriori forze economiche ed organizzative”.

Per questo l'Atletico sta vagliando tre-quattro soluzioni in grado di potere innalzare il tasso di competitività e strutturazione: “Abbiamo incontrato e in programma ancora ci sono alcuni incontri con dei soggetti che apprezzano il nostro stile e sarebbero pronti a darci una mano. Proveremo a capire quale possa essere la soluzione migliore e valuteremo assieme ai soci. Siamo così legati all'Atletico che non ci interessano le posizioni personali, ciò che scegliamo lo facciamo solo per il bene della squadra. Così è sempre stato e così sarà anche stavolta. Siamo ambiziosi anche perché non abbiamo mai affrontato un campionato senza provare a vincerlo, ma fare calcio a Messina è davvero difficile quindi bisogna farsi trovare pronti con umiltà”.

E sul piano tecnico? “Il direttore sportivo Emanuele Rigano ci ha sottoposto un progetto da sviluppare su base triennale, ne stiamo vagliando la sostenibilità sulla base delle attuali nostre possibilità, ma tutto è legato come ho detto alle scelte che prenderemo in ottica societaria. Il nostro ds è però già attivo e ciò che sta sviluppando speriamo davvero possa rappresentare il trampolino di lancio per il nostro futuro. Rafforzando anche il settore giovanile. Vorremmo crescere partendo da questa base. Speriamo nel giro di qualche giorno di fissare tutti i tasselli, incontrare il gruppo dirigenziale e iniziare a lavorare sulla stagione 2019/2020 che di fatto è già iniziata”.

Da sciogliere anche il nodo della panchina: “Il mister sa di godere della nostra fiducia, d'altronde i numeri parlano da sé. Sapevamo quanto poteva darci e quanto ancora potrà darci. Il ds ha già incontrato anche lui rinnovandogli la stima, ma non c'erano dubbi perché siamo una squadra anche in questo e ogni decisione verrà presa di comune accordo. Eventualmente anche per quanto riguarda il nuovo organico”. Offerte di altre società? “A noi non ci è stato riferito nulla, siamo concentrati sul cercare di compiere i primi passi in maniera equilibrata e oculata, senza ingannare nessuno. E' normale che chi ha fatto bene sia corteggiato, ma sono certo che se qualcuno e parlo anche dei giocatori, volesse prendere altre strade, per il rapporto che si è creato ce lo direbbe istantaneamente. C'è un legame che va oltre il campo con ognuno degli artefici della stupenda stagione che abbiamo vissuto insieme”.

Infine una battuta sul caso Messina calcio che di riflesso potrebbe toccare anche l'Atletico: “Assistiamo da spettatori, un pizzico dispiaciuti, di ciò che sta accadendo. Personalmente ritengo che la migliore soluzione fosse unire le forze tra tutte le realtà in campo così da creare un unico Messina competitivo che potesse ambire a breve a calcare i palcoscenici dei Professionisti, così come la piazza merita ed ha dimostrato in finale di Coppa Italia. Sarebbe un bene per tutto il movimento avere la prima squadra della città forte che faccia da traino. Nel nostro piccolo stiamo cercando di creare un modello a servizio della città, stiamo alla finestra ma chi guarda all'Atletico sa già che la nostra priorità sono i valori e l'approccio al calcio che abbiamo sempre avuto. In questo momento dopo Acr, Fc e Gescal, che milita in Promozione come noi ma che ha più anni di vita e una struttura oggettivamente superiore alla nostra, saremmo la quarta squadra della città. Aspettando di sapere cosa farà il Camaro. Una posizione che ci riempe d'orgoglio ma allo stesso di enorme responsabilità”.