Santangiolese, Sidoti: "Alla squadra do un 8 pieno. Grazie ai tifosi"

Il direttore sportivo al termine della stagione traccia il bilancio e si dice ottimista circa le possibilità, in futuro, di disputare tornei ancora più prestigiosi.
 di MNP Redazione Twitter:   articolo letto 707 volte
Fonte: Asd Santangiolese
Santangiolese, Sidoti: "Alla squadra do un 8 pieno. Grazie ai tifosi"

Una stagione che, segnata da tante soddisfazioni in campo, per la Santangiolese si è chiusa a Caccamo nel primo turno dei play-off del girone B di Promozione e validi per il salto di categoria. Una parentesi negativa, di certo, non sufficiente a scalfire un percorso di spessore, come conferma - nell'intervista rilasciata all'ufficio stampa della società - il direttore sportivo Federico Sidoti, ma in relazione alla quale un pizzico di amarezza è normale permanga: “Ancora non abbiamo smaltito tutto il rammarico derivante dalla sfida con il Caccamo. La sconfitta, a mio avviso, è stata immeritata, tuttavia, il calcio è anche questo e bisogna accettare il verdetto del campo. Al di là del responso del terreno di gioco, la più grande delusione è, comunque, per l’accoglienza riservataci che, nel 2017, ritengo inaudita. Ancor prima di scendere dai pullman, siamo stati fermati dai giocatori e aggrediti verbalmente e fisicamente e, ciò, si è ripercosso sulla partita. Non voglio, così dicendo, giustificare la prestazione poiché quando perdi è doveroso recitare il mea culpa e assumersi le proprie responsabilità. Rimane un traguardo affascinante e fortemente voluto, tagliato grazie al lavoro e al sacrificio dei ragazzi, di mister Accetta e di Marco Palmeri, bravi, per nove mesi a gettare il cuore oltre l’ostacolo e regalarci la possibilità di vivere questa giornata. Potevamo avere un epilogo differente, ma è necessario prendere atto con serenità del risultato, sperando di vivere un futuro ancora più radioso”.

Campionato di grande livello, difficile da ipotizzare la scorsa estate e per questo ancora più emozionante: “Si trattava di una stagione particolare. Abbiamo affrontato tanti cambiamenti, primo fra tutti quello del mister che dopo, sette anni insieme, ci ha salutato (Francesco Palmeri passato al Rocca). Sapevamo, dunque, che si sarebbe posto dinnanzi un torneo di ripartenza sia per la società, sia per i calciatori, tutti entusiasti di sposare il progetto. Sulla scorta di tali premesse, alla squadra do un otto abbondante. Con un budget relativamente esiguo, siamo giunti quarti ad un tiro di schioppo dal Caccamo e poco distanti da realtà con bacini da cui attingere nettamente più grandi come Cus Palermo e Villabate. Ai ragazzi va, quindi, fatto un grande plauso per le gesta di cui si sono resi protagonisti sportivamente, ma soprattutto umanamente”.

Una strada costellata di numerosi picchi e pochissime cadute, terminata raccogliendo i sacrosanti riconoscimenti in relazione a quanto seminato: “L’approccio già in preparazione era stato positivo sia sotto il profilo tecnico, sia sotto l’aspetto tattico. Abbiamo lavorato bene ad agosto e settembre, facendoci trovare pronti ai nastri di partenza e, addirittura, l’ultima domenica di ottobre, guidavamo la classifica. Merito del percorso netto avuto in casa dove abbiamo dato il meglio, ma anche delle soddisfazioni ottenute fuori. Mi tornano in mente i derby: il pari sul campo della Futura e la vittoria contro l’Acquedolcese fra le mura amiche. Soprattutto nel girone d’andata abbiamo esibito notevoli qualità rispecchiando l’identità combattiva storicamente propria del nostro ambiente. Novembre, invece, è stato un mese catartico e caratterizzato dagli infortuni. Abbiamo perso Gullà, D’Angelo e Caruso e si è riscontrata una leggera flessione nel rendimento, ma mai nell’abnegazione e nella voglia di dimostrare valori e tenacia e il quarto posto finale è specchio fedele dell’atteggiamento tenuto. In qualche match casalingo, forse, avremmo potuto ottenere qualcosa in più o, magari tornare da certe trasferte, come Bolognetta, dove siamo stati costretti a cedere l’intera posta al 95’, con dei punti, ma sicuramente è doveroso apprezzare i meriti degli avversari e del campionato e ribadire come i 55 punti conquistati, record della società in Promozione, siano stati il miglior premio per l’intero gruppo e l’incentivo più importante per guardare al domani con rinnovato ottimismo”.

Sognare d’altronde non costa nulla, anche in un comune dalle ridotte dimensioni. Con serietà e programmazione, certi obiettivi non devono essere esclusi a priori: “Compiere il definitivo salto di qualità è impresa difficile. Se ogni volta riusciamo a confermarci su standard elevati, il merito principale è da attribuire ai cosiddetti senatori, in nove anni capaci, non soltanto di scrivere la storia della società, ma anche di tramandarne lo spirito a chi progressivamente si è aggiunto. Le scelte, ponderate sulla base del budget, si sono rivelate azzeccate per quanto concerne il profilo sportivo ma principalmente umano e sul campo si sono rivelate adeguate alla categoria e, perché no, anche a palcoscenici più prestigiosi, qualora gli interpreti lo volessero. Tuttavia, lavorano quasi tutti e si spendono esclusivamente per lo sport e il legame verso la maglia e, ciò, ovviamente, mi inorgoglisce. In base alle nostre forze, abbiamo sempre cercato di dare tanto ai ragazzi, venendo ricompensati alla grande, io e gli altri dirigenti. Per passione potremmo competere con altre realtà, più blasonate ma è la questione economica, aspetto fondamentale nel calcio di oggi, a penalizzarci un po', essendo rappresentanti di una comunità con meno di tremila anime. Io credo, comunque - ha continuato Sidoti - che se tutto il paese decida di scommettere e mettersi in gioco, potremmo riuscire a dire la nostra anche con avversari più titolati e, magari un giorno, in categorie più prestigiose”.

Ringraziamenti, infine, per la gente e l’augurio di ritrovarsi a settembre ancora più compatti: “Un ultimo pensiero ai tifosi. Vederli così numerosi a Caccamo mi ha riempito il cuore e vorrei diventasse un’abitudine sugli spalti del "Caldarera". Mi rendo conto non sia semplice, ma sono certo che i santangiolesi abbiano dentro di loro il cuore biancoazzurro e a partire dalla prossima stagione lo manifestino con ancora maggiore vicinanza, non dal punto di vista economico ma in termini di presenze e sostegno morale. E passo imprescindibile per la crescita non solo nostra ma di tutte le squadre, limitrofe e non, che vivono una situazione simile”