CdM, Furnari: "La società è stata corretta. Possiamo ancora stupire"

Il tecnico, alla prima esperienza in D, è stato riconfermato dopo la chiusura delle trattative con l'Acr Messina. Secondo anno consecutivo in giallorosso dopo aver vinto il torneo di Eccellenza
07.07.2018 10:08 di MNP Redazione Twitter:   articolo letto 641 volte
CdM, Furnari: "La società è stata corretta. Possiamo ancora stupire"

Il Città di Messina 2018/2019 non cambia pelle e, già nelle scorse settimane, aveva ufficializzato le conferme del tecnico Peppe Furnari, con tutto il suo staff, e del direttore sportivo Angelo Alessandro: due figure che, per competenze e professionalità, non erano mai state messe in discussione ma la loro riconferma in giallorosso era legata agli sviluppi della possibile, poi saltata, fusione con l’Acr Messina.

“Devo ringraziare la società per la fiducia e la trasparenza quando hanno cercato di intraprendere la strada della fusione”, ha esordito Furnari che, in quel momento, ha anche corso il rischio di restare senza squadra e perdere, per motivi extracalcistici e societari, quella serie D conquistata sul campo. All’accordo di massima tra le due società non è poi seguito nulla, le strade di Acr e CdM sono rimaste separate e, quindi, il tecnico ha ripreso in mano la sua squadra che, adesso, guiderà in questa nuova avventura: “Il timore c’era – ha ammesso – anche perché mi sarebbe dispiaciuto non poter difendere la categoria che avevamo conquistato. Sono abituato (come successo un anno fa dopo aver vinto con il Camaro) e avrei trovato un’altra squadra, ma la società è stata corretta perché non mi ha mai nascosto nulla”. Il legame Città di Messina-Furnari continua, con la dirigenza ha trovato subito l’accordo per un’altra stagione e si sta già lavorando per allestire l’organico: “Abbiamo stupito con una squadra senza nomi ma grazie a un’organizzazione di base. Cerchiamo persone che vogliono mettersi in mostra, certamente di qualità ma che abbiano questa filosofia necessaria per fare bene e potremmo essere ancora una sorpresa”.