Igea Virtus, un anno da big. Ma il futuro è tutto da decifrare

Giallorossi di mister Raffaele vittoriosi nei play-off del girone I e al nono posto nella graduatoria per i ripescaggi in Serie C. Dopo un campionato fantastico che farà la società?
30.05.2018 11:29 di MNP Redazione Twitter:   articolo letto 508 volte
Igea Virtus, un anno da big. Ma il futuro è tutto da decifrare

La vittoria dell’Igea Virtus nei play-off del girone I di Serie D rappresenta la migliore conclusione della stagione, più che positiva, della squadra giallorossa: rappresenta il punto più alto della gestione settennale del presidente Nino Grasso, il massimo traguardo raggiunto da mister Peppe Raffaele, che ha preso la compagine del Longano dalle retrovie dell’Eccellenza portandola, prima, in quarta serie, poi, appunto al successo di Ercolano. Il 3-0 del “Solaro” è arrivato dopo due gare giocate senza timori o pressioni, con la consapevolezza di non aver nulla da perdere ma con nessuna intenzione di perdere. C’è tutto questo nel successo, meritato e convincente, di Pitarresi e compagni nell’ultimo atto del girone I, che pone l’Igea Virtus al nono posto della graduatoria ripescaggi dalla serie D, è virtualmente la seconda migliore formazione del girone I dopo la Vibonese (in C dopo lo spareggio) e prima squadra della provincia messinese.

LA CONFERMA – La squadra giallorossa, ricostruita quasi interamente in estate (appena 4 confermati in rosa) dal direttore dell’area tecnica Salvatore Grasso e da mister Raffaele (al quarto anno in panchina), ha ottenuto l’obiettivo più grande e difficile, quello di confermarsi come realtà calcistica dopo il 2016/2017 e, anzi, migliorarsi: se un anno fa i giallorossi avevano chiuso la regular season in quarta posizione contro il quinto di questa stagione, erano poi stati eliminati dalla Cavese in semifinale play-off (0-0 dopo 120 minuti), mentre, adesso, il finale è stato ben diverso e l’Igea Virtus è riuscita a mettere anche la ciliegina sulla torta con due vittorie esterne. La salvezza, obiettivo prefissato a inizio stagione, è stata messa in cassaforte già a fine girone di andata, poi la squadra, fino a febbraio in corsa anche in Coppa Italia (stop agli ottavi contro il Potenza) ha capito di poter alzare l’asticella e potersi giocare le proprie chance anche contro squadre di caratura superiore. Tra le pretendenti al primo posto si è inserita, quindi, anche l’Igea Virtus e, fino a un mese dalla conclusione del campionato, ha dato filo da torcere alle grandi favorite come Vibonese, Nocerina e Troina. L’immeritato ko con gli ennesi ha impedito il sorpasso, il pari con il Messina ha frenato le ambizioni igeane, la sconfitta di Roccella ha messo fine alle ambizioni primato. Crisi? Sbagliate solo pensarlo, anche dopo tre sconfitte consecutive (Roccella, Ercolanese e Vibonese), ma solo una flessione fisiologica, l’unica in stagione e arrivata tra la 29^ e 31^ giornata, in un'annata vissuta in crescendo. Una serie che, però, ha “dirottato” le attenzioni della squadra di mister Raffaele sulla qualificazione playoff (ottenuta con due turni d’anticipo) e preparati con l’entusiasmo e la convinzione necessarie per essere protagonisti e fisicamente pronti fino al 27 maggio.

TANTE SCOMMESSE VINTE – Squadra giovane ma che ha saputo stupire: fino a dicembre, con l’arrivo di Fabio Messina (attaccante classe 1985), il più “anziano” in gruppo era il portiere Giuseppe Ingrassia, classe ’88, con due 2000, Angelo D’Amico e Simone Rotella, a fargli da vice. Poi i confermati Maurizio Dall’Oglio (‘89), Francesco Fontana (‘90), Giovanni Biondo (‘91) e Francesco Pitarresi (‘90) a guidare una serie di giovani in cerca di spazio, di fiducia o alla prima vera esperienza in serie D. E così gli juniores Santamaria, D’Antonio, Tramonte, Merkaj, Biondi o Kacorri (tra i più presenti in campo) hanno dimostrato qualità, preparazione, voglia di migliorare, di poter essere giocatori di categoria e, magari, puntare anche a qualcosa di più. Merito di chi (Grasso) ha “rischiato” portandoli a Barcellona in un anno che ha visto la rifondazione della rosa, e di chi (lo staff tecnico di Raffaele) ha saputo trarre il meglio da ogni giocatore. Ingrassia si è confermato ad alti livelli, probabilmente il miglior portiere della categoria, Fontana un uomo indispensabile, “freddo” e perfetto in campo (anche 3 reti e record personale), prima con capitan Dall’Oglio (fermato da un infortunio), poi, con Ferrante, che ha suggellato un anno positivo firmando il vantaggio sull’Ercolanese che ha dato il via al tris. Pitarresi è stato un regista d’eccezione, ma a centrocampo il classe ‘99 Kevin Biondi (scuola Catania) è stato senza dubbio tra i migliori juniores del girone. L’attacco, probabilmente, il reparto meno in evidenza ma la forza della squadra è stata anche quella di saper sopperire (tanti gol dalle retrovie e tanti successi di misura) al digiuno del reparto offensivo. Altri rinforzi, poi, sono arrivati in corsa e, tra il mercato di dicembre e degli svincolati, la dirigenza ha aggiunto Kosovan, spesso decisivo come nelle due gare play-off, Sarcone, Longo, Messina, Cinquegrana e Ventre, aumentando numericamente e qualitativamente le alternative in organico.

NUMERI DA URLO  Quinto posto con 60 punti: 18 vittorie 6 pareggi e 10 sconfitte (in casa 11, 3 e 3), 43 gol realizzati e 25 subiti. Se l’attacco è risultato solo l’ottavo del girone, e probabilmente unica nota stonata, la difesa giallorossa, a lungo la migliore, ha chiuso sul podio dietro le corazzate Nocerina (20) e Vibonese (24). Queste le statistiche di un campionato in cui la squadra giallorossa ha sempre cercato di proporre e imporre il proprio gioco e non è stata mai davvero messa sotto dagli avversari; a queste, inoltre, vanno aggiunte le due gare play-off, dominate e nelle quali l’Igea Virtus ha dimostrato superiorità territoriale, fisica, atletica e di gioco. Due vittorie in trasferta, su campi caldi e contro formazioni con due risultati a disposizione (Troina secondo in classifica, Ercolanese quarto), ottenute con la voglia di continuare a sorprendere e confermarsi: e così l’Igea Virtus, costretta a vincere, lo ha fatto giocando e divertendosi, siglando 6 reti e subendone una sola, su autogol al 94’ a risultato ormai acquisito. Non possiamo dire che sia tutto oro quello che luccica perché, come evidenziato anche dal tecnico e come dimostrano i numeri, quella giallorossa è l’unica formazione tra le prime cinque a non aver un marcatore in doppia cifra: gli attaccanti Fioretti e Kacorri, infatti, si sono fermati a 7 (più uno per l’italo-albanese nella semifinale play-off), 4 per Santo Biondo (come Kevin Biondi), 3 per Merkaj e 2 per lo sfortunato Aveni, ma se il risultato finale ha premiato gli sforzi dei giallorossi, allora, anche gli attaccanti hanno recitato un ruolo importante.

E IL FUTURO? – Incerto. Al momento è l’unico termine possibile. Le annunciate dimissioni del presidente Nino Grasso e la consegna della squadra al sindaco barcellonese, Roberto Materia, hanno chiuso il ciclo di 7 anni, gettando nell’incertezza, appunto, le sorti dell’Igea Virtus. Una squadra che, dalla Prima categoria, è tornata in D e, soprattutto negli ultimi 4 anni, ha saputo regalare solo vittorie: considerando, però, che la società ha sempre chiarito di lavorare con un budget limitato e tenendo anche conto del valore di quotati avversari (Vibonese e Nocerina da subito le grandi favorite) non si poteva chiedere di più. I giallorossi, anzi, hanno fatto il massimo, andando ben oltre l’obiettivo stagionale, mettendo dietro squadre come Acireale, Gela o Messina, partite con ben altre ambizioni, e raggiungendo un traguardo che resterà nella storia del club. Barcellona, adesso, non può far altro che attendere, sperare che entro il 20 giugno (deadline indicata dalla società) avvenga quel passaggio di consegne a nuovi imprenditori che possano garantire, almeno, la partecipazione al prossimo campionato di Serie D. Perdere questo patrimonio sarebbe un duro colpo per il calcio della nostra provincia.