Troina, Pagana: “Orgoglioso del nostro cammino. Mi ispiro a Cruijff”

Il Troina del tecnico Giuseppe Pagana, dopo la vittoria in trasferta contro l'Igea Virtus, ha mantenuto il primato in classifica davanti a Vibonese, Nocerina, Igea Virtus ed Ercolanese
09.03.2018 20:55 di Fabrizio Bertè Twitter:   articolo letto 1525 volte
Giuseppe Pagana
Giuseppe Pagana

Contro l'Igea Virtus abbiamo messo in campo grinta, orgoglio e sudore, sono davvero orgoglioso e fiero dei miei ragazzi e del nostro cammino”.

A parlare è Giuseppe Pagana, tecnico del Troina, capolista del Girone I del campionato nazionale di Serie D.

Per il team ennese 55 punti conquistati in 26 partite, 45 gol fatti (secondo attacco alle spalle della Vibonese) e 23 gol subiti (quinta difesa dietro Nocerina, Igea Virtus, Vibonese ed Ercolanese), 17 vittorie, 4 pareggi, 5 sconfitte ed un cammino assolutamente sorprendente: “Al di là di ogni più rosea aspettativa - afferma il trainer siciliano, nativo proprio di Troina - , trovarci ad otto giornate dal termine del campionato davanti a formazioni del calibro di Vibonese, Nocerina, Igea Virtus, Ercolanese, Gela, Acireale e Messina è per noi un motivo di grande orgoglio. Il Troina ha disputato nella sua storia appena due campionati di Eccellenza e quattordici tornei di Promozione e per molti addetti ai lavori quest'anno avremmo dovuto faticare persino per raggiungere la salvezza. Invece abbiamo dato una grande risposta a tutti, puntando su tanti talenti stranieri alla loro prima esperienza in Italia e su giovanissimi atleti locali da formare, tutti provenienti dall'hinterland. In tanti si son dovuti ricredere sul nostro conto”.

Domenica scorsa il Troina ha superato in trasferta l'Igea Virtus del mister Giuseppe Raffaele allo stadio comunale “D'Alcontres-Barone” di Barcellona con il risultato di 1-2. Dopo il vantaggio dei padroni di casa con un calcio di punizione magistrale del centrocampista ucraino Tanasy Kosovan, gli ospiti hanno pareggiato i conti ancora con un calcio di punizione del bomber argentino Vazquez, prima di trovare il gol del definitivo vantaggio con una prodezza della mezzala Ott Vale che in inferiorità numerica ha deciso il match con una spettacolare conclusione a giro sfruttando alla perfezione una sponda dello stesso Vazquez: “Non era facile imporci su un campo così ostico e davanti ad una cornice di pubblico di categoria superiore, il gol di Kosovan avrebbe tagliato le gambe a chiunque, ma noi siamo stati bravi a reagire e siamo riusciti a ribaltare la gara nonostante l'inferiorità numerica. Sono soddisfatto sotto tutti i punti di vista, però mancano ancora otto gare al termine del campionato e non dobbiamo assolutamente cullarci sugli allori. Già a partire dal match di domenica prossima contro l'Ercolanese che non sarà assolutamente semplice, dove affronteremo un'ottima squadra che per tanto tempo è stata in vetta alla classifica e che in attacco vanta l'attuale capocannoniere del torneo, Eddin El Ouazni. Guardiamo con ottimismo al finale di stagione, purtroppo abbiamo attraversato un momento particolarmente delicato in cui tanti ragazzi sono stati costretti a fermarsi ai box a causa di qualche infortunio di troppo. Diop è al 50%, Adeyemo è reduce dalla rottura di un crociato e sta rientrando in maniera graduale, speriamo di recuperare Chiavaro per il match contro l'Ercolanese, mentre Melillo purtroppo rientrerà solamente per il rush finale se tutto andrà secondo i piani. Per noi è stato anche difficile affrontare un inverno particolarmente piovoso e nei giorni in cui ha nevicato siamo stati costretti ad allenarci in palestra o tra Catania, Biancavilla e Trecastagni. Adesso non possiamo che rimboccarci le maniche, ci attendono otto finali”.

Ex centrocampista, Peppe Pagana è cresciuto proprio nel Troina, facendo il suo esordio in Prima Categoria all'età di 14 anni. Raggiunse la Promozione con la squadra della sua città, si impose tra Eccellenza e Serie D e successivamente vestì le maglie di Atletico Catania, Paternò, Acireale, Gallipoli e Val di Sangro in Serie C. Per lui anche un'esperienza da protagonista in Serie B con il Bari, in squadra con Emanuele BrioschiRoberto Goretti e Davide Dionigi. Da tecnico, invece, ha iniziato ad allenare il Troina nel 2009, in Promozione, e da allora ha sempre guidato la squadra del suo paese: “L'unico mio rammarico è quello di non aver conquistato la Serie A da calciatore, ma son felice di ciò che ho fatto perché attraverso il sudore, con tanti sacrifici e facendo la gavetta ho calcato importanti palcoscenici, vivo di sport, leggo tanto e cerco di aggiornarmi continuamente, ammiro Antonio Conte, Maurizio Sarri e Pep Guardiola, anche se colui che ha rivoluzionato il calcio ritengo sia stato Johan Cruijff. E' lui la mia fonte di ispirazione. In carriera ho avuto allenatori del calibro di Pasquale Marino e Gaetano Auteri, cerco di prendere spunto anche da loro. Stiamo disputando un torneo straordinario, lo scorso anno abbiamo vinto la Coppa Sicilia conquistando una storica promozione in Serie D, siamo primi in graduatoria e nella speciale classifica 'Giovani D Valore', un chiaro segnale della bontà del nostro progetto”.

L'attaccante senegalese Modou Diop, classe 1992, 13 reti, lo scorso anno giocava in Eccellenza e meditava di diventare camionista. Adesso sogna di emulare le gesta di George Weah, parla siciliano, adora l'asado e beve il mate con i suoi compagni di squadra argentini, su tutti il suo partner di reparto Federico Vazquez, centravanti del 1993 a quota 14 gol, reduce da un'esperienza negativa in Venezuela e rilanciato da Pagana che lo accosta a German Denis, anche se a molti ricorda Daniel Osvaldo. Facundo Ott Vale, mezzala del 1993, 4 gol, giocava a calcio a 5, ha una bambina nata a Nicosia e grazie a lui è sbarcato a Troina anche il fantasista Ezequiel Melillo, classe 1993, 3 reti. Per Ezequiel, che si ispira a Juan Riquelme, anche un'esperienza nel Racing de Avellaneda con Mauro Camoranesi e Diego Milito ed un provino al Napoli. L'ala Ridwaru Adeyemo, classe 1994, ivoriano, è finito invece nel mirino del Perugia e sogna il grande salto. Anche Mariano De Col, classe 1993, “jolly” difensivo di Buenos Aires, a quota 2 gol, aveva smesso di giocare a calcio e si occupava di traslochi prima di essere rilanciato dal mister Pagana. Tra gli italiani, invece, brilla il talento del centrocampista palermitano Vincenzo Mustacciolo, classe 2000, alla sua prima esperienza tra i grandi e pronto a prendere parte anche al prestigioso “Torneo di Viareggio”: “E' cresciuto nel Calcio Sicilia, a gennaio è stato acquistato dal Parma che lo ha lasciato in prestito da noi fino a giugno. Fin qui ha già disputato 23 partite, ha ampi margini di miglioramento, ha la testa sulle spalle e grandi doti tecniche e fisiche. Per caratteristiche somiglia molto a Lorenzo Pellegrini della Roma”. A fare da chioccia, invece, l'esperto difensore centrale catanese Agatino Chiavaro, classe 1980, oltre 500 presenze tra Serie C e Serie D.

Sugli scudi anche Talla Souare, esterno a tutto campo del 1997, 5 gol messi a segno fino a questo momento: “E' l'emblema del nostro team, arrivato a Troina quattro anni fa, in Promozione. Non aveva mai giocato a calcio, adesso ha attirato le attenzioni di parecchie squadre di Serie B e di Serie C, è richiesto anche all'estero, ma soprattutto è il simbolo di un progetto di integrazione costruito nel corso degli anni. Troina ormai è la sua seconda casa. Il mio sogno? Un giorno mi piacerebbe allenare la Nazionale, ma soprattutto vorrei portare il Troina tra i professionisti, far crescere questi ragazzi e lasciare una traccia del mio lavoro. La mia gioia è vederli felici e riuscire ad imporre sempre il nostro gioco”.

E' una bellissima storia di sport, ma soprattutto di aggregazione. Infatti, ben 18 ragazzi provenienti dal Senegal, dalla Costa d'Avorio, dalla Guinea, dall'Argentina e dal Brasile, ma anche dalla Francia, dal Belgio, dalla Spagna e dall'Albania compongono lo zoccolo duro del Troina: “Di comune accordo con il presidente, una persona che vede il calcio con i miei stessi occhi, abbiamo deciso di puntare su giovani atleti provenienti da diverse parti del mondo, con una grandissima voglia di emergere e pronti a sposare un progetto importante. Spesso e volentieri a livello politico il concetto di integrazione viene strumentalizzato - ha concluso il tecnico ennese - , mentre noi grazie al calcio siamo riusciti a metterlo in pratica. Al tempo stesso cerchiamo di essere presenti sul territorio e nei quartieri, perché siamo consapevoli che attraverso il calcio possiamo dare un'opportunità di vita a tanti ragazzi che inseguono un sogno”.