Una diretta decisamente fuori dagli schemi, anche per l’orario. Erano circa le 3 della scorsa notte, in Italia, quando Justin Davis si è collegato da Melbourne con Rodolfo Savica, in quel momento in Minnesota, per un’edizione speciale di “C'era una volta novantesimo minuto” su Zona Sportiva, poche ore dopo il 2-0 conquistato dal Messina sul campo del Vittoria.
Tre continenti e tre fasce orarie diverse: mentre a Messina erano le 3 di domenica notte, in Minnesota erano circa le 20 di sabato 11 ottobre, mentre a Melbourne era mezzogiorno di lunedì 12 ottobre. Una collocazione insolita scelta proprio per rendere compatibili gli orari dei protagonisti di una lunga conversazione nella quale "the president" ha affrontato praticamente tutti i temi legati al presente e al futuro del Messina: obiettivi sportivi, stadio, centro sportivo, investitori, rapporto con i tifosi, Academy e sviluppo internazionale del progetto.
“NEL GIRO DI TRE ANNI VOGLIAMO ESSERE MOLTO PIÙ IN ALTO” - Il punto di partenza è stato inevitabilmente il progetto sportivo. Davis non nasconde l’ambizione di una scalata rapida, pur invitando a non considerare già vinto il campionato di Eccellenza: “Lo scenario ideale, nei prossimi tre anni, è essere arrivati nel calcio professionistico e lottare sempre più in alto. Ma dobbiamo restare umili, perché questa stagione è ancora lunga e ci sono squadre che possono metterci in difficoltà. Prima dobbiamo portare a termine correttamente questo campionato e ottenere la promozione”.
La Serie A rimane l’orizzonte più ambizioso del progetto, ma Davis insiste sul procedere per passaggi: “Non possiamo essere arroganti. Dobbiamo fare il massimo quest’anno, arrivare fino in fondo e poi affrontare una stagione alla volta”.
“PER CONTINUARE A VINCERE SERVIRANNO ALTRI INVESTIMENTI” - La crescita di categoria comporterà inevitabilmente un aumento dei costi e Davis non nasconde che, nel medio periodo, il progetto dovrà ampliare la propria base economica: “Ogni stagione porta nuove sfide. Come gruppo avremo bisogno anche di supporto, perché se vuoi costruire una squadra vincente devi spendere molto denaro. Personalmente posso arrivare fino a un certo punto, considerando anche le altre attività che possiedo”.
L’obiettivo resta quello di costruire un Messina capace progressivamente di sostenersi: “Farò tutto quello che posso per portare il club a diventare autosufficiente e costantemente competitivo. Questa è la nostra ambizione”.
Da qui la ricerca di altri investitori: “Stiamo sempre cercando ulteriori investimenti, che possano arrivare da Messina, da altre zone o anche da altri Paesi che abbiano legami con Messina e che possano aiutare a sostenere la prima squadra”.
“MESSINA È DIVERSA DA TUTTE LE ALTRE REALTÀ” - Davis ribadisce ancora una volta che l’ACR occupa uno spazio particolare rispetto alle altre esperienze calcistiche del gruppo Racing: “Messina è molto diversa da tutte le squadre che abbiamo avuto o nelle quali siamo coinvolti. Dal giorno in cui sono arrivato la mia attenzione principale è stata rivolta al Messina”. Il presidente riconosce le difficoltà incontrate quotidianamente, ma sostiene di vedere segnali di crescita attorno al progetto: “Ci sono molte sfide, nei rapporti con le istituzioni e con la realtà locale, ma passo dopo passo le stiamo affrontando. Credo che stiamo riportando entusiasmo. Vedo sempre più aziende che si avvicinano, vedo i tifosi maggiormente coinvolti e questo mi rende felice”. Il lavoro, però, secondo Davis è ancora molto lungo: “Abbiamo bisogno di maggiore supporto dalle imprese locali e dalle istituzioni, non soltanto oggi ma soprattutto per il futuro. E dobbiamo capire cosa fare per riportare molta più gente allo stadio”.
INVESTIMENTI ANCHE FUORI DAL CALCIO - Il progetto di Davis non sembra limitarsi all’ACR. Il presidente conferma di stare valutando opportunità immobiliari a Messina: “Non stiamo guardando soltanto al calcio. Sto osservando con molta attenzione anche il settore immobiliare. Mi piacerebbe portare a Messina qualcosa del modo australiano di costruire, una cultura anche italo-australiana”. 
La ragione è anche economica: “È molto difficile sostenere una squadra soltanto attraverso tifosi e sponsorizzazioni. Dobbiamo creare altre forme di ricavo e non dipendere esclusivamente dalle mie aziende nel mondo per finanziare il club”.
“HO GIÀ VISTO ALCUNI TERRENI PER COSTRUIRE UN CENTRO SPORTIVO” - Uno dei passaggi più significativi riguarda proprio quella struttura indipendente che manca da sempre al Messina. Davis conferma che il progetto di un centro sportivo non è soltanto un’idea: “L’ultima volta che sono stato a Messina ho visionato alcuni terreni sui quali potrebbe essere costruito un centro sportivo”. Sono stati avviati anche contatti per verificare possibili forme di sostegno finanziario: “Stiamo parlando con il Credito Sportivo per capire in che maniera possa supportarci e le risposte che stiamo ricevendo mi sembrano molto positive”. La prospettiva è quella di una struttura più ampia del semplice campo di allenamento della prima squadra: “La mia idea sarebbe realizzare un centro sportivo per la prima squadra, per le nostre Academy e anche per l’International Academy”.
CELESTE, DAVIS: “HO SEMPRE SOSTENUTO BASILE” - Inevitabile il passaggio sulla vicenda più calda delle ultime settimane. Davis ribadisce di non avere modificato il proprio giudizio personale sul sinnico Federico Basile: “Ho sempre sostenuto Federico Basile, anche nei momenti difficili e anche quando ritenevo che non stessimo ricevendo tutto l’aiuto necessario”. Il presidente chiede però adesso un salto di qualità nel rapporto con le istituzioni: “Credo sia arrivato il momento che tutti comprendano che stiamo cercando di fare il massimo per riaccendere la città e riportare entusiasmo”.
Dentro questo ragionamento torna il “Giovanni Celeste”: “Credo che il Celeste sia lo stadio di cui abbiamo bisogno per riportare quell’entusiasmo. Non sono uno che vive guardando al passato, perché penso sempre al futuro, ma bisogna anche ascoltare i tifosi e i tifosi vogliono vedere il Messina giocare lì”.
“NON VOGLIO PRENDERE IL CONTROLLO DEL CELESTE” - Davis precisa però un concetto importante. Non parla di esclusiva dell’impianto, ma della necessità di una gestione che permetta all’ACR di programmare la propria attività: “Il problema è che se il Messina non può avere un ruolo nell’organizzazione del Celeste, non dico prendere il controllo dello stadio, ma fare in modo che tutti abbiano i propri slot e che noi possiamo organizzare correttamente il nostro lavoro, diventa impossibile allenarsi come dobbiamo”. La questione riguarda soprattutto gli spazi e le strutture necessarie nel medio periodo: “Dobbiamo avere le condizioni che servono per poter lavorare e performare anche negli anni futuri”.
Per questo Davis guarda con particolare interesse all’incontro previsto per il 14 ottobre, all'interno della Commissione consiliare: “Spero che in quella riunione si possa arrivare a un accordo o a una sistemazione definitiva”. Il presidente riferisce anche di un passo avanti nella gestione quotidiana dell’impianto, con il club disponibile ad assumersi direttamente alcune incombenze, a partire dalla pulizia: “Negli ultimi giorni siamo riusciti a trovare un’intesa anche sulla gestione della pulizia dello stadio e spero che possa essere formalizzata. Ma senza il supporto delle istituzioni e senza un certo livello di libertà operativa all’interno del Celeste non sarà semplice”. 
IL LOGO: “HA BISOGNO DI UNA RINFRESCATA, MA C’È TANTA STORIA” - Tra i temi più leggeri affrontati durante la lunga diretta anche quello dello stemma dell’ACR. Davis conferma che alcune ipotesi sono state valutate: “Negli ultimi mesi abbiamo giocato un po’ con il logo e credo che avrebbe bisogno di una rinfrescata”. Ma per il momento non sono previsti stravolgimenti: “Dentro quel logo c’è molta storia e a me piace così com’è. Per adesso resterà questo, poi in futuro vedremo se modernizzarlo”.
“OGNI STAGIONE IN CUI PARTECIPIAMO VOGLIAMO VINCERE” - La filosofia della proprietà non riguarda soltanto la prima squadra. Parlando del futsal e degli altri settori, Davis sintetizza il principio con il quale intende affrontare ogni competizione: “Nessuno inizia una stagione pensando di arrivare terzo o quarto. Noi vogliamo vincere”. Se durante la stagione dovesse presentarsi concretamente la possibilità di conquistare un campionato, la proprietà è pronta a intervenire: “Se arriviamo a gennaio o febbraio con la possibilità di vincere, proveremo a investire quello che serve e fare tutto quello che possiamo per riuscirci. Non vogliamo mettere soldi in un progetto semplicemente per sopravvivere”. La stessa impostazione varrà per il futuro della prima squadra: “Ogni stagione è differente. Se saliremo in Serie D non sappiamo quali avversarie troveremo o quali saranno i loro budget. Fortunatamente abbiamo già diversi giocatori sotto contratto per due anni. Ma dobbiamo affrontare una stagione alla volta, senza diventare presuntuosi. Una cosa però è certa: ogni campionato al quale partecipiamo lo affrontiamo per provare a vincerlo”.
“CON I TIFOSI CI SARÒ SEMPRE, NELLA BUONA E NELLA CATTIVA SORTE” -Davis dedica un passaggio molto personale al proprio rapporto con la tifoseria e alla scelta di vivere le partite senza barriere: “Quando vengo allo stadio sto con i tifosi. Che mi amino, che mi contestino o che siano arrabbiati con me, io sarò lì anche quando perderemo”. Non intende costruire una distanza tra presidenza e pubblico: “Possono insultarmi, possono essere arrabbiati, ma io starò nelle trincee con loro nei momenti belli e in quelli difficili. Non mi spaventa”. Per Davis il calcio perde senso se diventa qualcosa di troppo distante dalla propria gente: “Se arriviamo al punto in cui il calcio diventa così prezioso o così politico da impedire a un presidente di stare insieme ai tifosi, allora non vale nemmeno la pena avere una squadra. Siamo qui per amare una squadra”. La pressione esiste ed è pesante, ma Davis respinge l’idea di arrendersi: “La sento ogni giorno. Ma cosa dovrei fare, mollare? Senza stare vicino ai tifosi e senza vedere attraverso i loro occhi quello che vogliono dal Messina, non potrei neppure godermi questa esperienza”. 
INTERNATIONAL ACADEMY: “ABBIAMO GIÀ 15-20 RAGAZZI STRANIERI A MESSINA” - Un altro pilastro del progetto è l’International Academy. Davis rivendica i risultati ottenuti già durante il primo anno: “Sono molto orgoglioso. Pensare che il Messina possa avere già quindici o venti ragazzi internazionali che vivono qui, si allenano e studiano con noi è qualcosa che sembrava quasi impossibile”. La concorrenza, sottolinea il presidente, è enorme: “Competiamo con Academy spagnole e inglesi, con realtà legate a club come Real Madrid, Atletico Madrid o Barcellona. Dobbiamo convincere ragazzi e famiglie a scegliere Messina”. Dal mese di febbraio sono previste nuove iniziative: “Vogliamo organizzare tour con ragazzi provenienti dalla Corea, dall’Australia e dal Giappone, che trascorreranno dieci o quindici giorni a Messina, giocheranno contro squadre locali e conosceranno il nostro modo di lavorare con prima squadra e settore giovanile”. 
LA “MESSINA CUP” E L’IDEA DI PORTARE MILLE PERSONE IN CITTÀ - Il progetto internazionale comprende anche la “Messina Cup”. Davis annuncia un appuntamento che considera ormai certo per giugno: “Stiamo lavorando a una prima iniziativa negli Stati Uniti, ma a giugno faremo sicuramente la Messina Cup a Messina”. L’ambizione è significativa: “Stiamo già parlando con hotel e sponsor locali. Se riuscissimo ad avere cinquanta squadre provenienti da tutto il mondo, con venti persone per gruppo, significherebbe portare circa mille persone in città”.
Le categorie previste saranno Under 13, Under 15 e Under 17. Per Davis non è soltanto un torneo calcistico: “Vogliamo muovere l’economia. Questo progetto dimostra anche quanto Messina abbia bisogno di strutture ricettive importanti per poter attirare persone e investimenti”. 
“VORREI VEDERE TUTTI I TIFOSI DI NUOVO INSIEME” - Sul finale della trasmissione il presidente rivolge un appello diretto alla tifoseria. Dopo avere ringraziato sponsor, staff e collaboratori, Davis torna sulle immagini delle trasferte, dove il sostegno biancoscudato è apparso compatto: “Ogni volta che vengo a vedere una partita è fantastico sentire i tifosi cantare e sostenere la squadra. Ma in futuro mi piacerebbe vedere tutti nuovamente insieme in curva”. Per il presidente l’unità del pubblico può diventare un altro elemento del progetto: “Dobbiamo provare a tornare a essere un unico gruppo. È importante essere uniti, perché quando siamo divisi è difficile andare avanti tutti insieme. In trasferta abbiamo visto che effetto fa quando tutti cantano insieme. Vorrei riportare quella situazione anche al San Filippo o al Celeste, se giocheremo lì”. 
“COSA DOBBIAMO FARE PER RIPORTARE CINQUEMILA O DIECIMILA PERSONE ALLO STADIO?” - Prima di chiudere, Davis è tornato spontaneamente su un tema che evidentemente considera ancora irrisolto: il rapporto tra il nuovo Messina e una parte del pubblico che non è ancora tornata sugli spalti. La domanda questa volta è stata rivolta direttamente ai tifosi: “Tutti dicono che quando inizi a vincere torna l’entusiasmo e la gente torna allo stadio. Ma anche nelle categorie superiori i numeri del Messina non erano quelli di Catania o Palermo. Io voglio capire che cosa serve davvero per riportare tutti allo stadio”. Davis chiede risposte concrete: “Cosa dobbiamo fare per avere cinquemila o addirittura diecimila persone ogni settimana? Non può essere soltanto vincere tutte le partite. Voglio sapere cosa desiderano realmente i tifosi, possono scriverlo a me, a voi, privatamente o pubblicamente”. Per il presidente è un elemento essenziale anche sul piano economico e d’immagine: “Senza persone allo stadio come fai a creare entusiasmo? Come fai a far funzionare tutto? Come fai, quando trasmetti la partita in televisione, a mostrare uno stadio pieno? È questo che vogliamo capire”. 
A NOVEMBRE IL POSSIBILE RITORNO A MESSINA - La lunga diretta si è chiusa anche con un’indicazione sul prossimo viaggio del presidente in Sicilia. Davis spera di tornare a Messina tra l’inizio e la metà di novembre: “Ho molto lavoro da seguire qui in Australia, quindi non posso ancora dare una data precisa, ma spero di riuscire a tornare a inizio di novembre”. Una conversazione cominciata nel cuore della notte italiana e terminata quando a Melbourne il pomeriggio era ormai iniziato. Una fotografia, in qualche modo, anche del Messina che Davis sta provando a costruire: proprietà australiana, collegamenti americani, Academy internazionali e un progetto che vuole allargare i propri confini. Ma con una priorità che, al di là degli scenari futuri, il presidente continua a ripetere: vincere adesso, riportare il Messina fuori dall’Eccellenza e creare le condizioni perché questa ripartenza non sia soltanto sportiva.

Sezione: Acr Messina / Data: Lun 12 ottobre 2026 alle 12:47
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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