Archiviata anche la Coppa Italia, il Messina torna immediatamente a concentrarsi sul campionato e sulla trasferta di Vittoria. Alfio Torrisi considera superato il test infrasettimanale soprattutto sotto il profilo mentale e chiede adesso alla squadra di cambiare rapidamente registro: “Era un test importante sotto l’aspetto mentale e la squadra ha risposto alla grandissima, ma non avevo dubbi. Adesso bisogna archiviare, come abbiamo già fatto giovedì sera, e pensare a una partita difficile, importantissima e complicata come quella di Vittoria”.
“LA CLASSIFICA DEL VITTORIA È BUGIARDISSIMA” - Il primo errore da evitare, secondo Torrisi, sarebbe lasciarsi condizionare dalla classifica dell’avversario. Lo studio effettuato dallo staff ha restituito infatti un’immagine molto diversa rispetto ai punti raccolti finora: “Non dobbiamo guardare la classifica del Vittoria. È una squadra che abbiamo analizzato bene e ha una classifica bugiarda, anzi bugiardissima. Ha raccolto troppo poco rispetto a quello che ha prodotto e a quello che avrebbe meritato”.
Il tecnico sottolinea anche il valore dell’ambiente che attenderà il Messina: “È una squadra importante, ha un allenatore serio e professionale e gioca in un ambiente difficile. Andare a Vittoria non è facile, c’è una tifoseria importante per questa categoria e c’è anche un blasone da rispettare. Dobbiamo stare molto attenti a non sbagliare atteggiamento”.
“ELMETTO, COLTELLO TRA I DENTI E SECONDE PALLE A DUEMILA” - La partita immaginata da Torrisi ha caratteristiche molto precise. Il Messina dovrà mettere da parte qualsiasi tentazione estetica e interpretare la gara innanzitutto sul piano agonistico: “Dobbiamo andare a vincere tutti i duelli, andare sulle seconde palle a duemila, metterci l’elmetto e il coltello tra i denti. Non ci sono altre situazioni da valutare. Dobbiamo essere operai, dobbiamo essere affamati, perché per noi la posta in palio è troppo importante”. 
Anche le condizioni del terreno potrebbero incidere sulle caratteristiche dell’incontro: “Dobbiamo essere coscienti che probabilmente bisognerà vincerla in maniera sporca. È una partita complicata e le condizioni del terreno di gioco non ci permetteranno di pensare di essere una squadra di qualità. Dobbiamo essere una squadra operaia e mettere in campo tutto ciò che fa parte del nostro DNA: atteggiamento, ferocia, voglia di lottare e di correre”.
“QUELLO CHE SUCCEDE FUORI DAL CAMPO È BAR SPORT” -  Torrisi non vuole invece che il gruppo disperda energie guardando ciò che accade intorno al campionato, dalle polemiche sugli arbitraggi alle designazioni. Il tecnico insiste sulla necessità di mantenere il controllo delle pressioni: “Fino a oggi, grazie a quello che stanno facendo i ragazzi, ho la fortuna di essere concentrato soltanto sul nostro percorso. Lo abbiamo detto fin dall’inizio: attraverso i risultati dobbiamo fare in modo che siano gli altri a concentrarsi su di noi, mentre noi dobbiamo pensare a noi stessi”.
Essere il Messina significa anche convivere con l’obbligo di vincere: “La cosa che non tutti riescono a fare bene è gestire le pressioni. Quando sei condannato a vincere non è da tutti riuscire a gestire sempre nella maniera corretta il nervosismo e i nervi. Noi dobbiamo pensare a fare bene e, per la qualità e la forza che abbiamo, essere bravi a indirizzare e allenare il destino dalla nostra parte”.
Nessuna preoccupazione neppure per la provenienza degli assistenti arbitrali dalla sezione di Acireale: “Onestamente lo vedo quasi come un vantaggio, perché avranno ancora più responsabilità nel non sbagliare ed essere perfetti. Se cominciamo a pensare agli assistenti, ai rigori generosamente concessi o a quelli non dati, entriamo in quel circolo che io chiamo bar sport. A noi interessa poco”.
La convinzione di Torrisi è che il Messina non debba cercare alibi: “Dobbiamo essere concentrati e consapevoli di quello che siamo e di quello che dobbiamo essere in questo campionato. Il destino è nelle mani del Messina e sappiamo come indirizzarlo continuando sulla strada intrapresa. I meriti sono dei ragazzi, perché le partite le vincono i giocatori e non gli allenatori”. 
COPPA, NON TURNOVER MA SCELTE: “HO 24 SOLUZIONI” - La gara di Coppa ha permesso a Torrisi di distribuire minutaggio e recuperare energie, ma il tecnico non ama parlare semplicemente di turnover: “Abbiamo fatto delle scelte. Ho 24 soluzioni con caratteristiche diverse e, insieme allo staff e soprattutto al preparatore atletico, abbiamo valutato chi avesse bisogno di minutaggio e ritmo partita e chi invece dovesse rifiatare”.
Tra le note più positive c’è l’esordio di Loria, classe 2009, premiato anche dal gol: “Sono contento del suo esordio. Lavora con noi dal ritiro di luglio, è un ragazzo eccezionale e un professionista in tutto e per tutto. Sa che in una rosa del genere gli spazi sono pochi e che spesso la domenica può finire in tribuna, ma continua ad allenarsi in silenzio con grande professionalità. È stato premiato con la prima partita da titolare tra i grandi e ha fatto anche gol”.
Torrisi promuove anche le risposte arrivate dagli altri elementi utilizzati meno: “Sono contento di Bontà, di Passiatore e in generale di tutti. Abbiamo giocato con cinque under e fatto una buona prestazione sia mentalmente sia qualitativamente. Chi ha avuto meno spazio ha dimostrato che lo staff può contare su tutti e che la struttura tattica della squadra non cambia”.
RIENTRANO LA SPADA E SBUTTONI - Per Vittoria aumentano anche le alternative. Torrisi recupera due giocatori importanti: “Domani rientrerà La Spada e abbiamo recuperato anche Sbuttoni, che partirà con noi”. La formazione dovrebbe tornare in buona parte verso quella utilizzata in campionato, ma le risposte della Coppa potrebbero aprire qualche spazio: “Giocheranno sicuramente molti di quelli impiegati domenica, ma non escludo che qualcuno possa essere confermato dopo la buona prestazione fatta giovedì in Coppa”.
 “SENZA ATTEGGIAMENTO NON SI VINCE IN NESSUNA CATEGORIA” - Il cuore della conferenza torna però ancora una volta sulla mentalità. Torrisi non considera l’atteggiamento una caratteristica necessaria soltanto in Eccellenza: “Per il mio credo, e ne sono certo, in qualsiasi categoria senza atteggiamento non si vince. Puoi avere grandi qualità tecniche e grande estro, ma se non hai fame di successo e ambizione di arrivare in alto difficilmente riesci a vincere”. Quella fame, secondo l’allenatore, si manifesta attraverso aspetti molto concreti: “La voglia di sacrificarsi, di correre, di lottare, di vincere i duelli e soprattutto la voglia di vincere sempre”.
“LA QUALITÀ NON DEVO INSEGNARLA IO” - Sulle qualità tecniche della rosa Torrisi non ha mai avuto dubbi. Il problema era capire se tanti giocatori abituati a categorie differenti sarebbero riusciti ad adattarsi alla realtà dell’Eccellenza: “Questa squadra ha tantissima qualità. Non devo certamente insegnare io a Sarao, Burzio, Bollino, Sartore, Giunta, Varela o Bonanno a fare giocate di livello. Il vero dubbio iniziale era un altro”.
Quasi tutta la rosa, infatti, aveva pochissima esperienza diretta in questo campionato: “Esclusi forse tre giocatori che avevano fatto un anno di Eccellenza, questa è una squadra che questa categoria praticamente non l’aveva mai affrontata. Il grande dubbio era capire se sarebbe riuscita ad adattarsi a un campionato nel quale non bastano la qualità e l’estro del singolo se non vengono accompagnati da atteggiamento e ferocia”.
“ABBIAMO IMPARATO A VINCERE ANCHE A DENTI STRETTI” - Le prime settimane hanno dato a Torrisi le risposte che cercava: “I ragazzi hanno dimostrato in lungo e in largo di avere ben chiaro questo concetto. Li ho elogiati soprattutto quando abbiamo vinto partite a denti stretti, sapendo difendere da grande squadra, andare a duello e correre dietro agli avversari”. Ed è proprio l’unione tra qualità e mentalità ad alimentare una convinzione molto forte del tecnico: “È questo che può fare diventare il Messina, se continua nel proprio percorso di crescita, una squadra che rischia di diventare imbattibile, invincibile. La nostra qualità sappiamo che è la migliore di tutti e su questo penso che nessuno possa smentirmi”. 
“NESSUNO PUÒ AVERE PIÙ FAME DI NOI PER USCIRE DA QUESTO INFERNO” Ma la qualità, da sola, non basta. Torrisi torna sul concetto del DNA che vuole rendere riconoscibile in ogni partita: “A questa qualità deve essere associata quella grande struttura che io chiamo il nostro DNA. Nessuno può avere più fame di noi, nessuno può avere più voglia di noi di uscire da questo inferno. Nessuno”. Il tecnico lega questa fame anche alla prospettiva aperta dal nuovo progetto societario: “Abbiamo la possibilità di iniziare un progetto che può restare negli annali del calcio messinese e dobbiamo obbligatoriamente, e anche moralmente, provarci a tutti i costi”. 
“ABBIAMO MESSO IL MESSINA SOPRA TUTTO” - Il bilancio del lavoro svolto fino a oggi è quindi positivo soprattutto per la risposta umana del gruppo: “Sono soddisfatto di quello che la squadra ha fatto fino a oggi. Il merito è soprattutto dei ragazzi, che hanno stupito anche me perché fin dal primo giorno hanno mostrato una grande mentalità operaia. Abbiamo messo umiltà e disponibilità al sacrificio sopra ogni cosa, per il bene del club. Abbiamo messo il Messina sopra tutto e questi sono i risultati”. E proprio Vittoria diventa un altro esame di questa identità: “Domani, a maggior ragione, sarà una partita da andare a vincere con queste caratteristiche. Dobbiamo dimostrare con la forza fisica e mentale di saperlo fare. Come dice spesso il direttore, dobbiamo andarci a prendere ciò che vogliamo”.

Sezione: Acr Messina / Data: Sab 10 ottobre 2026 alle 17:07
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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