Sant'Agata, Ferrara: "Promozione meritata. Una delle vittorie più belle"

Il tecnico soddisfatto per il salto in Serie D: "Dedica a mio figlio e alla società". Prosecuzione del rapporto? "Nessun disaccordo, ci incontreremo con la dirigenza"
22.06.2020 16:54 di Giuseppe Fontana Twitter:    Vedi letture
Pasquale Ferrara
Pasquale Ferrara

Un campionato lungo, con una rimonta incalzante portata avanti a suon di numeri per poi essere fermata dalla pandemia che ha bloccato il mondo per quasi tre mesi, sport compreso. La favola del Città di Sant'Agata di mister Pasquale Ferrara si è poi conclusa ugualmente con la promozione in Serie D e con quel salto di categoria a lungo inseguito dalla società del presidente Antonio Ortoleva. Ed è proprio l'esperto tecnico barcellonese, ex Igea, Rocca, Camaro e Milazzo, a concedersi ai nostri microfoni per un commento su quanto ottenuto nei giorni scorsi.

Mister Ferrara, è stato un campionato lungo, interrotto prima del dovuto ma culminato con la promozione in D. Quanto è soddisfatto per la conquista del salto di categoria? 
"Sono soddisfattissimo. Si tratta di una promozione meritata leggendo i numeri. Il Covid ha bloccato il campionato e ci ha cambiato, ha cambiato radicalmente il mondo e lo ricorderemo per sempre come quando parliamo delle Guerre Mondiali e degli eventi drammatici di questa portata. Per fortuna abbiamo superato questa fase e ora sono arrivati i verdetti anche nel mondo dello sport: se il Sant'Agata è promosso in serie D come migliore seconda per media punti significa che la squadra ha disputato un ottimo campionato. E' il coronamento di quanto fatto fin qui, è una promozione ottenuta sul campo e che tutti hanno meritato, a partire dalla società che in questi anni ha investito tantissimo".

C'è rammarico per non aver potuto giocare lo scontro diretto con il Paternò, che si sarebbe dovuto disputare a fine marzo?
"Sarebbe stato bello sfidarli nello scontro diretto ma davanti a un evento così drammatico come la pandemia non c'è calcio che tenga. Grande onore al campionato disputato dal Paternò, a cui facciamo i complimenti. Noi comunque, togliendo il caso della partita a tavolino e a parità di gare disputate, saremmo stati a un punto di distanza, avendo già riposato. I numeri si equivalgono. Loro hanno chiuso imbattuti e subendo solo 8 reti, noi siamo stati il migliore attacco. Onore a loro e a noi. Non sapremo mai come sarebbe finita, non ci sarà la controprova purtroppo".

Quant'è stato importante per il suo Sant'Agata il mercato di dicembre, con l'arrivo di giocatori fondamentali come Assenzio e Tiscione?
"Dico sempre che l'allenatore e la società più bravi sono quelli che sbagliano meno. Nel girone d'andata ci siamo presentati a Paternò alla vigilia dell'apertura del mercato, che si sarebbe aperto il giorno dopo. Alcuni calciatori non sono stati convocati perché non confermati, mentre in tribuna c'erano già i volti nuovi. A dicembre abbiamo corretto qualche errore fatto in estate, individuando quei giocatori che da lì in poi ci avrebbero aiutato e infatti dopo quella partita abbiamo vinto dieci gare di fila e pareggiato a Palazzolo. Questo la dice lunga sul nostro cammino".

E' stata la stagione migliore in panchina del tecnico Ferrara o bisogna guardare anche al passato per capire il reale valore dell'allenatore?
"Quest'anno è stato sicuramente la ciliegina sulla torta, avendo conquistato la promozione dall'Eccellenza alla D. Ma in passato ricordo tante esperienze in modo positivo: avevo vinto all'Igea, sono stato l'allenatore del rilancio al Rocca, poi a Sant'Agata ho conquistato il quarto posto quattro anni fa ed è stato amore a prima vista. Non dimentico i playoff al Camaro, quando sono subentrato alla sesta, e poi al Milazzo, in entrambi i casi con buone squadre. Quest'anno sicuramente ho avuto l'organico più competitivo, qualitativamente parlando, rispetto alle passate annate, ed è chiaro che è una della vittorie più belle e quella che lascia un segno forte, anche per com'è arrivata".

C'è una dedica particolare per questo successo?
"Mio figlio è il mio amuleto, è sempre con me, al mio fianco, ed è il mio primo tifoso. Lo dedico a lui, ai ragazzi e alla società, a cui devo tanto. Quattro anni fa è stato amore a prima vista tra noi e se ci siamo rincontrati la scorsa estate è perché avevamo lasciato qualcosa in sospeso di importante. La dedica particolare che sento di fare è a loro, che hanno creduto nelle mie capacità umane e tecniche, investendo tanto e supportandomi". 

Voci di disaccordo interno sulla costruzione del futuro hanno offuscato, nelle ore scorse, uno dei momenti più felici del calcio recente a Sant'Agata. Il futuro di mister Ferrara sarà ancora sulla panchina biancoazzurra?
"Credo che probabilmente potremmo proseguire insieme. Non c'è disaccordo all'interno della società e, nonostante le voci, giovedì dovremmo incontrarci con la dirigenza per parlare del futuro".