Tennistavolo: Alessandro Arcigli confermato direttore tecnico paralimpico

Il tecnico messinese sarà ancora il responsabile della preparazione dei pongisti paralimpici e cercherà nuovi successi a "Tokyo 2020" dopo quelli di Pechino, Londra e Rio. E' anche delegato provinciale del Coni di Messina
04.01.2021 14:26 di MNP Redazione Twitter:    Vedi letture
Tennistavolo: Alessandro Arcigli confermato direttore tecnico paralimpico

Il Consiglio Nazionale della Federazione Italiana Tennistavolo ha confermato il messinese Alessandro Arcigli nel ruolo di direttore tecnico paralimpico.
Per il diciassettesimo anno consecutivo il peloritano sarà il responsabile della preparazione tecnica dei pongisti paralimpici, fiore all'occhiello dell'intero movimento nazionale, e cercherà di confermare a “Tokio 2020NE” i successi ottenuti in questi anni culminati con le sei medaglie conquistate alle Paralimpiadi di Pechino 2008, Londra 2012 e Rio 2016.
Il messinese è l'unico azzurro di tutte le discipline sportive ad aver partecipato, in qualità di responsabile tecnico delle squadre nazionali, sia alle Paralimpiadi (Pechino 2008, Londra 2012 e Rio 2016) che alle Olimpiadi (Atlanta nel 1996).
Un curriculum di tutto rispetto, quindi, per il commissario tecnico della nazionale maschile e femminile dei pongisti paralimpici che è anche il delegato provinciale del Coni di Messina.

A livello paralimpico, con le sue 11 classi, il tennistavolo apre le porte alle persone che presentano una qualsiasi disabilità, garantendo a tutti una giusta collocazione. Ognuno nell’ambito della propria classificazione, parte dallo stesso punto di partenza dell’avversario ed è proprio il modo particolareggiato e preciso con cui vengono effettuate le classificazioni che ne determina il successo e il grande seguito.

Probabilmente è questa la forza di una disciplina che rappresenta il terzo sport per numero di praticanti a livello mondiale in seno all’IPC (il CIO dei disabili), ma non è solo questo il segreto di una formula vincente. Il punto forte è la reale e totale integrazione che viene garantita in fase di allenamento e di gare tra atleti disabili e normodotati; gli allenamenti possono essere svolti insieme e a farla da padrone sono le abilità tecniche di ognuno, non quelle residue e questo ha garantito negli anni il facile accesso e la totale fusione tra il mondo olimpico e quello paralimpico. Non a caso è successo più e più volte che atleti paralimpici si siano imposti in gare riservate ad atleti normo o che vengano inseriti nei ranghi delle squadre che partecipano ai massimi campionati nazionali. Non dobbiamo creare un’attività adattata ma adattare l’attività al capitale umano che abbiamo a disposizione, un rovesciamento di pensiero e prospettiva che permette di inserirci in realtà già strutturate e ciò rappresenta un altro tassello alla base dei successi in ambito internazionale che negli anni stiamo raccogliendo con orgoglio.

Una base importante che viene integrata in maniera perfetta anche dalla capacità di rendere comunicanti i vasi tra l’universo olimpico e quello paralimpico anche sotto l’aspetto dirigenziale, tecnico, a livello di arbitri e strutture. Insomma il tennistavolo è uno e uno soltanto.

Con l’ufficializzazione delle classifiche mondiali del tennistavolo paralimpico, sono ben cinque gli atleti italiani che attraverso il ranking accedono alle Paralimpiadi di Tokyo 2020NE.

I cinque azzurri qualificati sono: Michela Brunelli (Tennistavolo Castel Goffredo), ottava in classe 3, Giada Rossi (Lo Sport è Vita Imola), prima in classe 2, Andrea Borgato (Radiosa Palermo) e Federico Falco (Fondazione Bentegod Verona), rispettivamente settimo e ottavo in classe 1, ed Amine Kalem (Tennistavolo Vigevano), quinto in classe 9.