Bandi e polemiche: una scelta "tecnica e politica" non è un'offesa

Scoglio, Celeste, PalaRescifina: l'unico obiettivo deve essere il bene di Messina. Ricostruzioni, programmazione, verità e sentenze del tempo
16.05.2020 11:51 di MNP Redazione Twitter:    Vedi letture
Stadio 'Scoglio'
Stadio 'Scoglio'

L'obiettivo di Mnp non è mai stato strumentalizzare politicamente nulla, anzi cercare sempre, laddove la politica si incrociava con il nostro amato calcio, di dare spazio a tutti. E così è stato fatto anche in occasione del bando dello stadio “Scoglio”. L'obiettivo di questa testata giornalistica è valorizzare il calcio e lo sport locale in generale, tutelando gli interessi degli sportivi messinesi di tutta la provincia, dando loro un'informazione quanto più schietta e veritiera possibile. Magari non ci riusciamo sempre e con umiltà chiediamo scusa, ma certamente ci proviamo.

Abbiamo provato a raccontarvi nel tempo una gestione dello stadio “Scoglio” da anni tra incastri di conti e compensazioni, dubbi su chi deve a chi, furti, disagi, poca chiarezza, costi enormi e guadagni limitati, limiti all'agibilità. Un immobile che in fondo è del Comune e tocca al Comune gestire e valorizzare. Stesso discorso vale per il “Celeste”, stesso discorso vale per il PalaRescifina, altra cattedrale nel deserto che speriamo possa tornare a riempirsi di tifosi e magari di fan di concerti. Visto che, nonostante le segnalazioni giunte da più parti negli scorsi mesi, con la “fine” dell'idillio tra gli organizzatori degli eventi e il Comune di Acireale, ci sarebbe stata la possibilità di attrarre anche quella fetta di pubblico e magari con un investimento di circa 100 mila euro da affibbiare ai privati, vista la scarsa possibilità finanziaria del Comune, recuperare anche l'agibilità totale di un altro impianto che fa acqua da tutte le parti (nel vero senso della parola). Non è stato fatto, con il risultato che tutto questo seguito è stato, come spesso accade dalle nostre parti, risucchiato dal PalaCatania e fermato, questo sì, per il momento solo per l'emergenza coronavirus. Un altro bando potrebbe cambiare le cose, ce lo auguriamo. Lo aspettiamo...

Intanto ancora una volta, mentre Messina chiacchiera e si divide, tra comunicati e filosofia, Catania si muove velocemente, concretizza, crea economia. E purtroppo il rischio è che stavolta tocchi a Palermo strappare i grandi concerti, ciò che negli ultimi anni Messina ha avuto assieme a poco altro di positivo a livello nazionale. Magari non il Comune per via delle ormai famose compensazioni dei canoni che però, è giusto precisare, gli organizzatori evidentemente hanno accolto come chance in virtù di inadempienze altrui, di chi ha gestito l'impianto durante la stagione sportiva o di chi doveva sorvegliare affinché a giugno, alla vigilia dei concerti, non ci fossero puntualmente vetrate rotte, parti di impianto gos mancanti, torri luci fulminate, rubinetti o arredi staccati, manutenzioni non effettuate ecc. Questo è successo ripetutamente negli anni, sappiamo che se vi saranno responsabilità pubbliche, come sta cercando Scattareggia di accertare con l'annunciata indagine interna tra gli uffici, molte apparterrebbero al passato. Ma sappiamo anche che l'attuale Giunta è in sella da quasi due anni. Due anni, il 25 giugno, per la precisione.

Le condizioni in cui si trovava la foresteria dello “Scoglio”, ad esempio, qualche mese fa, non le abbiamo denunciate noi ma il sindaco Cateno De Luca in occasione del recente sopralluogo durante la diatriba dei led montanti e poi smontati da Infront. Lo abbiamo scritto nei giorni scorsi, serve lungimiranza. Rispetto ai concerti, per restare in tema, valutare anche l'indotto e il ritorno di immagine per la città. Basterebbe trovare un punto di incontro tra chi ama il calcio e chi ama i concerti, nel rispetto dei termini legali e amministrativi. Con una scelta politica e tecnica, non è un'offesa. Per noi anche fare diversamente, intestardendosi su una via, è una scelta politica e tecnica. Non abbiamo detto se giusta o sbagliata, questo sarà il tempo a dirlo. E ci auguriamo, proprio per il bene di Messina che abbiamo a cuore sopra ogni altra cosa, che su tutti questi fronti abbia ragione Scattareggia.