Camaro 1969 tra addii e voci di fusioni. Quale sarà il futuro?

Ripercorriamo gli ultimi mesi della società neroverde ipotizzando i prossimi. Brillano "Despar stadium" e settore giovanile, manca la Prima squadra
24.05.2020 10:52 di Giovanni Sofia   Vedi letture
Festa Camaro 1969
Festa Camaro 1969

Soltanto un anno fa, con l'Eccellenza mandata in archivio dopo un girone di ritorno non particolarmente brillante, il Camaro si godeva i frutti del suo strepitoso settore giovanile. La formazione Juniores a suon di gol si faceva largo sempre più lungo la Penisola fino alle semifinali nazionali, perse contro la Romulea poi divenuta campione d'Italia, mentre Under 17 e Under 15 affrontavano le rispettive fasi regionali, dimostrando e suggellando la crescita degli ultimi anni. Un progetto "green" le cui quotazioni hanno vissuto costanti rialzi all'interno di un percorso lungo, non semplice, ma sempre più vincente e ricco di soddisfazioni, testimoniato dai primi posti occupati da tutte e tre le squadre alla sospensione dei campionati di ormai un paio di mesi fa. Ma ora, qual è la realtà che bisogna prospettare per i colori neroverdi?

I dubbi sul Camaro ci sono e le domande sono facili da rintracciare. La società del duo D'Arrigo-Rando, dopo il passaggio dell'intero quadro dirigenziale all'Acr Messina avvenuto nella scorsa estate, si trova a fare i conti con una vera e propria ripartenza. A distanza di quasi un anno da quella coraggiosa e per certi versi clamorosa decisione, il quadro, però, è diverso. Tornare indietro appare impossibile, senza prima squadra e senza una scuola calcio che ne porti il nome, se si escludono il Real Camaro e un gemellaggio con il Fair Play testimoniato dalla nascita dell'Academy Camaro, iscritta al campionato Under 14. A tutto ciò si aggiunge l'addio del direttore operativo Davide Manzo, figura centrale nelle sei stagioni neroverdi dalla rinascita fino a qualche mese fa. Il passaggio al Cus Unime del direttore, ufficializzato nei giorni scorsi, diventa così un pezzo importante da ricostruire nel puzzle di dubbi e voci che circondano l'universo Camaro.  

In tanti sperano che il Camaro possa tornare ad allietare il weekend del calcio messinese, soprattutto di sabato, con una prima squadra all'altezza degli ultimi anni, con quelle due promozioni conquistate nel 2015 e nel 2017 ancora negli occhi dei tanti ragazzi, calciatori, staff e appassionati, che le hanno vissute direttamente. Ma sarebbe davvero così semplice ripartire e ricostruire quanto perso durante i caldi mesi dell'estate 2019? E se sì, da quale titolo sportivo? Dicevamo di voci, come quelle che vorrebbero prossima una fusione o comunque un accordo per proseguire il percorso congiuntamente ad altre realtà sportive del territorio. Forse proprio la Fair Play o qualche altra formazione che di recente ha militato in Promozione.

In tal senso bisogna ricordare che al Camaro è legata la concessione quindicennale dell'impianto "Marullo" di Bisconte, ora "Despar Stadium". Un aspetto che arricchisce il valore del club ma dall'altra parte rende difficile un abbandono improvviso della scena di Antonio D'Arrigo e Pasquale Rando, i principali attori del passaggio dalla terra battuta all'erba sintetica, per citare il più vistoso cambiamento strutturale portato a termine due stagioni orsono. La verità, se ce ne fosse una soltanto, potrebbe stare nel mezzo, magari con l'ingresso di nuovi soci o con un nuovo assetto dirigenziale tutto da comporre. D'altronde trattative simili possono nascere anche dal nulla, come ci ha insegnato l'estate scorsa.