Comitato Sicilia: ipotesi e interventi. L'analisi del presidente Lo Presti

Il massimo dirigente regionale ha commentato l'attuale difficile situazione del calcio siciliano, bloccato dall'emergenza Covid. Vertici al lavoro per sostenere le società e trovare una soluzione
18.04.2020 12:04 di MNP Redazione Twitter:    Vedi letture
Comitato Sicilia: ipotesi e interventi. L'analisi del presidente Lo Presti

Confronto continuo con le società, ipotesi di uno stop prolungato con ripresa a settembre e agevolazioni per i club. Sono alcuni dei temi affrontati dal presidente del Comitato Regionale Sicilia, Santino Lo Presti, nella video intervista MnP: compito delicato quello dei vertici siciliani, chiamati, come tutti, a gestire un’emergenza, anche in campo sportivo, senza precedenti.

“Pensavamo che il mondo non potesse fermarsi e invece ci siamo dovuti fermare tuti. Lo sport dilettantistico in Sicilia annovera, tra società giovanili e Lnd, oltre 1000 società con 700 partita a settimana. Ora si sta male per questo stop e per la condizione generale e ci siamo scoperti uomini vincibili”, ha esordito il presidente Lo Presti, con parole che descrivono in maniera chiara e netta la gravità di una situazione inimmaginabile solo pochi mesi fa: “Dobbiamo lottare. È una novità grave che limita la nostra libertà. La situazione è complessa, quando la salute sarà in sicurezza allora il calcio potrà dare una mano per rientrare nella normalità, perché rappresenta un veicolo importante di socializzazione”.

E allora quando si potrà pensare davvero al calcio giocato? Non c’è, purtroppo, una risposta e la sospensione dei campionati giovanili nazionali (annunciata giovedì) è una conferma che i tempi sono ancora lunghi. E in Sicilia? “Sono stati sospesi i campionati nazionali, mentre gli altri sono demandati alla Lnd che per prima – ha ricordato Lo Presti - ha sospeso i campionati a inizio marzo. Inoltre, come Lnd abbiamo definitivamente sospeso il Torneo delle Regioni e l’under 18 nazionale”.

In campo giovanile, però, si dovrebbe andare verso uno stop definitivo, uniformandosi alle decisioni nazionali, mentre resta ancora incerto il futuro dei campionati delle prime squadre, dalla serie D alla Terza categoria. La situazione è complessa, non c’è, al momento, una soluzione attuabile e definitiva: "Non abbiamo preso una decisione. In serie A, che partirà forse a fine maggio, non tutte le società sarebbero attrezzate con centri sportivi ed equipe medici, quindi ancora meno in B, C o D. Si potrebbe pensare alla stagione sportiva in termini di anno solare”, è una delle ipotesi presentate dal massimo dirigente regionale: “Si potrebbe riprendere a settembre quando i problemi medici e sanitari – si spera – saranno risolti e quindi portare a termine la stagione. Poi fermarsi, svincolare, rifare le iscrizioni e tra dicembre e gennaio iniziare una nuova stagione. Sarebbe possibile, ed è anche giusto, che i campionati finiscano sul campo o quale sarà il criterio per promozioni e retrocessioni?”. Ed è, probabilmente, l’incognita maggiore perché, tra ripresa, sospensione totale (con classifica attuale) o annullamento dei campionati, qualcuno resterà sempre deluso e scontento. Il Comitato Regionale, quindi, prende tempo, ma con una certezza: ripartire solo in sicurezza. “Quando ripartirà la serie A anche noi dovremo decidere perché le società non possono stare in bilico per tanto. Abbiamo il dovere di dire con chiarezza cosa si pensa di fare, ma avverrà anche con un continuo contatto con le società, è necessario sentirle”.

E proprio i club chiedono anche garanzie e sostegno, perché il rischio è che molte (circa il 30%) non riescano a ripartire: “Stiamo lavorando sugli interventi straordinari perché il calcio dilettantistico è importante, è alla base di tutto, ma è l’anello più debole del sistema. Abbiamo chiesto un intervento al governo nazionale e regionale. In una lettera abbiamo focalizzato alcuni punti e su questi stanno lavorando la Federazione, il Coni e il governo nazionale - ha continuato Lo Presti -. Dobbiamo andare avanti in tempi brevi e con interventi concreti. Il calcio dilettantistico è all’attenzione nazionale ma dobbiamo avere qualcosa di certo”.

Si tratta di otto punti con i quali si cercherà di salvaguardare il calcio dilettantistico:

1. Sospensione per le società e per le ASD dei canoni di locazione fino al 30 settembre, senza incorrere in azioni di sfratto esecutivo;
2. Erogazione di un contributo straordinario finalizzato esclusivamente a ridurre per le ASD l’onere sostenuto per la partecipazione alle attività federali per la stagione sportiva 2020/2021 (iscrizioni, tesseramento, affiliazioni, assicurazioni);
3. Sospensione fino al 31.12.2020 del canone di locazione di strutture sportive pubbliche con possibilità di rateizzare le rate sospese in 12 mensilità;
4. Estensione delle misure previste dal Titolo III del D.L.  alle società ASD  iscritte nel registro CONI, al fine di garantire alle stesse la possibilità di accedere  al credito a tasso zero , attraverso l’Istituto del Credito Sportivo,  rimborsabile in 10 anni;
5. Stanziamento di una somma di € 400.000.000,00 da parte dello Stato da destinare alle ASD;
6. Emanazione dei decreti attuativi delle indennità per i collaboratori sportivi;
7. Possibilità di destinare parte degli introiti derivanti dai diritti televisivi alla LND al sostegno delle società della LND;
8. Potenziamento degli interventi della Regione Siciliana attraverso la legge 8 destinata al sostegno dello sport di base, con concessione del contributo anche senza la totale attività per la stagione 2019/2020.

Dimostrazione che si sta lavorando per poter garantire un futuro al calcio e, soprattutto, alle società e squadre, che sono le vere protagoniste in campo. “Penso che l’iscrizione per la prossima stagione, in qualsiasi momento avvenga, deve essere facilitata e, ad esempio, garantita direttamente dal credito sportivo e pagabile in dieci anni. Oppure dobbiamo pensare a ridurre le onerose quote di assicurazione relativa ai calciatori. Sono interventi immediati e su cui si può intervenire per favorire le società. Dobbiamo però considerare che il dopo – ha concluso il presidente Lo Presti - non sarà più come prima, non è la prosecuzione dell’oggi e vale in tutto, anche per il calcio. Non si può riprendere come se non fosse successo nulla, perchè è successo tanto”.