Divide et impera. Messina reagisca: così è francamente ridicolo

Una città che dovrebbe smetterla di subire in silenzio qualsiasi cosa accada, risvegliandosi dalla propria atavica apatia anche nel calcio. O forse partendo proprio da esso
07.06.2020 15:54 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
Divide et impera. Messina reagisca: così è francamente ridicolo

Due squadre, due società, due acronimi. Un nome. Messina. Il 5 giugno, come vi abbiamo mostrato venerdì con i nostri contributi sulla pagina facebook, porta con sé per i tifosi biancoscudati due feste tanto uguali quanto diverse.

Nel 1983, dopo anni bui, l’Associazioni Calcio Riunite Messina festeggiava al Celeste il ritorno in Serie C1 superando 3-1 il Frosinone. Feste, giubilo, una città colorata di giallo e di rosso. Si apriva un ciclo che pochi anni dopo avrebbe portato a un passo dal sogno Serie A.

Nel 2004, dopo una scalata trionfale, il Football Club Messina Peloro festeggiava al Celeste (che quel giorno avrebbe dovuto chiudere i battenti) il ritorno in Serie A superando 3-0 il Como. Feste, giubilo, una città colorata di giallo e di rosso. Si sarebbe arrivati al settimo posto in massima serie e poi alla rovinosa caduta.

A nessuno importava che quelli fossero l’Associazioni Calcio Riunite o il Football Club. Erano semplicemente il Messina. 21 anni dopo, chi era in Curva o in piazza nel 1983 verosimilmente si trovava nella stessa Curva o nella stessa piazza nel 2004. Uniti, mai divisi. Ci sono dei però: l’Acr chiuse i battenti nel 1993, dopo la fuga di Ischia. L'Fc nel 2008. Proprio il 5 giugno.

Ecco, quel 5 giugno 2008 in tanti lo hanno rimosso. Eppure dovrebbe stare in cima ai ricordi del tifoso. Quel 5 giugno 2008 rappresenta in toto Messina: la città dei burattini e dei burattinai, del "divide et impera" quella in cui non si muove foglia che qualcuno non voglia, la città dei figli del “Come si cambia per non morire”.

Oggi che gli “adesivi di storia” di Associazioni Calcio Riunite Messina e Football Club Messina sono (erano, sarebbero, saranno) rivali sul campo rappresenta l’inconcludenza degli ultimi aberranti 15 anni avari di soddisfazioni. Due marchi, come scrivevamo quasi un anno fa, che per almeno un paio di generazioni hanno rappresentato il tifo, il sogno, le speranze, i pianti di gioia e tristezza, i pomeriggi al tribunale e tanto altro ancora.

E poi quelle imbarazzanti divisioni social, il rincorrersi di continuo, il battibeccare e l'ironizzare su chi sta messo peggio. Sarebbe francamente ridicolo continuare su questa scia. I club organizzati ci stanno provando, ognuno con i propri accenti e convinzioni: chi oltre l’Acr niente, chi basta che vi sia un progetto serio. Ma sul fatto che così non si possa continuare ad andare avanti e serva una svolta definitiva, un Rilancio vero e proprio, non si può che essere tutti d'accordo.