L'Acr Messina del riscatto prende forma, non solo in Campania

Un mercato mirato per costruire la squadra secondo il modulo del tecnico Raffaele Novelli e dare credibilità ad un progetto rifondato ancora una volta
31.08.2020 00:24 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Pietro Arcidiacono
Pietro Arcidiacono

Manca poco meno di un mese all’inizio della stagione 2020-2021, sicuramente la più strana ed incerta degli ultimi decenni, perché tanti sono i dubbi legati alla evoluzione del contagio da Covid 19 e, di conseguenza, all’andamento dell’attività calcistica, specialmente nelle categorie dilettantistiche, quelle alle quali addetti ai lavori e tifosi messinesi sono ormai abituati da troppo tempo.

L'Acr Messina nato dopo l’ingresso in società dei soci salernitani Bove e Del Regno ha trascorso il mese di agosto dedicandosi alla ricostruzione dell’organigramma dirigenziale, con l’aspetto della composizione della rosa affidato alla regia campana, sotto l’occhio attento del Dg Andrea Gianni e il tutoraggio di Angelo Fabiani e l’apporto di Pasquale Leonardo.

La prima scelta è stata quella del tecnico Raffaele Novelli, classe 1965, fedele al 4-3-3 di stampo “zemaniano”, molto stimato nell’ambiente calcistico sia per il carattere che per le proprie competenze tattiche e la struttura della squadra è stata improntata al modulo da applicare ricorrendo anche ad una struttura fondamentale di over che hanno già giocato insieme o, comunque, hanno frequentato la massima serie dilettantistica in compagini abituate a lottare nei piani alti della classifica. Ecco, quindi, gli arrivi dei centrali difensivi Lomasto e Boskovic dei centrocampisti Vacca ed Aliperta e degli attaccanti Foggia e Addessi tutti sotto i 30 anni, l’ossatura di un gruppo chiamato all’arduo compito di ricostruire la fiducia dei tifosi attorno al “progetto Acr”, proposito realizzabile solo con un campionato di vertice, dopo tre anni in cui mai si è riusciti ad entrare nella zona playoff, figuriamoci lottare per la promozione diretta in C.

Gli under da collocare sul terreno di gioco sono attualmente il portiere Lai (2000), titolarissimo a Sassari l’anno passato, il coetaneo Cascione laterale destro arretrato desideroso di ritrovare continuità di impiego come due stagioni fa a Cerignola, l’ex Turris Giofrè (2001) sulla corsia opposta così come Izzo (2002) prodotto del vivaio genoano, anche se la casella di under più giovane attualmente prevede solo un altro elemento, l’esterno di attacco Crisci (2002), su cui la Salernitana scommette molto.

Ci sono poi quattro 99 come il centrocampista Villa, voglioso di ritornare al livello in cui era titolare della Primavera del Crotone, il difensore centrale Mancuso, prelevato dal Marina di Ragusa, l'altro difensore Bellopede, maturato dopo l'esperienza di due anni fa al Città di Messina e l’angolano Pedro Carlos Mpanda, un esterno destro di grande corsa e tecnica, perfetto per dare verve al terzetto avanzato dell'Acr di Novelli.

Manca ancora qualcosa nella batteria degli under e almeno un paio di elementi di maggiore esperienza da collocare in difesa e in attacco, visto che a centrocampo i riconfermati Cristiani e Lavrendi danno alternative valide, così come Biccio Arcidiacono in avanti.

Probabilmente, il mercato della serie C sarà il giacimento da cui estrarre quei calciatori in grado di dare maggiore sostanza ad un gruppo che sta iniziando a compattarsi nel ritiro di Polla. Accanto a questi, un 2002 di spessore in grado di agire da intermedio, per dare ulteriori opzioni di scelta al tecnico.

Nessun proclama nelle prime dichiarazioni dello staff tecnico e dirigenziale, profilo volutamente basso non per mancanza di fiducia nelle scelte fin qui fatte, ma per prendere l’impegno di convincere con i fatti una tifoseria desiderosa di tornare ad appassionarsi alla biancoscudata, quanto restia a concedere cambiali in bianco dopo anni di delusioni cocenti.

Intanto, si lavora anche per rispondere al meglio alle esigenze di squadra e tecnico quando sarà tempo di ritornare a Messina per preparare la nuova stagione e iniziare il campionato. Priorità assoluta al campo di allenamento, con un possibile ritorno al “Marullo”, senza escludere la chance di utilizzare il campo del XXIV artiglieria, pur considerando le spese da sostenere per renderlo funzionale e rimettere in sesto l’erba sulla quale in diverse occasioni, nei decenni passati, i giallorossi svolgevano le sedute settimanali.

Infine, bisognerà capire quali saranno le decisioni del Comune in merito alla concessione del “S.Filippo”, alla regolamentazione dell’utilizzo del “Celeste”, in attesa di sapere se, entro il 30 settembre, qualcuno parteciperà alla gara per la gestione pluriennale del principale stadio cittadino.

Tutti nodi difficili, da sciogliere al più presto per non avere problemi supplementari e potere vivere in tranquillità il prossimo campionato.