L'Acr Messina è l'avversario più temibile per l'Acr Messina

La profondità della rosa, il carattere, la qualità mostrata dall'undici di Novelli contro l'Acireale fanno pensare che i biancoscudati possono davvero fare bene quest'anno se rimarranno intatti gli attuali equilibri
21.10.2020 17:22 di MNP Redazione Twitter:    Vedi letture
© foto di Isolino/Messina nel pallone
L'Acr Messina è l'avversario più temibile per l'Acr Messina

Raramente negli ultimi anni si è avuta la sensazione di vedere in campo un Messina così forte. Forte non solo solo sul piano tecnico, perché il valore della rosa è indiscutibile anche sotto il profilo della “profondità” qualitativa dell'organico. La percezione è di una solidità anche caratteriale, di una compattezza di gruppo, di una consapevolezza delle proprie capacità e della raggiungibilità dell'obiettivo. La partita di domenica con l'Acireale ha fatto emergere queste caratteristiche, mostrando una compagine in grado di fare la partita, limitando un avversario di livello assoluto. Giocando a viso aperto ma soffrendo con sacrificio quando c'è stato il bisogno, dopo l'espulsione di Aliperta. Quest'ultimo, un calciatore che dà senso a tutto il progetto, pedina in grado di fare giocare bene pure gli altri. Un vero lusso in uno scacchiere costruito nel tempo, giorno dopo giorno, in silenzio e senza fare proclami. E il trucco è proprio questo, continuare a lavorare, partendo dalla cognizione di ciò che si è, per arrivare a ciò che si vuole fare.

Eliminando le scaramantiche privazioni, il Messina in questo campionato non può e non deve temere nessuno. Solo se stesso. Perché se disputerà partite come quelle dello “Scoglio” con la formazione di Pagana, non può avere paura. Ovvio, in un torneo difficile come comunque resta la Serie D, in un anno poi atipico come questo fortemente influenzato dal Coronavirus, imprevisti e piccoli scivoloni sono dietro l'angolo.

Guardando alle prime quattro partite, all'Acr in classifica mancano quattro punti. Perché con un pizzico di fortuna e cinismo in più, a Cittanova e Rotonda si poteva conquistare l'intero bottino. C'è l'alibi del cantiere ancora aperto, del fattore arbitrale, degli errori sotto porta. Alcuni aspetti da migliorare, che con il tempo potranno essere superati. Punti persi che bisognerà andare a conquistare altrove: con la presunzione delle grandi e l'umiltà di chi ha fame, si può fare ovunque. Fondamentale dare fiducia piena a Novelli, al gruppo dirigenziale che ha costruito fin qui, senza colpi di testa. Ci sono tutte le condizioni per fare bene, basta solo che ognuno faccio ciò che deve.