La nostra top ten #3: dai primi anni '90, in un Celeste sempre gremito

Dieci partite del Messina ciascuno per provare a spiegare come si è alimentata la passione per il pallone cittadino. Il viaggio di Mnp prosegue oggi con le scelte di Marco Boncoddo
20.04.2020 09:56 di Marco Boncoddo Twitter:    Vedi letture
Il Celeste per Messina-Reggina
Il Celeste per Messina-Reggina

Da quando Baggio non gioca più non è più domenica, canta Cesare Cremonini. A noi, abituati a trascorrere sui campi i  weekend, in questo periodo sembra di rivivere quanto sosteneva il cantautore bolognese nella sua Marmellata #25. L'assenza di pallone che rotola, però, non ci impedisce di viaggiare con la mente, e in redazione abbiamo deciso di ripercorrere le dieci partite del Messina che più ci hanno segnato a livello personale. Dieci a testa, ovviamente, perché certi passaggi sono comuni ma alcune gare custodiscono ricordi personali preziosissimi. Oggi tocca al nostro Marco Boncoddo.

10) 26 aprile 1998, Messina-Rende 1-0

Cinque anni dopo il fallimento dell'Acr Messina, nel corso dei quali i tifosi giallorossi assistettero ad improbabili sfide con squadre senza blasone, Messina è pronta a ripartire. Dal Celeste, infatti, transitarono compagini come Cariatese, Paolana, Canicattì, Cirò e perfino Reggio Gallina. Il compianto Cav. Aliotta, dopo un biennio di incomprensioni con la tifoseria, riuscì a mettere tutti d’accordo, costruendo una corazzata che vinse il campionato di quinta serie. E in quel 26 aprile, nonostante la concomitanza dell’attesissimo match-scudetto Juventus-Inter, la città rispose gremendo il Celeste. Pannitteri siglò la rete del successo ed il Messina mise di nuovo piede tra i professionisti.

9) 2 febbraio 1992, Messina-Venezia 3-2

Mio padre, come molti meridionali in cerca di lavoro, passò ben cinque anni in Laguna, a metà dei quali nacqui io. Dopo poco, per fortuna, insieme a mia madre, decise di tornare a casa, regalandomi un patentino da buddaci doc. Molti amici, però rimasero nella Serenissima e la partita contro i neroarancioverdi diventò il derby di casa mia. Nonostante il campionato amaro, il Messina raccolse una vittoria, apparsa semplice in principio, con il classico giallo nel finale. Gli uomini di Colautti, infatti, andarono sul 3-0 grazie alla doppietta di Protti ed alla marcatura di Ficcadenti. Simonini e Poggi, però, portarono i lagunari sul 3-2 ad un minuto dal termine. L’assalto, per fortuna, non riuscì ed io, bambino di soli 8 anni, uscii felice dal Celeste, tenendo stretta la mano di mio padre, per non perdermi in mezzo al flusso di gente che sciamava festante verso Viale Gazzi.

8) 3 marzo 1991, Messina-Foggia 0-2

Lo so, è una sconfitta. Ma la prima volta al Celeste non si scorda mai. Fino a quel momento, infatti, il calcio l’avevo visto solo in televisione e, dopo qualche richiesta insistente, mio padre decise ch’era era arrivato il mio momento. In quel marzo del 1991 feci il mio ingresso nel Tempio, come un rito di transizione che neanche la depositio barbae dei romani, per ammirare lo spettacolo di Zemanlandia. Dalla gradinata (ero ancora piccolo per la Sud), osservai le giocate spettacolari dei pugliesi che, alla fine del campionato, volarono in serie A. Dopo una buona partita, i miei beniamini dovettero soccombere alle reti di Baiano e Rambaudi. Esordio sfortunato, è vero…ma chi se la scorda un’emozione del genere!

7) 12 gennaio 2003, Messina-Sampdoria 3-3

Nel mio cuore ci sono numerose formazioni biancoscudate, com’è normale per chi, come il sottoscritto, segue il Messina da più di trent’anni. Un posto speciale, però, spetta ai biancoscudati allenati da Francesco Oddo, nella serie B 2002/03, la prima stagione dell’era Franza. Una squadra strana, a diverse velocità, capace di incredibili amnesie…ma estremamente divertente. Emblema di quella stagione la partita del 12 gennaio 2003, giocata al Celeste contro i blucerchiati. Il Messina passò in vantaggio tre volte, per essere raggiunto altrettante. Un’altalena incredibile, sostenuta dai tocchi di Iannuzzi e dalle folate di Vicari. Nulla è più indispensabile del superfluo.

6) 6 maggio 2001, Messina-Savoia 2-0

Celeste gremito…è la costante della mia vita da tifoso biancoscudato. Dopo un campionato incredibile, il Messina di Florimbi doveva assolutamente vincere contro il Savoia, per poi raggiungere la promozione diretta al Partenio di Avellino. Sappiamo com’è andata, ma il 6 maggio 2001 pensavamo ad un altro finale. E, di tutta la partita, ricordo un incredibile abbraccio a tre, tra il sottoscritto, il mio migliore amico e mio padre, terminato con una craniata del sesto grado della scala Richter. Commozione (cerebrale) e sogno serie B che sembrava ad un passo. Poi, in realtà, i passi furono cinque.

5) 3 ottobre 2004, Messina-Siena 4-1

Lo so, sembra strano inserire nella top ten una partita giunta dopo le vittorie contro Roma e Milan. In realtà, al match contro il Siena è legato un aneddoto personale, unico responsabile del mio legame con quel 3 ottobre 2004. Dopo numerosi tentativi, infatti, io e mio padre riuscimmo a convincere mia madre, per nulla appassionata al calcio, a seguirci al San Filippo. La doppietta di Re Artu’, la rete di Parisi ed il sigillo di Nick Amoruso le fecero dire: “mi sono veramente divertita”. Indimenticabile.

4) 17 giugno 2001, Messina-Catania 1-0

Una data nera e, proprio per questo, indelebile. Chi c’era non può dimenticare. Arrivammo a quella partita “come tori a Pamplona”, parafrasando Fabri Fibra. Una stagione meravigliosa, un traguardo buttato, una nuova impresa, un pareggio d’oro al CibaliSullo insaccò il rigore della storia, regalando alla città intera la serie B contro i rivali di sempre. Fu festa, quasi infinita. Ma, tornando a casa, tutti seppero che Tonino Currò era in ospedale, a lottare per la vita, dopo una bomba carta lanciata dai tifosi etnei. Due settimane dopo, purtroppo, il giovane tifoso di Rometta decise di arrendersi, gettando nello sconforto la famiglia biancoscudata. Troppi eventi in una singola data, una gioia effimera ed un dolore incancellabile.

3) 21 marzo 2004, Messina-Atalanta 3-0

Tra le partite in elenco, Messina-Atalanta è l’unica che non ho visto allo stadio. Anzi, ad essere onesti, non ho visto proprio. Mi trovavo a Sabaudia quando, giovinetto di belle speranze, “facevo concorsi”, come dicevano negli anni ’70. Senza televisione, insieme a mio padre, ascoltammo “tutto il calcio minuto per minuto” nella radio della sua Alfa Romeo. Di Napoli Parisi prepararono la strada, Sullo, con un calcio di rigore, incise la parola fine sulla sfida contro i bergamaschi. Il nostro urlo, dopo la notizia del 3-0, scosse la serafica cittadina dell’Agro Pontino. La serie A sembrava davvero vicina, quel 21 marzo del 2004.

2) 14 aprile 2002, Messina-Reggina 1-0

Risuonava ancora, nelle mie orecchie, quel “noi abbiamo pareggiato 1-1 sul campo della Juventus, voi a Sant’Anastasia”, pronunciato da un tifoso amaranto due anni e mezzo prima. Beh, il diagonale di Godeas, imbeccato da Iannuzzi, servì a ribadire che, nel calcio, bisogna sempre stare attenti a quel che si dice. Dalla gradinata, situato perfettamente di fronte alla Valeria, vidi la palla nel sacco e, immediatamente dopo, il silenzio incredulo e arrabbiato dei cugini. Mio padre non riusciva più a contenersi, io mi sentivo in paradiso. Basta poco a noi buddaci, per essere felici.

1) 24 aprile 2005, Messina-Inter 2-1

E’ stata molto dura arrivare sino in cima, per scegliere il vertice della mia top ten. Lo so, molti avrebbero inserito Messina-Como 3-0 e, ad onor del vero, lo pensavo anche io. Poi, però, ho ragionato sul fatto che, personalmente, arrivai molto “convinto” al match che sancì la promozione in serie A del mio Messina. La festa, andata avanti sino all’alba, rimane il ricordo più bello della mia vita ma…sapevo che avremmo vinto quella partita e, dopo la doppietta di Arturo, nessuno la seguì più. Quindi, se devo scegliere “la partita” che più mi ha entusiasmato…allora mi collego al 21 marzo del 2004, quando Rafael trafisse l’Inter in pieno recupero. La gioia di aver battuto una squadra così blasonata, all’ultimo minuto, dopo una rimonta iniziata da Di Napoli e conclusa da quel brasiliano atipico, non la dimenticherò mai. In quell’urlo di gioia c’era tutto: la felicità di tutti i messinesi emigrati a Milano, in cerca di lavoro; la rabbia, per lo striscione esposto a San Siro dagli interisti che, più o meno, recitava: “meridionale coglione, tifi per me che ti chiamo terrone”; l’entusiasmo di un popolo che, “anche se è solo calcio”, spera nel suo riscatto. Quell’urlo me lo porterò sempre dietro…come gli occhi del signore accanto a me che, ruzzolato in basso per via del parapiglia, con grande nonchalance, si girò verso di noi solo per dire: “ma cu signau?”