La provocazione - Il futuro dell'Acr interessa ancora a qualcuno?

Politica, bolle di sapone, funerali annunciati, bandi degli stadi, presente, futuro e la passione dei tifosi irriducibili da rispettare
27.02.2020 13:40 di Il principe  Twitter:    Vedi letture
La provocazione - Il futuro dell'Acr interessa ancora a qualcuno?

C'è ancora qualcuno in città a cui interessa il futuro dell'Acr Messina? Sicuramente c'è qualcuno a cui interessa una risposta. Sono quei fedelissimi costretti a subire l'ennesima umiliazione a Roccella e tutti gli altri tifosi che sperano in un futuro diverso dal funerale annunciato che da settimane pare in fase di preparazione. A chi rivolgere la domanda? A tutte le componenti in gioco, perché sarebbe troppo facile stringere il campo alla sola famiglia Sciotto. I risultati sportivi e gestionali sono davanti gli occhi di tutti, mettere il dito nella piaga un esercizio che non servirebbe. L'ennesimo alibi. Per essere costruttivi, bisogna inevitabilmente andare oltre. Gli irriducibili della curva e gli altri fedelissimi giallorossi sollecitano con veemenza all'attuale proprietà di fare un passo indietro, ma certamente per evitare il definitivo collasso, servono soluzioni concrete e consolidate, che scongiurino l'ennesima rivoluzione pronta a dissolversi come una bolla di sapone o, peggio ancora, di finire in mani meno solide o capaci delle attuali. Pare difficile ma è un rischio da non escludere per evitare epiloghi già vissuti nel recente passato.

Negli ultimi giorni sono filtrate varie ipotesi tra le quali quella della consegna del club nelle mani del sindaco Cateno De Luca, una mossa disperata ma forse non del tutto sbagliata. Ad oggi la “pec” ufficiale non è però partita. Ma è il primo cittadino, così di riflesso l'assessore allo sport Pippo Scattareggia, uno dei soggetti a cui porre la domanda: il progetto, la storia, l'attualità e il futuro dell'Acr Messina interessa al Comune? Interessa ancora a qualcuno? La politica ha intenzione di muoversi per assicurare un avvenire al club che una buona fetta di città, nonostante le disfatte accumulate, segue ancora e non vuole vedere sparire? O è già stata compiuta una scelta di campo e si attende solo il momento per formalizzarla? Domande che attendono una risposta. Netta, senza burocratese, sotterfugi o approcci diplomatici. Volutamente poniamo questi quesiti adesso, nella settimana precedente a quella che porterà alla stracittadina con l'Fc Messina. Le contrapposizioni tra club della stessa città, in questo tipo di contesto, non ci piacciono e continuano a non piacerci. L'Fc ha il suo percorso che sta portando avanti dignitosamente, raccogliendo anche risultati sportivi apprezzabili. Ma ciò non vuol dire che bisogna cancellare con un colpo di spugna tutto il resto.

Crediamo che il Messina è e debba essere uno soltanto: lo dice la tradizione, lo conferma il tessuto economico che non può permettersi guerre tra poveri. Sosteniamo fortemente questa posizione ed è per questo che non ci è piaciuto quanto accaduto la scorsa estate, minimamente. Ma finché l'Acr sarà in vita, va trattato e rispettato con dignità e considerazione. E i suoi tifosi meritano una risposta: si attenderà una “selezione naturale” senza muovere un dito? È già stata assunta la posizione di non intervenire o c'è qualcosa che si muove sottotraccia? C'è l'intenzione amministrativa di un confronto con l'attuale proprietà per conoscere la programmazione futura o eventuali volontà di passare la mano? Si attendono forse i bandi (è trascorsa l'ennesima settimana senza che vi siano stati riscontri) per gli stadi così da tracciare una linea definitiva? Una parte di città pretende una risposta, possibilmente prima che la passione subisca l'ennesima pugnalata. E i calciatori? Loro sono chiamati a rispondere sul campo, provando a isolarsi da un clima da accerchiamento che inevitabilmente finisce con l'influenzare il rendimento, dando il massimo e onorando la maglia che indossano. In un contesto come quello attuale, probabilmente è il minimo ma anche il massimo che gli si possa chiedere.