Messina-Paternò, la forza della squadra batte anche la sfortuna

L'Acr contro gli etnei spreca, sbatte contro i pali e la traversa, perde Arcidiacono, Bollino e Addessi, passa in vantaggio e un offside la salva al 95'
07.01.2021 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Messina-Paternò, la forza della squadra batte anche la sfortuna

Quarta vittoria di fila, ottenuta, anche in questo caso, con il minimo scarto, soffrendo ma solo perché non si è riusciti a concretizzare almeno la metà delle occasioni create, primo posto in classifica raggiunto, anche se ancora vi sono dei recuperi da effettuare e, in ogni caso, dopo 10 giornate, la posizione in graduatoria conta davvero pochissimo.
La Befana 2021 è dolce per il Messina guidato in panchina da Raffaele Novelli (voto 6,5), che riesce a piegare la strenua resistenza di un ostinato Paternò presentatosi al “Franco Scoglio” con diversi assenti, ma avendo ben chiaro il piano partita, con l’obiettivo di chiudere le giocate facili ai giallorossi, sperando che i tanti elementi di qualità in rosa non riuscissero a trovare il colpo vincente. Il gioco riesce a mister Gaetano Catalano, l’ultimo allenatore ad avere vinto il torneo di serie D a Messina nella stagione 2012-2013, fino all’84’, quando la deviazione aerea di Maiorano su un cross di Lavrendi dà l’occasione a Cristiani per segnare il gol decisivo. L’ex biancoscudato, anch’egli tra i protagonisti della promozione di quell’Acr targato Pietro Lo Monaco, entra in tutti gli episodi del concitato finale, prima intervenendo in scivolata sul tiro a botta sicura di Mazzone e poi segnando al 95’ una rete annullata per fuorigioco, non certamente suo. Una decisione arbitrale favorevole al Messina che equilibra la sfortuna avuta nel corso di questo match con i tre legni presi da Aliperta e da Sabatino e Foggia nella stessa azione, ma, come sostenuto più volte da Novelli nelle settimane scorse, soprattutto va a bilanciare, in parte, qualche svarione nelle direzioni di gara a sfavore dell’Acr.
Cose che capitano in campionati complicati come la serie D e, quindi, nel complesso, il Messina porta a casa tre punti meritati per la differenza emersa su di un terreno di gioco in condizioni non ottimali, problema che la società dovrebbe cercare di risolvere al più presto, considerando l’utilizzo del sintetico di S.Teresa per il lavoro settimanale proprio mirato a preservare il manto erboso del “S.Filippo”.
Questione manto erboso che si è ripresentata periodicamente ogni anno, tranne durante la scorsa stagione, una riflessione che passiamo ai quadri dirigenziali biancoscudati per le relative decisioni.
La gara contro il Paternò richiama l’ultima esibizione casalinga contro il Castrovillari, non solo per il punteggio, ma perché ripropone il tema della compattezza di squadra che serve per superare positivamente le avversità in questo caso rappresentate dai tre legni e dal salvataggio miracoloso del portiere avversario durante il primo tempo, oltre alle due occasioni nitide costruite nella ripresa prima e dopo il gol.
Capitolo a parte, invece, quello degli infortuni subiti da Arcidiacono, Bollino e Addessi, derivanti da scontri di gioco e, soprattutto per gli ultimi due, con l’augurio che gli esami diagnostici possano dare responsi tranquillizzanti sull’entità dei danni subiti rispettivamente al ginocchio ed alla caviglia, già oggetto di problemi abbastanza seri nella passata stagione per entrambi.
Il destino specialmente di Bollino e Addessi getta un’ombra sulla soddisfazione per la vittoria ma la prestazione degli elementi chiamati in campo da mister Novelli fa ben sperare per il futuro della squadra. Lai (6,5) merita mezzo punto in più rispetto alla solita sufficienza da inoperosità perché al 95’ si distende sulla sua sinistra deviando la conclusione di Manfrè Cataldi e, poi, la bandierina del signor Fabrizi di Frosinone gli impedisce di subire il classico gol-beffa. Ottima prova da parte dell’intero pacchetto difensivo che merita un 7 collettivo con menzione speciale per Sabatino, sempre più col piglio del leader per la sua capacità di vedere gioco e verticalizzare su Foggia, mentre su livello ben più che sufficiente si pongono Cascione, Lomasto e Giofrè. I due laterali si propongono con assiduità, e sono pronti anche in fase di non possesso contro due clienti difficili come La Piana e Manuel Puglisi, mentre il centrale controlla tutti i palloni alti e riduce a più miti consigli l’intraprendente Khoris.
La difficoltà a creare pericoli su azione manovrata nel primo tempo, spinge Novelli nell’intervallo a ricorrere alla panchina, inserendo Cretella per Crisci e Bollino per Arcidiacono, con l’intento di disegnare un 4-2-1-3 in cui Bollino doveva fungere da incursore tra le linee di centrocampo e difesa avversarie. Purtroppo, l’invenzione tattica dura solo un paio di minuti perché il numero 10 palermitano si fa male al primo rude contrasto e il centrocampo torna a tre, con Lavrendi chiamato a sostenere Aliperta e Cristiani.
Le valutazioni sui singoli componenti questo reparto non sono uniformi, in quanto Aliperta (6,5) , controllato a uomo quando entra in possesso di palla, è meno continuo del solito ma soprattutto poco preciso, forse per una condizione fisica non ottimale, Crisci (6) non brilla, Lavrendi (6) spende bene l’occasione, pur esitando in qualche situazione davanti alla propria difesa, e, infine, Cristiani (7) mette corsa, sacrificio, ma soprattutto tempi di inserimento e cattiveria nell’azione decisiva per la vittoria.
L' attacco soffre a causa della poca concretezza in rapporto al numero di occasioni create, ma, nei singoli, è da apprezzare l’impegno e l’attitudine a cercare sempre di costruire gioco. Addessi (6) prima dell’infortunio, non gioca una delle sue migliori gare, sembrando troppo imballato e spreca al 14’ la chance per mettere il match in discesa, Arcidiacono (6) inizia discretamente ma subisce un colpo durissimo dopo un quarto d’ora di gioco che lo penalizza fino al duplice fischio, pur senza impedirgli di dimostrare la proverbiale generosità anche in fase difensiva, infine la valutazione di Foggia (6) risente del gol clamorosamente divorato al 70’, poichè il centravanti svolge in modo egregio il lavoro sporco, impegnando severamente i centrali avversari. Bene anche Cretella (6,5), che inventa un paio di aperture d’alta scuola, dimostrando, però, poca incisività sotto rete. Nelle prossime gare il ragazzo cresciuto nelle Giovanili del Napoli avrà maggiore minutaggio a sua disposizione e dovrà imparare presto ad essere più cattivo e meno lezioso.
Domenica prossima è di nuovo campionato, infatti, con il Messina neo capolista atteso ad un impegno probante sul campo della Polisportiva S.Maria Cilento, sicuramente senza elementi del calibro di Bollino e Addessi, con Arcidiacono in forte dubbio e Manfrellotti ancora ai box. Vedremo se lo spirito di gruppo, la rosa profonda e le idee di gioco portate avanti dal tecnico salernitano potranno dare continuità al momento positivo in casa biancoscudata.