Messina, sporcarsi le mani per non cercare il piano B

La vittoria di Roccella non è stata accompagnata dal bel gioco, ma ha mostrato che la squadra, anche soffrendo, sa prendersi i tre punti
15.12.2020 15:45 di Gregorio Parisi Twitter:    Vedi letture
© foto di Messina nel pallone
Messina, sporcarsi le mani per non cercare il piano B

Se avete seguito l'ultima settimana di Coppe europee avrete sicuramente familiarità con la locuzione "Piano B", utilizzata su Sky da Fabio Capello per chiedere ad Antonio Conte come la sua Inter potesse cambiare per gli avversari che ne conoscono (e possono quindi prevederne) il gioco. Siamo su livelli e latitudini differenti, ma il calcio è bello proprio perché si possono rapportare concetti più ampi anche a realtà più modeste come può essere questa Serie D, campionato ancora senza un padrone in cui l'Acr Messina di Raffaele Novelli ha provato, con il successo in casa del Roccella, a iscriversi con forza tra le pretendenti alla vittoria.

SOLO UNA SPUNTATINA - Senza centravanti causa squalifica di Foggia e infortunio di Manfrellotti, i biancoscudati hanno avuto sei giorni per pensare a come affrontare la trasferta calabrese. Arcidiacono centravanti prima scelta ma accantonata dopo una ventina di minuti di attacchi sterili e senza costrutto, con Bollino che poi ha fatto bene il suo, seppur contro un difensore come Coluccio che gli dà 15 cm e 15 kg di differenza. Il 4-3-3 di Novelli si è adattato in parte, con i tre davanti che accorciavano spesso (e abbastanza bene) per ricucire con il centrocampo, anche se ci si è intestarditi troppo con i cross, sempre preda dei calabresi, ed è mancata a tratti la lucidità per far girare il pallone. Nota positiva: il rigore nasce proprio da uno di quei momenti di attenta lettura della situazione, con un giropalla insistito, una manovra avvolgente a scardinare la difesa, un cross dal fondo e non dalla trequarti e una necessaria ingenuità avversaria, che bisogna anche saper provocare.

EQUILIBRI UNDER - Costretto a rinunciare anche a Vacca causa infortunio, Novelli ha scelto Crisci e non Cretella come 2002, con l'attacco completamente over e il campano a far compagnia ad Aliperta e a un ottimo Cristiani in mezzo al campo. Strategia, questa, che mirava probablmente anche a sfruttare le seconde palle con le incursioni delle due mezzali, mentre il roccioso numero 8 ha dato il proprio meglio in fase difensiva, fungendo da vera e propria diga a proteggere la difesa dall'attacco locale, leggerino ma non per questo da sottovalutare. La fisicità biancoscudata è stata messa alla prova dalla sfrontatezza di Carrozza, sicuramente il migliore dei suoi, da subito in partita e più bravo del compagno di reparto, il 2003 Rocca, a mettere in difficoltà la difesa messinese. Difficoltà relativa, perché l'Acr non ha subito quasi nulla se non in un paio di (grandi) occasioni, nate da disattenzioni personali.

FONDAMENTALE MA NON IMPORTANTE - È proprio la tenuta mentale nell'arco dei novanta minuti la principale nota da sottolineare in negativo, non perché siano stati tanti i casi, quanto perché Arcidiacono e compagni non potevano permettersi di non vincere al Ninetto Muscolo. Eppure si possono contare tre occasioni nitide concesse agli avversari, frutto principalmente come detto di errori personali e non di squadra: la fucilata di Cristiani per Aliperta e la conseguente occasione di Cappellini, la svirgolata di Sabatino a sporcare una prestazione di livello e il blackout generale nel finale con l'occasione per Pagano quando, appena entrato Boskovic, la difesa si stava mettendo a 5 paradossalmente per non rischiare nulla. Occasione , quest'ultima, che solo la buona sorte, compagna di viaggio necessaria per chi punta a vincere il torneo, ha permesso che non si concretizzasse, perché come detto in apertura il Messina non poteva non vincere a Roccella. I punti di distacco (ora 4, in caso di pareggio 6) dalla vetta non sarebbero comunque stati troppi, per cui la vittoria non rappresentava un momento importante ai fini della classifica, ma un crocevia fondamentale per il prosieguo del campionato, per dare alle contendenti un segnale che questa squadra, anche senza brillare, sa lottare e prendere i tre punti—per poter dire che dopo tre anni di buio e sorrisi lasciati a metà questo Acr può guardare alla vetta con più fiducia. Anche perché, oltre la vittoria, non esiste un Piano B.

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Pubblicato da ACR Messina su Domenica 13 dicembre 2020