Sopralluogo allo stadio Scoglio: il degrado in mezzo ai "soliti accordi"

La Commissione Sport con l'assessore Scattareggia fa il punto sulle condizioni dell'impianto: tra i post social e il verbale, alcuni punti da chiarire
10.06.2020 16:45 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Sopralluogo allo stadio Scoglio: il degrado in mezzo ai "soliti accordi"

Post indignati, selfie con lo sfondo degli spalti vuoti, foto-denuncia pubblicate sui profili personali Facebook, gli ormai consueti battibecchi tra i sempre più sparuti sostenitori delle due squadre calcistiche cittadine. Una noia mortale, una canzone già sentita tante volte che fa venire in mente un pezzo cantato qualche anno fa da Enzo Jannacci e Paolo Rossi ("I soliti accordi", Sanremo 1994).  La visita della Commissione Sport al “Franco Scoglio” , sollecitata qualche giorno fa dal consigliere Massimo Rizzo, si è svolta oggi alla presenza dell’invitato Assessore allo Sport Pippo Scattareggia. E a seguito della stessa viene preannunciato un documento degli “ispettori” istituzionali per denunciare le condizioni pietose in cui versa l’impianto.

Sembra una replica del blitz di inizio anno del sindaco Cateno De Luca, dopo la polemica sulla installazione dei led da parte di Infront, per conto del Fc Messina, senza il permesso dell’Acr Messina, titolare della concessione annuale siglata il 9 luglio 2019.  Polemica rientrata con il ritiro, più o meno volontario dopo una riunione in Prefettura delle parti in causa, dei mezzi di diffusione pubblicitaria attualmente rimasti giacenti in uno dei tanti locali del S. Filippo, in attesa di conoscere il proprio destino. Anche allora De Luca diffuse foto e post pieni di espressioni colorite nei confronti di chi avrebbe dovuto curare lo stadio, esibendo i locali della foresteria e parti dello stadio lasciate in stato di abbandono, dimenticando, però, che si tratta di luoghi che versano in quella situazione almeno da luglio 2017, data in cui l’Acr Messina di Franco Proto non riuscì ad iscriversi al campionato di Serie C e, dopo qualche mese, fallì. Il Comune di Messina fece causa alla società nel frattempo scomparsa dai quadri federali, proprio chiedendo i danni riscontrati nella struttura, senza ottenere nulla.

La società creata da Pietro Sciotto qualche settimana dopo, a cui venne assegnato il titolo di serie D spettante alla città di Messina, non ha nulla a che fare con l’Acr fallito e, quindi, continuare a far vedere lo scempio della foresteria, o della cucina o dei corridoi adiacenti facendo intendere una responsabilità da parte della società che ne ha detenuto la concessione annuale fino al 31 maggio, appare quantomeno fuorviante. E’ vero che i locali della foresteria sono stati consegnati al Messina a luglio 2019, insieme al resto dell’impianto, ma, viene precisato nel testo, "nello stato manutentivo e di conservazione in cui si trovano",  il ripristino a carico della società è “eventuale”, non obbligatorio e, quindi, legato all’utilizzo di una porzione dello stadio mai effettuato negli ultimi tre anni. In ogni caso di quelle foto, negli anni, ne sono emerse a più riprese, tanto da non destare quasi più sorpresa. E' noto che qualcosa non è andata a livello di gestione e di sorveglianza, la gran confusione è sull'individuazione delle reali responsabilità.

Diverso, invece, è il discorso relativo all’attuale situazione dello stadio “S.Filippo”, visto che ancora le chiavi dell’impianto non sono state restituite ed esponenti del Comune hanno più volte ribadito di avere chiesto formalmente la revoca della proroga della concessione fino alla consegna al nuovo affidatario a seguito di bando, come previsto dalla delibera di giunta licenziata il 31/12/2019. Sul punto, non è chiara quale sia la  posizione dell’Acr, considerando che Paolo Sciotto, a febbraio, disse in conferenza stampa, di non avere mai firmato l’atto di proroga della concessione, mentre Pietro Sciotto di recente ha preannunciato azioni legali per mantenere l’utilizzo dell’impianto.

Come al solito, quindi, quando si parla di sport nella nostra città, e soprattutto di calcio, i dubbi ed il caos regnano sovrani, prevalendo la voglia di apparire e la necessità di accaparrarsi qualche consenso in più. Vedremo, nei prossimi giorni, quali saranno gli sviluppi di questa visita ispettiva, di cui, sicuramente, sarà stato effettuato un verbale di constatazione puntuale della situazione, anche per capire come sistemare il rapporto con il concessionario sulla base di documenti e monitoraggio tecnico sulle opere effettuate rispetto agli obblighi e non, come avvenuto sempre fino ad oggi, su stime o autodichiarazioni. 

Si attende anche che arrivi la settimana in cui, come affermato dall’assessore Scattareggia ad ottobre 2019, si effettui il sopralluogo allo stadio comunale “Nuovo Giovanni Celeste”, per verificare le condizioni di questo impianto sul quale il Football Club Messina ha più volte fatto sapere di avere effettuato lavori per 170.000 euro sulle strutture dell’impianto. Per poi passare al Palarescifina ed a tutti gli altri palazzetti o palestre comunali abbandonati da decenni al loro destino, senza nemmeno l’ombra di un disegno organico per la gestione dell’ordinario, figuriamoci per una “visione prospettica più ampia”.