Fc, le promesse di Rocco Arena: "Messinesità, museo, store, serie C"

Il presidente del Football Club ha parlato anche dell'Acr, di Pietro Franza ma anche di storia e prospettive per la città
01.06.2020 11:02 di Marco Boncoddo Twitter:    Vedi letture
Fc, le promesse di Rocco Arena: "Messinesità, museo, store, serie C"

Nel suo consueto spazio social del sabato pomeriggio, Rocco Arena, presidente del Football Club Messina, ha “ospitato” Massimo Mastronardo, per una chiacchierata di un’ora su svariati temi inerenti il calcio e la città dello Stretto. Nella prima mezz’ora, infatti, l’imprenditore ha sfoggiato un’approfondita conoscenza della storia messinese sulla quale, a suo dire, si sta continuamente documentando. E tra una “crociata” ed una rivolta antispagnola, il patron dell’Fc si è spesso soffermato sull’atipicità del messinese, apatico e disfattista ma pronto ad accendersi di passione in pochissimo tempo.

Arena, nel corso della sua diretta, si è brevemente soffermato sulla dualità tra la sua creazione e l’Acr Messina della famiglia Sciotto: “Per quanto mi riguarda, ci potrebbe essere anche una terza squadra a Messina. Ognuno, naturalmente, può fare ciò che vuole, nessuno può avere l’esclusiva. Io non devo convincere nessun tifoso dell’Acr a seguire l’Fc. Non devo dimostrare niente a nessuno come nessuno deve dimostrare niente a me. Andrò avanti per la mia strada e cercherò di far decollare il mio progetto, grazie ad una società sana, seria, pulita e professionale, nella quale i ragazzi troveranno un luogo dove giocare e crescere nel mondo del calcio. Ho scelto di acquisire il Città di Messina e di trasformarlo in Football Club perché sono legato, da sempre, a questo marchio. Quando i giallorossi hanno calcato i campi della massima serie, infatti, sono stato uno degli sponsor della società. Come tutti sanno, inoltre, il nostro marchio è uno dei più prestigiosi sulle rive dello Stretto e, nella massima serie, il Messina è andato con questa denominazione”.

Molto chiara, inoltre, l’intenzione di messinesizzare l’intera società: “Quando l’emergenza Covid-19 sarà conclusa, obbligherò tutta la dirigenza ad una full-immersion di Messina. Ogni componente dello staff, infatti, dovrà conoscere a fondo la città, la sua storia, le sue tradizioni e le abitudini dei suoi cittadini. Ci tengo, vogliamo prendere il «diploma di messinesità». Voglio far conoscere Messina ed il marchio Football Club anche fuori. Sono innamorato della città, sicuramente è una delle più belle d’Italia. Nel corso di una riunione con degli imprenditori settentrionali, inoltre, ho fatto vedere una foto della cittadella fieristica, per le quali avrei molteplici idee. In tanti, dopo aver guardato quello spazio sullo Stretto, mi hanno chiesto di essere coinvolti in un futuro progetto economico. A mio avviso, grazie alla natura ed alla storia, Messina potrebbe essere tra i centri urbani più ricchi del paese, generando posti di lavoro con i quali i giovani peloritani potrebbero rimanere nella loro città”.

Grazie alla vetrina di Instagram, il presidente del Football Club ha voluto mandare un messaggio ai tifosi, troppi impegnati in quesiti “secondari”: “Non capisco perchè i tifosi chiedano il budget stanziato per la squadra. Io ero un ultrà ed aiutavo la mia squadra, il Torino, facendo l’abbonamento e comprando il merchandising. Mi interessava il risultato, non certo quanti soldi il presidente stanziasse per l’anno seguente”. Prima di passare ai progetti futuri, Arena ha parlato anche di Pietro Franza, il presidente che è riuscito a riportare, dopo quarant’anni, il Messina in massima serie: Pietro è strainnamorato della città e rimane uno dei più grandi tifosi del Football Club. Ricordo che, subito dopo aver rilevato il marchio, mi ha fatto vedere una foto aerea del San Filippo gremito, dicendomi «guarda, questa è Messina»”.

Come già detto in precedenza, nell’ultima parte della discussione, il patron giallorosso si è soffermato sui progetti futuri, che appaiono numerosi: “Spero di realizzare, al più presto, un museo giallorosso da consegnare alla cittadinanza. Siamo molto interessati allo stadio ma, secondo noi, il bando è stato scritto male. Il Franco Scoglio ha bisogno di numerosi interventi, come la copertura o la costruzione di Sky-box ed il Comune non può vincolare la costruzione, nelle aree circostanti l’impianto, ad un permesso da rilasciare tra qualche anno. Ogni imprenditore, per gettarsi in un’impresa di questa portata, deve avere delle certezze. In ogni caso, il Football Club Messina è super interessato alla gestione dello Scoglio e del Celeste. Il denaro introitato dagli stadi, poi, dovrà essere usato per sostenere anche gli altri sport. Il Covid, purtroppo, ha impedito le mie visite a Messina ma, non appena potrò tornare, mi occuperò di definire l’acquisto per i terreni che ospiteranno il nuovo centro sportivo giallorosso. Al più presto, però, apriremo uno store della società che sarà molto diverso dai punti vendita delle società di calcio. Sarà, infatti, uno store alla Rocco Arena”.

L’ultimo passaggio, infine, viene dedicato alla categoria che il Football Club dovrà disputare nella prossima stagione: “La riforma dei campionati mi sembra inevitabile ed anche abbastanza sicura. Io credo, infatti, che il prossimo anno giocheremo in serie C. In quel caso, naturalmente, manterremo l’intelaiatura di quest’anno ed inseriremo degli innesti fortissimi. Spero di arrivare almeno a settemila abbonati che, per una città come Messina, sono davvero nulla. In caso di serie D, invece, spero in cinquemila presenze fisse. Mi fido ciecamente del mio staff e, nella nostra società, ognuno ha i suoi ruoli. Io sono il presidente e non faccio mai calciomercato ma so, naturalmente, che in caso di serie C il Messina dirà la sua”.