Vincenzo Feola, dopo avere fatto chilometri davanti alla sua panchina, a fine gara dopo il pareggio ottenuto sul campo della Nuova Igea Virtus, sembra abbastanza disteso, malgrado il Messina sia sempre più impelagato nella lotta per evitare la retrocessione diretta. Le sue prime parole sono sulle condizioni fisiche della sua squadra, apparsa in riserva proprio nell’ultima fase del match, quando serviva spingere per tentare di ottenere i tre punti: “Questi ragazzi sono in tensione da inizio stagione, in situazioni molto precarie, partendo con quella penalizzazione. Se ci mettiamo la pressione e la necessità di vincere ecco che non si può pretendere chissà cosa. Sicuramente nella ripresa ci siamo abbassati troppo, non abbiamo più giocato a calcio rinunciando a creare e produrre occasioni da gol. A questi calciatori non posso rimproverare nulla sul piano dell’impegno, della voglia, abbiamo cercato di vincerla, ma avremmo anche potuto perderla contro una Igea che, giustamente, non ha regalato nulla a noi, così come avvenuto mercoledì scorso contro la Vibonese. Non dimentichiamo che i nostri avversari odierni, fino a qualche settimana fa, si stavano giocando la promozione. Oggi sono sembrati più in palla rispetto a noi, anche perché, al di là della differenza di classifica, erano tranquilli e spensierati riguardo al risultato”.
Oggi il tecnico campano ha dovuto anche far fronte a diverse defezioni dell’ultimo istante, oltre alla squalifica di Maisano: “Avevamo Pedicone infortunato, Maisano squalificato, Bosia e Roseti si sono fatti male ieri, Clemente durante il riscaldamento prepartita, Werner non giocava una gara da due mesi, Bombaci era rimasto fuori ultimamente, ma siamo stati sempre sul pezzo, la dimostrazione che la squadra è pronta anche nelle difficoltà. Intanto, adesso dipende solo da noi fare i playout, un risultato non scontato alla vigilia, anche pensando al Brindisi, l’anno scorso, con 14 punti di penalizzazione, escluso dagli spareggi per la permanenza pur avendo fatto una campagna di rafforzamento importantissima nel mercato invernale. Oggi il Messina riesce a fare i playout e poi ce la giochiamo, anche perché non è detto che sia uno svantaggio avere a disposizione solo un risultato su tre, all’avversario può venire il braccino corto. Inoltre, incontreremo una squadra al nostro livello, quindi non partiamo sicuramente battuti. Certo che oggi, l’emergenza infortunati in prossimità del fischio iniziale sembra proprio l’emblema di questa annata. Quando dico che anche le stagioni sono condizionate dagli episodi intendo anche questo, perché sembra quasi una sventura aggiuntiva rispetto alla situazione di classifica precaria. Questa è una squadra che è stata spremuta tantissimo e adesso siamo pronti a compiere l’ultimo sforzo, consapevoli di essere competitivi e che, comunque, anche in trasferta, i nostri tifosi ci seguiranno, ovunque giocheremo”.
Feola si sofferma sulle difficoltà legate alle poche alternative presenti in panchina: “Sei condizionato perché, con la regola degli under, quando devi sostituire gente in difficoltà fisica, come ad esempio oggi Oliviero, Bombaci, De Caro, Zucco, Tedesco che ha speso tantissimo, ti mancano uomini e non puoi agire come dovresti. Siamo vivi e conta tanto a questo punto della stagione”.
Feola riconosce anche la mancanza di cattiveria e cinismo sotto porta, evidenziata a Barcellona come in tutte le altre trasferte della sua gestione, ad eccezione di Torre Annunziata, sconfitta netta e meritata: “Questo problema di non sapere chiudere la partita è congenito in questa squadra, che, comunque, riesce a creare 4-5 occasioni da gol e ne mette dentro una quando va bene. Basta vedere l'azione del primo tempo con Matese davanti alla porta libera, o quelle create su calcio da fermo, ma non riusciamo a segnare, oppure sfruttare le palle inattive, pur avendo giocatori strutturati fisicamente e gente tecnicamente dotata. E’ un copione che si ripete da un po' di tempo e ogni partita stiamo sempre a dire la stessa cosa. Io spero e mi auguro che nella partita decisiva e importante, magari un pizzico di buona sorte ci dia la mano”.
Buona la prova di Werner e ottima quella di Bombaci, la scorsa settimana in tribuna e oggi titolari: “Un'ottima partita tutti in due – afferma Feola – Ma non li scopro certo oggi, solo che entrambi sono penalizzati dalle regole sugli under, per cui sono costretto a scegliere se farli giocare o non portarli nemmeno in panchina. Anche se, questa rosa ha abbondanza in alcuni ruoli e poca scelta in altri, un discorso che non è il momento di affrontare in profondità, perché adesso dobbiamo pensare solo a vincere domenica prossima e preparare al meglio lo spareggio finale”.
Messina scarico fisicamente, ma sul punto Feola non si trova d’accordo: “Oggi noi avevamo addosso un macigno che poteva ammazzare chiunque. È ovvio che tu, quando tu devi rincorrere e sei condannato e obbligato a vincere, hai un consumo e uno spreco di energie nervose che sono tre volte superiori alle energie fisiche. Perciò questo non è un discorso fisico, perché pure domenica scorsa abbiamo spinto fino all’ultimo minuto. Oggi forse avevamo il timore di prendere qualche ripartenza letale al momento in cui le due squadre si erano allungate, peccato perché vincendo avremmo fatto un passo avanti importantissimo”.
L’ultima domanda dei cronisti, svela un Feola particolarmente arrabbiato, perché riguarda le voci sulle irregolarità dei tesseramenti del Messina a inizio stagione, cavalcate soprattutto dalle dirette rivali Acireale e Sancataldese, ma anche dalla Reggina, che spera in una fantomatica esclusione dei biancoscudati dal campionato: “Io mi preoccupo, ma non di queste voci completamente destituite di qualsiasi fondamento, mentre resto molto curioso su un aspetto che riguarda l’inchiesta della procura federale in corso sulla regolarità di diverse partite in questo campionato. A noi si potrebbe discutere soltanto sui tempi di tesseramento per un elemento e solo per la prima gara disputata, mentre io sto aspettando che la procura federale si esprima riguardo a intercettazioni, telefonini sequestrati, chat sequestrate, interrogatori a calciatori, dirigenti, tesserati, allenatori di 4-5 squadre coinvolte. Queste non sono voci, ma fatti. Quindi, se il Messina ha sbagliato su quella problematica che ho accennato prima, è giusto che paghi, ma qui i nomi delle società coinvolte devono uscire fuori subito, con i deferimenti e il corso della giustizia sportiva, senza attendere oltre, se, come sembra ormai chiaro, ci sono stati riscontri”.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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