Il Messina travolge 5-1 la Gymnica Scordia al “Franco Scoglio”, sale a quota 10 e resta in testa alla classifica insieme alla Nebros. Alfio Torrisi ritrova nella sua squadra quell’atteggiamento che aveva chiesto con forza alla vigilia: partenza aggressiva, capacità di indirizzare subito la gara e, soprattutto, una crescente maturità nell’adattarsi alle differenti situazioni tattiche proposte dall’avversario. Proprio l’approccio rappresenta il primo motivo di soddisfazione del tecnico: “Avevo chiesto un approccio devastante alla partita e così è stato. La squadra ha dimostrato la propria forza e soprattutto la propria struttura mentale”.
“QUESTO DEVE ESSERE IL NOSTRO DNA” - La partenza lanciata non è stata casuale, ma la conseguenza di un principio sul quale Torrisi insiste dall’inizio della stagione. Il Messina deve provare a imporre immediatamente la propria identità e farlo con continuità: “Questo deve essere il nostro DNA e lavoriamo su questo ogni settimana. Il nostro principio è questo e dobbiamo riuscire a riproporlo con costanza. Stiamo crescendo anche sotto il profilo del minutaggio e sappiamo che per arrivare al livello prestabilito ci vuole tempo. Il percorso deve essere graduale e costante”.
“BRAVI AD ADATTARCI AI CAMBIAMENTI DELLO SCORDIA” - Torrisi sottolinea anche la risposta tattica della squadra di fronte alle variazioni della Gymnica Scordia. L’avversario ha modificato più volte la propria disposizione, ma il Messina è riuscito a mantenere i propri principi senza perdere efficacia: “Lo Scordia inizialmente ci ha sorpreso cambiando sistema di gioco, anche se era una situazione che avevamo preso in considerazione. Ha iniziato con il 3-5-2 e poi è passato al 4-4-2. Noi ci siamo adattati continuando ad andare in avanti e facendolo attraverso i nostri principi. È un segnale di maturità tattica importante”.
Il giudizio complessivo resta quindi molto positivo, anche sotto il profilo della qualità: “Sono soddisfatto di quello che hanno fatto i ragazzi. Ci prendiamo questa vittoria e credo che abbiamo disputato anche una prestazione importante sotto il profilo della qualità del gioco. Abbiamo fatto il nostro dovere, adesso da martedì penseremo alla prossima”.
IL CALO DOPO IL 3-1: “ABBIAMO GESTITO MALE QUEL MOMENTO” - Non tutto, però, ha convinto Torrisi. Il gol dello Scordia in apertura di ripresa ha prodotto una fase di dieci-quindici minuti nella quale il Messina ha perso temporaneamente controllo ed equilibrio, concedendo all’avversario la possibilità di credere nella rimonta. Il tecnico individua proprio nella gestione di quel passaggio uno degli aspetti sui quali lavorare: “Quel gol preso in quel modo ci ha dato dieci minuti di apprensione e, allo stesso tempo, dieci minuti di euforia all’avversario. Non siamo stati bravi a rimetterci immediatamente a posto e a ritrovare i nostri concetti. Quel momento non lo abbiamo gestito bene”.
La risposta successiva, però, viene considerata quella di una squadra matura: “Alla fine ne siamo usciti come sempre da grande squadra e abbiamo chiuso una partita che dovevamo chiudere, perché non dobbiamo mai accontentarci. Sicuramente dobbiamo migliorare nella gestione dei momenti: per dieci-quindici minuti oggi non l’abbiamo fatto bene, ma sono dettagli che fanno parte del nostro percorso di crescita”.
SBUTTONI, STOP PRECAUZIONALE. GIUNTA RIENTRA BENE - La vittoria lascia anche qualche apprensione per le condizioni di Franco Sbuttoni, uscito nel primo tempo. Torrisi spiega che la sostituzione è stata soprattutto precauzionale: “Franco ha avvertito un fastidio, un indurimento all’adduttore, e abbiamo preferito toglierlo. Spero non sia nulla di grave”. Indicazioni positive invece dal ritorno da titolare di Francesco Giunta: “Ciccio l’ho visto bene. Ha giocato 45-50 minuti al suo livello, veniva da un infortunio ed era fuori da qualche settimana. Abbiamo seguito un percorso abbastanza conservativo, sia nel recupero sia nel rientro in campo. Sapevamo che non avrebbe potuto fare un minutaggio superiore e il cambio era già previsto nel piano gara. Sono molto contento di come è rientrato, sia mentalmente sia fisicamente”.
BURZIO: “IN SETTIMANA È STATO IL MIGLIORE PER DISTACCO” - Tra i protagonisti della giornata c’è anche Pablo Burzio, utilizzato dall’inizio dopo essere stato spesso impiegato a gara in corso. Torrisi ne evidenzia innanzitutto le caratteristiche: profondità, mobilità e capacità di ricoprire più posizioni offensive. “Pablo ha una grande virtù nell’attacco della profondità e nella mobilità, oltre ad avere qualità organiche importanti. Con me a Matera ha fatto la seconda punta, ma l’ho utilizzato anche da esterno sul piede forte e lo faceva molto bene”.
Le numerose assenze in avanti avevano finora convinto il tecnico a conservarlo come soluzione multipla dalla panchina, ma la settimana di lavoro ha cambiato le gerarchie per questa partita: “Ultimamente avevo preferito tenerlo come soluzione a gara in corso perché era l’unico che poteva darmi il cambio sia come seconda punta sia da esterno. Questa settimana, però, mi ha praticamente costretto a farlo giocare dall’inizio: ha fatto una settimana devastante ed è stato il migliore di tutti per distacco”.
Torrisi vede anche una componente emotiva nella prestazione dell’argentino: “Si portava dietro un po’ di rabbia perché in Coppa aveva creato tanto senza riuscire a segnare. Aveva fame e voglia e oggi ha dimostrato di essere stato, secondo me, uno dei giocatori autori della migliore prestazione della stagione”.
“DAVANTI HO SETTE, OTTO, NOVE GIOCATORI UNO PIÙ FORTE DELL’ALTRO” - La concorrenza nel reparto offensivo resta uno dei punti di forza del Messina, anche se gli infortuni stanno limitando le possibilità di scelta. Torrisi non nasconde l’abbondanza qualitativa: “Davanti penso di avere sette, otto, nove elementi, uno più forte dell’altro. Spero di recuperarli tutti perché è importante averli a disposizione. Anche oggi i cambi sono stati decisivi per cambiare ritmo e fare un finale di partita degno di quello che meritiamo”.
PIÙ MOVIMENTO TRA LE LINEE - Tra gli aspetti tattici maggiormente curati durante la settimana c’è stata la ricerca di maggiore imprevedibilità sulla trequarti. Il Messina ha provato a evitare posizioni troppo statiche alle spalle della punta, cercando più movimenti e occupazione degli spazi: “Abbiamo lavorato per avere un trequartista più mobile e creare maggiore imprevedibilità, cercando anche una superiorità posizionale nella trequarti avversaria. Lo ha fatto bene anche Bonanno quando è entrato: non è rimasto statico vicino all’attaccante. Avevamo bisogno di questo, ci abbiamo lavorato e oggi i ragazzi lo hanno fatto bene”.
Dietro il risultato, Torrisi continua a vedere soprattutto la disponibilità del gruppo: “Questo è un gruppo straordinario che ogni giorno lavora a mille, perché conosce la responsabilità che ha nei confronti della proprietà, della piazza e della gente. Abbiamo un obbligo morale: fare il massimo per rendere orgogliosi i nostri tifosi di quello che vedono ogni settimana”.
LA SPADA VERSO IL RIENTRO, PIÙ DIFFICILE BOLLINO - Il calendario imporrà adesso nuove rotazioni e Torrisi spera di recuperare almeno parte degli indisponibili. Le indicazioni sono differenti per La Spada, Sartore e Bollino: “Spero di recuperare qualcuno. Sicuramente La Spada, per Bollino penso sia più difficile, mentre proveremo a portare Sartore. Lo staff sanitario sta lavorando per recuperarlo”.
Il tecnico torna però a collegare i problemi fisici ai continui cambi di terreno di allenamento: “Il continuo cambiare campo ci sta portando queste problematiche. Abbiamo fastidi, infiammazioni ai tendini, problemi agli adduttori. Dobbiamo stringere i denti in attesa che questa situazione venga risolta definitivamente, perché ci sta provocando danni abbastanza importanti, come abbiamo visto anche oggi con Sbuttoni”.
In vista dei prossimi due impegni sono quindi previste diverse rotazioni: “Giovedì faremo delle turnazioni importanti pensando anche a domenica, quando avremo una partita difficile e importante su un campo ostico”.
THEODORE: “PUÒ DIVENTARE UNO DEGLI ESTERNI PIÙ FORTI DELLA CATEGORIA” - Torrisi dedica infine un passaggio alla crescita di Theodore, sempre più convincente non soltanto nella spinta offensiva ma anche nella fase difensiva. Il tecnico ricorda quanto lavoro sia stato necessario per inserirlo nei meccanismi della linea arretrata: “Quando lo abbiamo visto inizialmente, offensivamente aveva già certe qualità, ma non era ancora pronto perché non aveva chiari i meccanismi di una linea difensiva. Ci lavoriamo quotidianamente. A livello tattico era abbastanza indietro e disordinato e deve ancora migliorare molto”. Le potenzialità, però, sono considerate notevoli: “In prospettiva credo possa diventare uno degli esterni più forti della categoria. È veloce, tenace, va in avanti, affronta il duello ed è forte anche di testa. È una spina nel fianco e sta dando una grande mano anche a Kragl, perché con le sue sovrapposizioni riusciamo a creare superiorità numerica in ampiezza”.
Essendo un 2007 e dovendo ancora superare anche la barriera linguistica, Torrisi continua a considerarlo un giocatore in piena evoluzione: “Ha bisogno ancora di qualche mese di adattamento, anche perché non parla bene italiano. Sapevamo che bisognava aspettarlo. Adesso sta dimostrando le sue qualità e sono convinto che, attraverso il lavoro quotidiano, possiamo portarlo a un livello ancora più alto”.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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